Sonia Grey, dopo il successo di OnlyFans arriva l'Accademia di Seduzione. E sulla tv: "Quando Giorgio Faletti entrò in negozio cambiò tutto"

La conduttrice e showgirl si è raccontata a Libero Magazine in una lunga intervista: "Lavoro con l'erotismo ma sono molto di più".

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Oltre cinque mila ore di diretta televisiva, sensualissima a Drive In, fino ad entrare nelle case degli italiani con UnoMattina, Domenica In, e alcune delle fiction più amate. Lei è Sonia Colone, in arte Sonia Grey, conduttrice, attrice e showgirl, che ha fatto parlare molto di se (anche) per la sua scelta di aprire un profilo OnlyFans, dove propone ‘arte erotica’: "Io lavoro con l’erotismo quello, per intenderci, alla Edwige Fenech, ma senza nudo", spiega a Libero Magazine, sottolineando come le sue siano ‘lezioni erotiche’ su argomenti che sì, ruotano intorno al sesso, ma lo trattano in maniera rigorosamente scientifica.

A dir la verità, però, la sua esperienza sui social per adulti non nasce su OF, ma inizia con "Patreon, una piattaforma meno connotata dal punto di vista erotico-pornografico, ma molto più creativa", e tutto ha preso il via dopo aver compreso di avere un grande seguito, una fanbase che la ama, pronta a seguirla nelle sue scelte, anche in quella recentissima di aprire una Scuola di Seduzione, di cui ci ha raccontato tutto.

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Su Patreon il "profilo mio privato si chiamava Intellectual Dominance, e ho cominciato con le lezioni, quelle della sexy professoressa e della sexy dottoressa, dove univo la mia avvenenza fisica, ovviamente vestita in modo accattivante, a contenuti reali scientifici che io acquisivo studiando". Di certo non è stato facile, i pregiudizi ci sono e non sono pochi, ma tutto questo è solo una parte della vita impegnatissima di Sonia Grey: "Io non mi riconosco solo in questo. Giro il mondo, studio tanto, dipingo. È una delle tante cose che faccio, di cui mi occupo e che mi diverte anche".

Ti senti più libera o più esposta da quando hai intrapreso anche questa strada?

Uguale a prima. Non mi sento né più libera né più esposta. La Sonia che fa la televisione, quella che fa anche OnlyFans, è la stessa Sonia da sempre. Non mi cambia fare OF oppure no, perché per me è una rappresentazione scenica, teatrale, metto in atto una mia rappresentazione sensuale che poi vendo. Questo mi procura un’importante fonte di reddito. Ma non è cambiata Sonia.

Qual è il pregiudizio più lontano dalla realtà che hai riscontrato quando ti sei approcciata alle piattaforme per adulti?

La cosa più sciocca che mi sento dire è che io faccio OnlyFans per portare a casa la pagnotta perché non faccio più la televisione. Io potrei smettere oggi di fare OnlyFans, di fare Patreon, potrei non fare la televisione, ma io ho una vita che mi permette di vivere tranquilla fino alla fine dei miei giorni.

So che la tua famiglia ti appoggia e che tuo figlio e la fidanzata lavorano con te. Non c’è stato praticamente nessun problema o pregiudizio da parte loro?

Allora, in realtà, loro studiano, svolgono anche altri lavori importanti, altre professioni importanti. In più mi aiutano, soprattutto nella parte più pratica, insomma. Nessuno ha pregiudizi nei miei confronti, perché loro conoscono Sonia, non Sonia Grey.

Ora hai aperto anche un corso di seduzione, ti va di raccontarci qualcosa?

È una scuola, un’academy di seduzione online rivolta agli uomini, strutturata in modo molto professionale. È servito quasi un anno di preparazione, ed è molto seria. Dentro ci sono psicologi, sessuologi, persone formate che sono la struttura portante. Sai, la gente pensa sempre che a sedurre debbano essere solo le donne, ma questa idea arriva dopo il confronto nato sui miei profili privati da quello che mi scrivono gli uomini: c’è proprio come un cortocircuito nella capacità relazionale fra uomo e donna, una incapacità di strutturare una relazione, di comprendere quello che vuole l’altra persona.

Quindi qual è l’approccio dell’Academy?

Dopo l’iscrizione si contatta il numero preposto, si fa una consulenza gratuita, dove un professionista cerca di capire la situazione e la problematica per un’azione mirata e personalizzata. L’approccio, quindi, è un one to one, non c’è nulla di preconfezionato.

Qual è la cosa che chiedono di più gli uomini?

Come riuscire a interpretare correttamente i segnali che mandano le donne. Il primo dato che sta emergendo dalle persone che ci stanno contattando è che non c’è autenticità, cioè l’uomo si relaziona a una donna, soprattutto nelle fasi iniziali, pensando che quella donna voglia vedere determinate cose e voglia che lui si comporti in un determinato modo. E quindi inizia questo masking, questa modalità interattiva che, essendo fondata sul nulla, è piena di crepe. È una cosa interessante da studiare anche a livello sociologico.

Tornando alla TV, se dovessi ricordare il momento esatto in cui hai capito che la televisione sarebbe stata la tua strada, quale sarebbe?

