Sorelle scomparse in Abruzzo, perché sarebbero ancora vive: “Non sono nel lago”. E Il fidanzato di Alisya fa una rivelazione
Le ricerche di Sarah e Alisya, le sue sorelle scomparse in Abruzzo, proseguono, si pensa che qualcuno le abbia aiutate a scappare, questo contribuisce ad alimentare la speranza

Sono ormai trascorsi quindici giorni da quando Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse in Abruzzo di 12 e 16 anni, hanno fatto perdere le loro tracce scappando dalla casa famiglia in cui si trovavano da due anni a Civitella Alfedena. La paura per la loro sorte è inevitabilmente tanta, appare davvero difficile che possano avere fatto tutto da sole, soprattutto perché la fuga è arrivata di sera, quando era ormai buio, cosa che spaventava entrambe, oltre a esserci il rischio di poter trovare nelle vicinanze animali pericolosi (il Parco Nazionale d’Abruzzo è poco distante).
Gli inquirenti però continuano a indagare, nelle ultime ore è stato ascoltato in Caserma Youssef, il fidanzato della più grande, dopo alcune sue dichiarazioni rilasciate in Tv, che meritavano un approfondimento.
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Entra nel canale WhatsAppSorelle scomparse in Abruzzo: interrogato il fidanzato, le prossime mosse nelle indagini
Negli ultimi giorni le ricerche per ritrovare le sorelle scomparse in Abruzzo si sono concentrate nei pressi del Lago di Barrea, non troppo distante dalla struttura che le ospitava, seguendo anche le indicazioni che erano arrivate dai cani molecolari. Fino ad ora, però, le operazioni non hanno dato nessun esito, a eccezione di un fermaglio per capelli che potrebbe appartenere alla più piccola. Anzi, l’assenza di segnali in acqua sembra contribuire ad alimentare la speranza che le due stiano bene e che possano essersi allontanate con l’aiuto di qualcuno.
Ad alimentare questa teoria è stato anche il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, che nella giornata di ieri, sabato 20 giugno 2026, ha interrogato per sei ore in caserma Youssef, il fidanzato 18enne di Alisya, la più grande delle due. Il giovane non risulta essere indagato, è stato sentito solo come persona informata sui fatti, dopo alcune sue dichiarazioni in Tv, in cui aveva ipotizzato che le ragazzine potessero essere in un rifugio segreto, dove potrebbero essere arrivate con il supporto, almeno indiretto, della mamma (questo ha portato a perlustrare la zona del Cassinate, di cui è originaria). Probabile che la fuga sia stata programmata, resa più facile da una persona di cui si fidavano le due adolescenti. Il giovane avrebbe contribuito a dare una pista non trascurabile, secondo cui le due avrebbero agito con il sostegno di un parente (il nome non è stato reso noto), grazie a lui avrebbero lasciato la casa famiglia attraverso il sentiero che porta alla Camosciara, ed è lì che potrebbero essere salite su una macchina che le attendeva per portarle in un luogo che è rimasto ignoto.
Oltre al ragazzo sono stati ascoltati anche due amici con cui convive da quando ha lasciato la casa famiglia (lui alloggiava nella stessa struttura di Sarah e Alisya), oltre ad altri ospiti e persone che prestano ancora servizio lì.
Carlo Fucci, Procuratore di Cassino, ha fatto al Tg1 il punto della situazione: "Difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando il tempo è così lungo, questo porta a ipotizzare che ci sia il supporto di qualcuno". Questo, è bene precisarlo, almeno per ora è solo un’idea ventilata dal magistrato e da parte di chi coordina le loro ricerche nel Basso Lazio, in supporto con la Procura di Sulmona, per un’indagine che al momento vede come capo di imputazione quello di sottrazione di minori. Sono stati perquisiti senza esito due casali in provincia di Cassino, entrambi riconducibili al ramo familiare materno delle due sorelle. "E’ logico che si vada alla ricerca delle persone scomparse in tutti i territori dove possano esserci dei punti di riferimento, in supporto al fatto che si stiano nascondendo" – ha detto ancora Fucci. Penelope Abruzzo sta seguendo le operazioni, oltre a essere vicina ai due genitori, ci ha tenuto inoltre a mettere in evidenza l’importante ruolo svolto dalla campagna del padre, la prima a denunciare la situazione grazie al buon rapporto che era riuscita a costruire con Sarah e Alisya.
Monitorate anche le telecamere di sorveglianza, nella notte della loro scomparsa quelle installate a Civitella Alfedena hanno immortalato solo tre auto, in un orario compatibile con quello dell’allontanamento, a riferirlo è stato il Procuratore di Sulmona, che si è occupato degli ultimi interrogatori. D’Angelo ritiene invece improbabile che possano essere nel lago: "Secondo me sotto quel lago c’è zero possibilità che ci siano le ragazze". Sulla stessa lunghezza d’onda anche il papà, Stefano, che ha più volte lanciato appelli in Tv: "Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene".
