Sinner (ancora) nella bufera, Landini: “Paghi la patrimoniale, perché dovremmo tifarlo? Meglio Alcaraz e Musetti”

Landini rilancia la patrimoniale e chiama in causa Sinner: “Contributo giusto anche per lui”. E tornano le polemiche sulla residenza a Montecarlo.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Jannik Sinner continua a essere al centro del dibattito pubblico, ma questa volta non c’entrano i suoi colpi vincenti o i successi nei tornei internazionali. Il numero uno del tennis italiano è finito di nuovo nel mirino per questioni fiscali e di identità nazionale. A riaprire la discussione già battuta qualche settimana fa da Bruno Vespa è stato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite della trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora su Rai Radio1. Le sue parole hanno aggiunto un nuovo tassello al coro di critiche che da tempo accompagna l’altoatesino, soprattutto per la sua scelta di vivere a Montecarlo.

Sinner, Landini a Un giorno da Pecora: "Paghi la patrimoniale"

Durante l’intervista, Maurizio Landini non ha nascosto la sua ammirazione per Sinner come atleta, sottolineando la sua straordinaria capacità di unire potenza, concentrazione e determinazione. Tuttavia, da appassionato di tennis, ha confessato di trovare tecnicamente più affascinanti Lorenzo Musetti, con il suo rovescio elegante, e lo spagnolo Carlos Alcaraz, che considera più "spettacolare" da vedere in campo.

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Il punto più discusso è arrivato quando il conduttore Giorgio Lauro gli ha chiesto se Sinner rientrerebbe nella sua proposta di patrimoniale all’1,3%. Landini ha risposto senza esitazioni: "Assolutamente sì, per i guadagni prodotti in Italia". Pur riconoscendo che il tennista risiede a Montecarlo, ha ribadito che chi possiede grandi patrimoni potrebbe contribuire di più al Paese senza rimetterci davvero: "Se ho dieci milioni e pago sessantamila euro, resto comunque ricco. E allo stesso tempo aiuto la collettività". Con tono ironico, ha aggiunto che Sinner recupererebbe rapidamente quanto versato semplicemente vincendo qualche torneo.

Le vecchie polemiche sulla residenza a Montecarlo

La questione fiscale del campione azzurro non è certo nuova. Negli ultimi anni, Sinner è stato più volte criticato per la sua scelta di trasferirsi a Montecarlo, una decisione del tutto legale ma spesso contestata nell’opinione pubblica. Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, era intervenuto sull’argomento, spiegando che sarebbe auspicabile vedere gli atleti di punta pagare le tasse in Italia, pur riconoscendo che la normativa attuale consente pienamente a Sinner di risiedere altrove: "Se foste al suo posto cosa fareste?", aveva domandato provocatoriamente.

Le critiche più dure erano però arrivate da Bruno Vespa dopo la rinuncia del tennista alle Finals di Coppa Davis 2025. Il giornalista aveva messo in dubbio l’italianità sportiva di Sinner, accusandolo di non giocare per la nazionale e sottolineando la sua residenza estera. Un paragone diretto con Alcaraz, celebrato invece per rappresentare la Spagna in Coppa Davis, aveva contribuito a riaccendere la polemica.


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