Allora, io ricordo un momento molto preciso: ai tempi facevo la commessa e studiavo. Ero fidanzata con un ragazzo che si chiamava Dario, molto dolce e carino, e aveva un negozio importante a Trezzano sul Naviglio. Un giorno ero lì con lui e mi chiese di provare un po’ di capi. In quel momento arrivò, pace all’anima sua, Giorgio Faletti. Mi vide e mi disse ‘Caspita, ma quanto sei bella. Stiamo facendo i provini in televisione per le ragazze del Drive-in, vieni a fare un provino". Io ero titubante, ‘ma come? Sono una commessa’, ma lui insistette: ‘Dai, vieni, vieni, guarda se ti vede Beppe Recchia… Tu sei perfetta’. E così nacque tutto.

Guardando indietro c’è una scelta professionale che rifaresti in un modo completamente diverso?

Ti devo dire no. Questo vale per molti altri aspetti della mia vita e spero possa essere un messaggio se qualche ragazza ci legge: se c’è qualcosa che ogni tanto un pochino mi fa pensare è il fatto che mi sarebbe piaciuto vivere con più consapevolezza. A volte penso di aver vissuto talmente tante cose televisivamente, come showgirl, conduttrice, attrice, che se fossi stata un po’ più tranquilla, invece di essere proiettata sempre in avanti, e avessi avuto un po’ più di consapevolezza, avrei potuto avere un retrogusto ancora più dolce di tutte le cose belle che ho fatto nella vita.

I social, ovviamente, sono stati una nuova strada per te, che hai cavalcato e percorso. Ma, oltre a un strumento di lavoro, sono anche uno spazio personale?

No. Sui social non mi racconto, anche perché se un giorno dovessi decidere di raccontarmi, parlerei di una Sonia che praticamente non è mai stata raccontata, con una strutturazione di vita, un percorso di vita, di infanzia, di adolescenza, di crescita, insomma, molto, molto particolare, o perlomeno che non è mai stato reso pubblico.

Quindi c’è una Sonia che tiene nascosta… Che proteggi?

Sì, ed è anche il motivo per cui tutti gli anni mi chiamano per fare i reality e dico no. Anche pochi giorni fa addirittura Amazon Prime mi ha chiamato per un reality, il Grande Fratello, l’Isola… Io penso che la Sonia, cioè la mia vita sia un’altra cosa, non è il personaggio pubblico, e non sono quella persona che si mette davanti la telecamera e dice a me è successo questo o quello.

Una persona che ha così tanti follower ed è così tanto seguita, sa benissimo cosa sono gli hater. C’è stata una critica, un attacco gratuito che ti ha fatto particolarmente male e uno invece che ti ha fatto mettere in discussione?

Bella domanda, ti ringrazio. Allora, io, come dico spesso al mio team, non so per quale motivo ma per essere un personaggio che sicuramente fa scelte fuori dall’ordinario, ho pochissimi hater, non mi chiedere perché, ma è così. E quei pochi che ho sono donne che mi ricordano quando conducevo, che ne so, UnoMattina e ora mi vedono così e giudicano. Ti devo dire che mi capita ogni tanto che da qualche critica io possa avere lo spunto per fare delle riflessioni, ma di certo non quando mi scrivono ‘Ma dai ancora?’, come per dire alla tua età ancora ti metti così… In quel caso è solo un giudizio. Invece quando qualcuno fa delle critiche più strutturate, tipo ‘guarda, secondo me quando ti proponi in questa veste ha più senso per questo motivo, rispetto a quando fai così’, io ci ragiono, e magari trovo uno spunto per migliorare o per cambiare.

Quanto è difficile rimanere autentici in questo ambiente?

A me rimane un po’ più facile perché ho scelto per il momento di evitare tutte quelle cose in cui devo mettermi più a nudo. Io faccio i miei social, i miei profili privati, la mia accademia, la mia pittura, i miei libri, quando lavoro mi metto lì, mi metto i tacchi, le autoreggenti, mi trucco e via. Quando finisco tolgo tutto e comincia la mia vita fatta di altre cose. Quindi non devo lavorare troppo in questo senso (raccontare se stessa oltre il lavoro, ndr). Se dovessi decidere un giorno di andare, che ne so, ospite di un programma televisivo particolare tipo Verissimo, dalla Fagnani o Mara Venier, e iniziassero invece a chiedermi del mio privato, lì sarebbe un po’ più complicato perché non ho mai voluto parlare troppo della mia vita intima e dovrei capire come riuscire a fare una comunicazione di questo tipo.

C’è un progetto che sogni da tempo e che ancora non hai avuto modo o coraggio di realizzare?

Bella domanda. No, ma ti spiego perché. Una volta Davide Maggio scrisse un articolo dicendo ‘Sonia Grey camaleontica per eccellenza’, ed è vero io sono talmente camaleontica che man mano vivo la vita decido cosa mi piace e quello che voglio fare, e cambio continuamente. La mia famiglia sta bene, io sono realizzata, mi diverto e sono serena, non mi manca niente e ti devo dire la verità: l’unica cosa che posso affermare a gran voce è che sono grata alla vita per tutto ciò che mi ha dato e che mi dà quotidianamente.


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