Sinner, chi è Simone Vagnozzi il coach che ha fatto grande Jannik: l’addio a Piatti e il rapporto con Cahill

L'ex tennista è nel team dell'altoatesino dal 2022, e con lui ha scalato tutte le classifiche, portandosi a casa i titoli più prestigiosi.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Dietro al successo di Jannik Sinner c’è (anche) un team che funziona e due coach che hanno dato il massimo per aiutare il tennista ad arrivare in vetta a tutte le classifiche. Uno di questo è Simone Vagnozzi, al fianco del campione altoatesino da febbraio 2022, quando prese il posto di Riccardo Piatti, guida sportiva di Sinner fin dall’adolescenza che lo aveva portato fino alla top 10. A giugno dello stesso anno, ad aiutarlo nella tecnica e negli allenamenti arrivò anche il supercoach Darren Cahill, e insieme sono stati i due protagonisti di una crescita e una scalata straordinaria. Entrambi, nella stagione 2023, si sono aggiudicati il premio ATPAllenatore dell’anno‘ e, sotto la loro guida, Jannick ha conquistato di tutto: dal suo primo titolo del Grande Slam agli Australian Open 2024, al primo posto in classifica ATP, prima volta per un italiano, passando per gli US Open, fino al trionfo a Wimbledon contro Carlos Alcaraz.

Simone Vagnozzi, chi è il coach di Sinner che ha scalato le classifiche con lui

Simone Vagnozzi, nato ad Ascoli Piceno il 30 maggio 1983, è un ex tennista che dal 2022 è uno dei due coach di Sinner. Nel suo passato da giocatore, ha conquistato il tabellone principale di Wimbledon, Roland Garros e US Open, senza mai superare il primo turno, mentre in coppia con Andreas Seppi, ha raggiunto la posizione 74 nel best ranking del 2011.

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La sua avventura da allenatore inizia a 36 anni seguendo Marco Cecchinato: il tennista in due anno scala 164 posizioni nel ranking, e nel 2018 elimina ai quarti di finale del Roland Garros Novak Djokovic. Poi, a causa di una crisi nei risultati, coach e campione si separano. Vagnozzi, allora, inizia a seguire Stefano Travaglia, che per la prima volta entra nei top 100 mondiali, sfiorando la 60esima posizione. Anche questo sodalizio, però, non è destinato a durare e nel 2021, il loro rapporto si interrompe.

Dal 2022, invece, è nel team di Jannik Sinner, con cui ha costruito un rapporto solido e simbiotico, fatto di grande fiducia e rispetto. Ogni volta che l’altoatesino trionfa la gioia è incontenibile, come all’Australian Open, quando l’azzurro era sotto 5 a 1 contro il russo Daniil Medvedev. I consigli del suo coach a bordo campo furono fondamentali, e la vittoria arrivò grazie anche alla perseveranza: "Una vittoria stupenda, non so che dire. Forse devo ancora metabolizzare tutto", disse proprio Vagnozzi a caldo, dimostrando tutta la sua felicita.

Dietro il successo di Sinner non c’è solo il talento del giocatore, ma un team molto solido — e costoso. Simone Vagnozzi, che agisce come allenatore principale in campo, ha probabilmente un contratto con parte fissa più una percentuale sui guadagni di Sinner. Secondo Fanpage, alcuni coach percepiscono tra il 15% e il 30% del montepremi del tennista, e nel caso di Sinner, dato l’alto volume di premi vinti nell’ultimo anno, si tratta di cifre molto rilevanti.


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