Sorelle ritrovate, nonna in lacrime e caos da Matano: “I buoni in galera”. La zia che la ha nascoste scopre cosa rischia in diretta: “Mi sento usata”
A Vita in Diretta martedì 23 giugno 2026 spazio alle sorelle ritrovate, arrivano le accuse della nonna, mentre la zia che le ha nascoste si sente vittima e manipolata

"Vita in Diretta" ha aperto la puntata di martedì 23 giugno 2026 con uno spazio dedicato alla storia delle sorelle scomparse in Abruzzo, ritrovate domenica a Formia, a casa di una lontana parente della mamma. Ora in carcere si trovano proprio la donna, il compagno e il nonno delle ragazzine.
Sorelle ritrovate, Vita in Diretta puntata 23 giugno 2026: cosa è successo
Alberto Matano parte facendo una rivelazione importante: "C’era un piano per portare forse le due sorelle all’estero, la Procura parla di una vera segregazione". A parlare è nonna Maria, la mamma della mamma delle due ragazzine, che si era disperata per la loro sparizione, ora però prende posizione a riguardo con parole destinate a fare discutere: "Valentina è una mamma, penso abbia pensato che questo potesse metterla ancora più in difficoltà, ha accettato il rischio, però queste bambine devono essere ascoltate perchè la verità deve uscire fuori. Mio marito Marco muore per le nipoti, le ha cresciute, non sono nipoti, sono altre figlie – dice piangendo -. Abbiamo agito per il troppo amore, io non ho sentito nessuno, non ho parlato con Valentina, non so nulla, devono indagare sul padre, i buoni stanno dentro, i cattivi stanno fuori, la vuole vedere proprio sotto terra, non solo lei, a tutti noi della famiglia. Non dovevano stare a vita lì, le ragazze dovevano tornare a casa, devono essere ascoltate, hanno tante cose da dire, le hanno rinchiuse là dentro perché non devono parlare, non deve uscire la m**a, mi auguro tornino a casa tutti, tutti e cinque, deve venire a galla la verità".
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Entra nel canale WhatsAppMatano riassume le idee: "La nonna fa pensare ci sia qualcosa di non detto". Ci sono poi dichiarazioni inedite di zia Sofia, la donna che ha tenuto le sorelle per due settimane, ora mette in dubbio la sincerità dei genitori: "Non ci sto capendo più niente, c’è un caos che non finsce mai, dove sta la chiarezza? io ho accettato perché mi avevano detto che le bambine volevano stare con la mamma, quindi ho pensato che il papà fosse cattivo, è normale. L’ho pensato dall’atteggiamento delle bambine, loro dicevano: ‘Lui fa così, è tutta una sceneggiata, lascialo perdere, a chi devo credere? Per loro il papà non era sincero, ho visto la mamma e la nonna piangere, se si dice che ha manipolato le figlie possono farlo fino a un certo punto, se non vogliono vederlo si vede che ci sta qualcosa sotto che non va. Se dopo sette anni tu, padre, non hai visto le bambine, adesso dicono che lui le stesse cercando, ma io che ne so? Non posso dare nessun giudizio, non so se il papà ha accolto le scuse, speriamo bene, non mi fido di lui, non ho capito né la mamma né il papà, non so chi dei due sia sincero. A loro dico, mettetevi d’accordo voi due, lasciate perdere le bambine, devono pensare alle bambine, sono la cosa più importante".
In collegamento è presente zia Sofia, Matano vuole sapere da lei un commento sulle parole della nonna: "Ha ragione la nonna, da quello che vedo in televisione è vero che i cattivi stanno fuori, ma parlo in generale. Adesso hanno messo in carcere mamma, nonno, ma a che scopo? Che hanno fatto di male? Quello che ho fatto io? Ho capito che le stavano cercando, ma come sono colpevoli loro, lo sono anch’io". L’inviata Lucilla Masucci le spiega che, effettivamente, sul piano legale, anche lei ha una colpa. L’anziana replica: "Non erano segregate, ma parlo italiano? Le bambine non sono state segregate, erano libere, ma non potevano uscire fuori, questa è casa mia, è aperta, se non si fossero trovate bene avrebbero potuto scappare. Non si facevano vedere dalle persone, il rione poteva accorgersi di loro".
Il giornalista prova a fare ragionare la donna: "Le bambine si sono chiuse in casa per un’ora quando sono venuti a prenderle, non volevano uscire, ma la responsabilità è degli adulti, loro sono soggette alla nostra responsabilità". La donna ci tiene a spiegare meglio il suo pensiero: "Io mi voglio fare capire, la casa era sempre aperta, ma quando sono venuti i Carabinieri non si volevano fare prendere, per questo si sono chiusa a chiave, ma non erano mai rinchiuse. Lo volete capire? Loro non volevano andare. Io non ci ho pensato, ho capito alla televisione che quello che ho fatto era un reato, sapevo che erano scomparsa, ma perché dovevo denunciare? Per levarle alla mamma? A me ha chiesto un piacere e l’ho fatto. Alle bambine ho detto: ‘Le cose si stanno mettendo male, mi fate fare gli arresti domiciliari? Adesso inizio a preoccuparmi di quello che mi aspetta. Più andiamo avanti, più mi sto rendendo conto, se mi hanno chiesto di tenere le bambine perché poi se le sarebbero venute a prendere, qual è il problema".
Il giornalista commenta: "Vedo zia Sofia, mi fa una grande tenerezza, ha agito in buona fede ed è a tratti indifesa, per me è la verità, so che hai agito a fin di fede. Questa condotta ti espone a un rischio, questa condotta è fuori da ogni regola".
In studio è presente l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, legale di Alberto Stasi, che le spiega le possibili conseguenze: "Questo può esporlo a un concorso per sottrazione di minore, lei ha tenuto presso la sua abitazione per due settimane due minori sottratte, una con il consenso perché ultra quattordicenne, per l’altra il consenso non conta perché ha meno di 14 anni. Ci sono una serie di reati che possono portare a una responsabilità penale anche per lei, c’è un rischio di condanna, l’età avanzata non esclude il rischio in caso di condanna della detenzione in carcere o domiciliare. Si faccia seguire". Lei, in realtà, non ha alcun avvocato: "E chi lo paga? – confessa -. Mi mancava l’avvocato, in un certo senso mi sono sentita usata, potevano chiamarmi e spiegare, io non ho chiamato nessuno, dovevano farlo loro per chiedermi scusa per il casino in cui mi trovo. Non mi sento in colpa, perché dovrei?".
Il papà delle sorelle, Stefano, non ha comunque alcun rancore nei confronti della donna, non esclude quindi di volerla incontrare e conoscere, cosa che finora non era accaduta. Questo viene apprezzato anche dal conduttore, che dice: "Bel gesto". Zia Sofia commenta: "Magari ragionando insieme riusciamo a capirci qualcosa", ed effettivamente anche la legale sottolinea: "Forse è stata un po’ condizionata".
Sul piano legale "un pentimento può aiutarla – precisa l’avvocato -. Da quello che mi sembra di capire non credo che la signora Sofia sia perfettamente consapevole di quello che ha fatto, non aveva piena coscienza e volontà di mettere in atto un reato molto grave come il concorso in sottrazione di minore, in questo caso potrebbe anche profilarsi un sequestro di persona. La situazione è molto delicata".
