Sorelle ritrovate, Roberta Bruzzone accusa la mamma: "È devastante, cosa pensava di fare poi?". La nuova pista dei complici e la teoria di Matano

A Vita in Diretta mercoledì 24 giugno 2026 spazio alle sorelle ritrovate a Formia, davvero grave la presa di posizione di Roberta Bruzzone verso la mamma, senza giri di parole

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Roberta Bruzzone
IPA

Siamo arrivati all’ultima settimana di programmazione per "Vita in Diretta", in onda anche oggi, mercoledì 24 giugno 2026, con uno spazio in apertura dedicato a Sarah e Alisya, le due sorelle che erano scomparse in Abruzzo e ritrovate domenica a Formia a casa di una zia della mamma, che sostiene di non averle mai viste prima.

Sorelle ritrovate dopo la scomparsa, Vita in Diretta, puntata 24 giugno 2026: cosa è successo

La storia delle due sorelle ora ritrovate e lasciate in una struttura protetta dopo essere state rintracciate a casa di una zia, Sofia, ha certamente colpito tutta Italia, visto che molti avevano temuto il peggio per loro. E invece la mamma le aveva recuperate dalla casa famiglia in cui erano ospitate insieme al compagno e al nonno, forse sperando di farla franca dopo che le era stata sospesa la potesta genitoriale.

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Dura la presa di posizione di Roberta Bruzzone a riguardo: "Io penso che i tre si siano probabilmente confrontati con qualcuno per costruire il piano, che poi l’abbiano eseguito loro ci sta, è plausibile. Ma ci sono tutta una serie di passaggi, la SIM attivata intestata a un soggetto extracomunitario, ci sono una serie di passaggi preliminari e preparatori per cui obiettivamente serve una mentalità criminale abbastanza radicate. Non conosco nello specifico la signora, ma al netto di quello che emerge dal punto di vista manipolatorio, non penso che abbia un profilo criminale di questa portata. E’ possibile che qualche amico le abbia dato indicazioni operative su come organizzare i vari passaggi. Per me c’è una parte curiosa, ma lei cosa pensava di fare poi? Quanto sarebbe durata la segregazione? Come pensava di portare un padre a rinunciare di cercare le proprie figlie?".

Su questo arriva il commento di Alberto Matano: "Penso che la sua idea fosse quella di trattenerle in casa di zia Sofia per qualche giorno, non si aspettavano il clamore e la mobilitazione che c’è stata". Bruzzone non è convinta: "Spariscono due ragazzine, credevano non gliene fregasse niente a nessuno?". Il giornalista prosegue: "C’è stato un grande grado di sottovalutazione, da zia Sofia in poi, abbiamo visto la nonna e quello che dicono. Dal carcere ci dicono che nessuno dei tre si sia reso conto di quello che hanno commesso, questo mi fa riflettere".

Questo ragionamento è però inaccettabile per la criminologa: "Pensa la gravità, il senso di diritto onnipotente che questa donna ha maturato sulle figlie e di impunità. Dal suo punto di vista era corretto quello che ha fatto? Anche nei confronti delle figlie e del padre, lei va, se le prende, le porta via, cessa ogni comunicazione con il padre, convinto che siano morte o disperse chissà dove e con chissà chi, secondo lei questo non era grave. Devastante".


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