Sonia Peronaci: "Giallo Zafferano una bella soddisfazione, ma porto in tv la mia vera identità. Un ristorante mio non lo aprirò mai" - Intervista
Libero Magazine ha intervistato Sonia Peronaci, protagonista del tv show culinario In cucina con Sonia, in onda su Food Network dal 27 giugno

Dopo aver creato un impero digitale, quello di Giallo Zafferano, e aver avuto il coraggio di lasciarlo per rimettersi in gioco con il proprio nome, Sonia Peronaci torna in tv con In cucina con Sonia su Food Network. Non solo un ricettario, ma il racconto di una comunità che si ritrova attorno a un tavolo, grazie a un filo diretto con il pubblico a casa.
Intervista a Sonia Peronaci, pioniera del food blogging in Italia, conduttrice del tv show culinario In cucina con Sonia
In questa intervista a Libero Magazine, la food blogger ha parlato dei segreti del nuovo programma, facendo anche un bilancio sulla sua straordinaria carriera. Una storia, la sua, fatta di resistenze, successi e della ricerca incessante di quell’ingrediente umano che nessuna telecamera potrà mai replicare.
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Entra nel canale WhatsAppCosa dobbiamo aspettarci da In cucina con Sonia?
In ogni puntata facciamo due ricette, una salata e una dolce. Non sono ricette banali ma elaborate, non difficili, che le persone possono ripetere anche a casa. Mi piace anche l’idea di insegnare delle tecniche, soprattutto per quel che riguarda la pasticceria. Vedendo le cose, le persone ci provano e questa è una cosa che ho appurato dai videomaker, che sono sempre molto curiosi e che replicano a casa tutte le ricette proposte. Si parlerà di tutto quello che riguarda le portate, anche se tendiamo soprattutto a fare cose più complesse. Mi piace anche l’idea di portare alcune ricette che stanno andando moltissimo sui social, come ad esempio la pizza liquida, una pizza con un impasto tipo pastella che si cuoce subito.
Pensi che il pubblico si sia avvicinato, negli ultimi anni, al mondo della cucina proprio grazie all’avvento dei social e all’esplosione di videoricette che continuano ogni giorno a circolare in rete?
Il fatto di parlarne, di fare tantissimi programmi e della presenza sui social di creator che si occupano di ricette ha dato una consapevolezza maggiore alle persone. Se ne parla, si vedono tante cose sia in tv che sui social, ma c’è da dire che anche noi italiani abbiamo la cucina nel DNA. La gente è più informata, anche se nelle grandi città è aumentato il delivery e la possibilità di prendere del cibo già pronto. Bisognerebbe invece tornare a cucinare di più, anche per una questione di salute. Meno cibi processati e più alimenti sani, anche semplici ma fatti con alimenti freschi.
La tua forza è sempre stata la precisione scientifica spiegata in modo semplice. Come sei riuscita a portare questo equilibrio in tv e sul web?
Io sono nata in cucina e, nel mio DNA, c’è sicuramente questa capacità di spiegare le cose. Mi rendo conto che, se si spiegano bene le ricette alle persone, queste si avvicinano sempre di più alla cucina e a preparare anche piatti più elaborati. Questa è una cosa che ho capito subito con Giallo Zafferano: il fatto di spiegare per filo e per segno e far capire che non ci sono cose estremamente difficili. Il vedere è molto più esplicativo rispetto al parlare. Quello che mi hanno riconosciuto da subito è il fatto di essere molto tranquilla e rassicurante nello spiegare, e questo avvicina le persone alla cucina.
Oggi un’Intelligenza Artificiale può scriverti una ricetta tecnicamente bilanciata e perfetta in tre secondi. Nell’era degli algoritmi, qual è quell’ingrediente umano che metti e che nessuna macchina potrà mai replicare?
L’Intelligenza Artificiale è molto utile, ma di base devi sapere il tuo mestiere. A volte scrivo quello che le va di scrivere, ma diverso è il fare una ricetta, trovarla, assaggiarla, diverso è fare affidamento sull’IA. Io credo che la ricetta debba essere provata, modificata secondo il proprio gusto, bilanciata. Le idee e le ricerche vanno benissimo, ma non sarei così certa del fatto che l’Intelligenza Artificiale possa darci delle ricette bilanciate.
