Sonia Bruganelli a Verissimo: "L'aborto e gli attacchi di panico. Non ho più paura di essere me". Poi le parole sull'addio a Bonolis
L'opinionista si confessa nel salotto di Silvia Toffanin dove è ospite domenica 19 ottobre 2025: cosa ha detto

Sonia Bruganelli, ospite nel salotto di Verissimo domenica 19 ottobre si racconta a 360 gradi, partendo dalla sua autobiografia in uscita martedì 21 settembre.
Silvia Toffanin le chiede come le sia venuto in mente di scrivere un libro sulla sua vita: "Ho 51 anni, nella mia vita sono cambiate tante cose e a fini terapeutici ho iniziato a mettere su carta tutto quello che mi capitava e da lì è partito tutto", spiega Bruganelli che poi parte da quello che ha capito su se stessa in analisi: "Io ho avuto una mamma che mi voleva perfetta, e questo perchè anche lei voleva esserlo per delle sue mancanze. Mia mamma mi ha condizionato perchè lei era forte, ce l’ha sempre forte, è rimasta sola, aveva bisogno di un abbraccio ma non sapeva chiederlo. Io ora sto capendo che essere forte vuol dire anche avere il coraggio di chiedere aiuto e voglio che i miei figli lo imparino."
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Entra nel canale WhatsAppSonia Bruganelli, l’aborto e la maternità
La conduttrice le chiede del papà e lei risponde:"Papà è stata la mia salvezza, la parte morbida, il contraltare di una mamma rigida". Però subito dopo, svela che c’è una cosa che non ha mai detto al padre. A 24 anni Sonia Bruganelli rimane incinta, il compagno Paolo Bonolis (stavano insieme da un anno) non vuole il bambino, lei quindi abortisce, e ora racconta: "Ci siamo trovati davanti a una prova immensa. Un anno d’amore era troppo presto perchè lui potesse fidarsi di me, però il dolore, resta. Io quel figlio lo volevo".
Poi spiega meglio: "Paolo veniva da una separazione figlia del fatto che non era pronto a certe cose, quindi scegliamo questa strada. Insieme, perché da sola non riuscivo a farlo. Nel mio caso mia mamma mi ha detto di non preoccuparmi ma io volevo un figlio della favola, di un progetto condiviso e non era quella la situazione. Ho scelto di non farlo da sola e di investire nella nostra storia. Non sapevo però che ci sono dei lutti che poi ti porti avanti, e mia madre me lo disse nella sua lucidità: ‘scegli quello che vuoi ma poi devi avere la forza di dimenticarlo’. Io pensavo di essere capace, ma non ero così matura per metabolizzarlo. Con il passare del tempo ho fatto una corsa per riprendermi quel bambino, è diventata un’ossessione. Quando abbiamo deciso di riprovarci, un bambino non arrivava e poi, dopo tanti tentativi è arrivata Silvia, con tutto quello che ha comportato: è stato difficile, bellissimo ed è quello che ci ha legato e che ancora ci lega. Però poi come coppia, le cose negli anni piano piano sono cambiate".
Silvia è una bambina con bisogni speciali e per Sonia Bruganelli non è facile sentirsi all’altezza di una sfida così grande. Racconta infatti che, a un certo punto ha voluto quasi "far finta" di avere un’altra situazione: "Io volevo dimostrare a me stessa di essere in grado di occuparmi di un figlio e in modo forse un po’ vigliacco ho preso il bambino che sembrava più facile da gestire, Davide e siamo partiti solo con lui perchè con Silvia lo sentivo che non ce la facevo e volevo dimostrare che sapevo gestirlo. Però non avevo fatto i conti con l’inconscio, alle prime difficoltà, cose normali, mi sono scattati gli attacchi di panico". E aggiunge: "Da lì è iniziato qualcosa che per molti anni mi sono portata dietro, e poi sono andata in analisi".
Dopo tre gravidanze, Sonia Bruganelli cade anche in un disturbo alimentare, dimagrendo sempre più. A salvarla, racconta l’opinionista, le parole del figlio Davide, 10 anni, che vedendola così magra le dice: "Mamma tu stai morendo" e la fa reagire, entrando in cura con un neuropsichiatra.
Sulle critiche per l’ostentazione del suo benessere lei dice: "Non rinnego niente, per me era importante esprimere rabbia in quel momento. Ora cerco di utilizzarla per seguire i miei figli nella loro crescita, nella loro passione e nei loro progetti. La rabbia si è trasformata in voglia di fare in prima persona. Perchè ne avevo bisogno anche prima, ma non mi ero mai fermata a pensarci".
La separazione da Paolo Bonolis
"Hai parlato in questo libro, a chiare lettere anche della separazione con Paolo Bonolis?" chiede infine Silvia Toffanin, e Sonia Bruganelli risponde: "Sono stata sincera tardi, avrei dovuto esserlo prima, ma prima c’erano i ragazzi piccoli, pensavo che le cose sarebbero andate meglio. È stato un mio cambiamento, a un certo punto non ce l’ho fatta più, mi sono dovuta fermare per forza perché per me era importante essere una madre viva, non sempre Paolo capiva che cosa mi mancasse perché non sono cose che si possono piegare: sei tu che sei in un posto in cui non sei te stessa. Io sono andata in analisi e Paolo ha scelto di non farlo, e questo è quello che succede quando uno va avanti e l’altro resta fermo sulle sue emozioni, non ci si ritrova più e questo è quello che ci succede a noi. Ci ritroviamo come genitori. Non c’è giudizio né volontà di rinnegare niente però per molti motivi è andata così anche perché Paolo è sempre stato Paolo Bonolis. Questa cosa ti ha fatto diventare più aspra, più cinica, mi sono resa conto che tanto cinismo non era nemmeno il mio. Ora c’è una Sonia di 51 anni e ora sento quello che provo, nel bene e nel male".
