Sorelle scomparse in Abruzzo, il fermaglio per capelli e la pista del complice. Eleonora Daniele: "Qualcuno non racconta tutta la verità"

La storia di Sarah e Alysia, le sorelle scomparse in Abruzzo, è stata al centro della puntata di Storie Italiane del 19 giugno 2026, si pensa che qualcuno le abbia aiutate

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Eleonora Daniele
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"Storie Italiane" continua a dedicare ampio spazio alla vicenda di Sarah e Alysia, le due sorelle scomparse in Abruzzo di 12 e 16 anni ormai dal 6 giugno dalla casa famiglia in cui si trovavano. L’apprensione è evidentemente fortissima, innanzitutto perché i giorni passano e le notizie su di loro sono quasi del tutto nulle, a eccezione del ritrovamento recente di un fermaglio rosso che sembra fosse della più piccola delle due.

Sorelle scomparse in Abruzzo, Storie Italiane puntata 19 giugno 2026: cosa è successo

Il trascorrere dei giorni contribuisce certamente a far aumentare la paura sulle sorti di Sarah e Alysia, a ridosso della loro scomparsa c’era infatti stata una segnalazione che aveva fatto credere si fosse vicini a una soluzione, ma si è poi rivelata infondata. A "Storie Italiane" venerdì 19 giugo 2026 ha voluto lanciare un appello Stefano, il papà delle sorelle scomparse in Abruzzo, in lacrime e sempre più devastato: "Purtroppo non abbiamo ancora notizie tutt’oggi, sono giorni che non dormo, è dura, durissima. Spero che qualcuno riesca a vedere il mio appello, che tornino presto, che le trovino presto, che stiano bene, che siano in salute. Ci tenevo a ricordare che Sarah, la più piccola, è celiaca, chiunque notasse nei vari negozi che qualcuno va ad acquistare prodotti senza glutine è utile ricordare la celiachia di Sarah". La speranza di tutti è che le due bambine siano con qualcuno che possa aiutarle, che non siano quindi sole nel bosco, dove sarebbe difficilissimo sopravvivere per tutti, soprattutto per la presenza di animali selvatici pericolosi.

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Al momento non ci sono comunque certezze sul fermaglio, è un indizio a cui ci si aggrappa, la Procura di Sulmona per ora non si sbilancia, chi lo ha trovato lo ha notato in un percorso che risulta essere ancora fattibile. Tiziana, che ha trovato la molletta, è con l’inviata di "Storie Italiane", che ha spiegato meglio la situazione: "E’ un’ipotesi che sia suo, era lungo un sentiero distante circa 400 metri dalla struttura che ospitava da due anni le ragazzine, è stata la prima traccia dopo 13 giorni di silenzio". La donna illustra cosa è accaduto: "E’ stata una casualità, avevamo ospiti a casa, diluviava in quel momento, finito di piovere, abbiamo suggerito al papà e alla mamma che erano con noi di fare due passi per provare a far addormentare la loro bambina. Mio marito li ha accompagnati, a metà percorso ha notato questo fermaglio colorato. Sul momento non hanno dato molta importanza, ma nel ritornare a casa mi hanno raccontato, ho quindi pensato fosse importante. Ci siamo sentiti un po’ ridicoli perché dovevamo disturbare gli addetti per un fermaglio, però era da bambina, mi sono chiesta come fosse possibile che non fosse stato visto. A quel punto mio marito è andato in paese, ha incontrato i vigili del fuoco, il guardaparco, ma già i vigili del fuoco sono venuti, lo hanno raccolto visto che noi non lo avevamo toccato, ci hanno suggerito di andare dai Carabinieri a fare la denuncia, noi lo abbiamo fatto. Il dubbio di essere ridicoli e segnalare una cosa del genere c’era, ma è stato sovrastato dall’idea che fosse importante, era preferibile far perdere un attimo di tempo agli altri, avrebbero stabilito loro se lo fosse davvero". L’oggetto si trovava effettivamente in un luogo che poteva essere raggiunto facilmente dalle bambine, eludendo anche eventuali telecamere, alla fine della strada c’è una sorta di piazzola, dove forse qualcuno potrebbe averle attese.

A far propendere sull’idea di come non sia da sottovalutare il fermaglio è il luogo in cui è stato rinvenuto, visto che si incrocia con la localizzazione dei cellulari che loro hanno usato.

Le ricerche vengono svolta anche in giornata, concentrandosi soprattutto nei pressi del Lago di Barrea, alcuni cani molecolari in questi giorni hanno fiutato tracce che hanno sempre portato nelle vicinanze del lago. I cani sono stati anche "cambiati" nel corso delle giornate di attività per evitare che fossero condizionati nelle operazioni, ma anche quelli sfruttati recentemente hanno portato sempre in quel perimetro.

Un’imbarcazione dei Vigili del fuoco del nucleo di Soccorso subacqueo acquatico di Ancona è stata posizionata sotto il ponte che attraversa il bacino artificiale, con l’obiettivo di affiancare i colleghi del comando provinciale dell’Aquila. Nessun aspetto viene comunque trascurato, comprese SIM card e celle telefoniche, gli inquirenti stanno analizzando alcuni contatti recenti il traffico dei cellulari che potrebbero avere utilizzato, irraggiungibili solo dal 10 giugno, rimasti qundi attivi per quattro giorni dopo che loro hanno fatto perdere le tracce.

La teoria che per ora va per la maggiore fa credere che Sarah e Alysia non si siano allontanate da sole, qualcuno potrebbe averle aiutate nella loro fuga, cosa che potrebbe portare a essere incriminato per sottrazione di minore. Eleonora Daniele sottolinea questo aspetto: "Forse qualcuno non racconta tutta la verità". La loro giovane età, infatti, rende difficile ipotizzare che possano essersi mosse in completa autonomia.


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