Come hai selezionato i piatti per il programma? Ti sei fatta guidare dai trend dei social o hai preferito rispolverare i grandi classici della tradizione?
Noi abbiamo anche degli sponsor e a volte si fanno su misura per loro, in base agli ingredienti che si hanno o con le attrezzature che ci vengono messi a disposizione. Ad esempio, ho fatto dei dolcetti con la friggitrice ad aria molto carini. Mi piace anche l’idea di portare dei trend che vedo sui social, anche se non sono attratta da tutto quello che circola. Il junk food non mi piace, perché sono dell’idea che bisogna dare agli utenti delle ricette che siano anche sane ed equilibrate. Quello è per me intrattenimento, oltre che cattivo esempio. Sono ricette che vanno virali, fanno numero e tutti le vogliono rifare. Non prendo ricette piene di grassi solo perché cremose, croccanti e filanti. Amo anche fare qualcosa che appartenga ai miei ricordi e alla mia famiglia, ma dobbiamo comunque far limare diversi aspetti.
Sei la madre fondatrice del food blog in Italia. Hai creato un impero come Giallo Zafferano per poi lasciarlo e ripartire da te stessa con la Sonia Factory. A distanza di anni, che effetto fa vedere che Giallo Zafferano è ancora un punto di riferimento per le persone?
Siamo stati i primi e, se ben condotto negli anni, ci sta che rimanga. C’è anche la reputazione online di un sito che è stato il capostipite di tutto quello che è venuto dopo. Per me è una bella soddisfazione; sono uscita da Giallo Zafferano perché è poi stato venduto a Mondadori, che lo ha trasformato in qualcosa di ancora più importante. Io rimango più sul mio con Soniaperonaci.it, perché quella è la mia persona e lì c’è davvero tutto su di me.
Guardando alla tua carriera, pensi che internet abbia aiutato l’empowerment femminile in un mondo – come quello dell’alta cucina – storicamente dominato da chef uomini?
Il web è abbastanza meritocratico in questo: se ti fai notare per quello che sai fare, il talento emerge. Devi piacere alle persone, non solo per quello che fai ma proprio per la tua personalità. Dipende tutto da come ti poni. Io ad esempio non sono una persona che parla di molto altro, oltre alla cucina, sul mio profilo. Credo che, quando nasci per fare una cosa, devi fare quella. Se inizi a parlare di molte altre cose, ti snaturi e vieni criticata subito dalle persone. Ci sono tanti haters, che non aspettano altro che leggere l’opinione di altri. Più ti esponi, più parli di cose che non sono quelle per cui sei diventata famosa, più rischi i commenti della gente, che ormai sono diventati ferocissimi.
La "Sonia di oggi" cosa non cucinerebbe mai rispetto alla "Sonia del 2006"?
Io sono in realtà rimasta sempre abbastanza fedele alla mia visione di cucina. Ho iniziato con l’idea di voler preparare i piatti della tradizione che più piacevano in tutta Italia come le lasagne, la bolognese, la pasta con le vongole, il tiramisù. Pian piano ho iniziato a riempire il sito di ricette regionali, perché mi piaceva l’idea di raccogliere le nostre tradizioni da Nord a Sud. Non sono mai stata per i "pasticci", per le trasgressioni, e non ho mai lavorato per i numeri ma ho cercato sempre di avere una mia filosofia, anche non lavorando con aziende che non mi rappresentavano. Questo mi ha preservato nel tempo.
C’è un progetto televisivo che tieni nel cassetto?
C’è in programma l’idea di continuare con Food Network. A me la tv piace molto e credo che sia un mezzo che dia più libertà rispetto al web. Posso esprimere i contenuti che voglio ed essere me stessa, cosa che sulla rete non è sempre possibile fare.
Un modo per entrare nelle case delle persone…
Con la tv tieni compagnia, anche se i giovani la guardano poco. Alla fine si deve essere la persona che si è e che ci rende felici. Questo mezzo mi dà comunque molta soddisfazione. L’unica cosa che non ho avuto, finora, è un mio ristorante, ma avevo comunque uno spazio eventi. Il ristorante mi avrebbe costretto ad avere un impegno fisso e ho quindi scelto di non averlo. Ho fatto un po’ tutto quello che sognavo di fare.
