Simona Ventura e Roberto Sergio commentano il ritorno dell'Italia all'Eurovision: "I dirigenti Rai erano terrorizzati"
Eurovision tra sogni e timori: Ventura e Sergio raccontano il dietro le quinte dei costi e delle scelte italiane. Ricordando i timori della Rai quando l'Italia tornò in gara.

Al termine della serata del San Marino Song Contest, Simona Ventura, la vincitrice Senhit e il team organizzativo hanno incontrato la stampa per una breve conferenza tenutasi a notte inoltrata. Tra domande e bilanci, il discorso si è inevitabilmente spostato sull’Eurovision Song Contest, obiettivo finale della competizione appena conclusa, fotografando un dietro le quinte che comporta responsabilità enormi per il Paese vincitore.
Simona Ventura e Roberto Sergio commentano l’Eurovision
È stato nel contesto della conferenza stampa che si è tornati a parlare di un tema che ciclicamente riaffiora online: quanto costa organizzare l’Eurovision Son Contest? "Se dovesse vincere San Marino sarebbe bello, ma costerebbe un bel po’, circa 20 milioni di euro. A inizio anni 2000 costava circa 18-20 milioni organizzarlo", ha dichiarato Simona Ventura, sottolineando come la vittoria, oltre al prestigio, implichi un impegno economico tutt’altro che marginale. A correggere il tiro è intervenuto Roberto Sergio, direttore della Rai, che ha precisato senza mezzi termini: "No, molti di più. Costa almeno 40 milioni, non tutti i Paesi sarebbero felici di organizzarlo. All’epoca (quando l’Italia è tornata a partecipare all’Eurovision Song Contest nel 2011, dopo quattordici anni d’assenza, ndr) i dirigenti Rai erano terrorizzati all’idea di vincere". Parole che spiegano l’ironico paradosso dell’Eurovision: una gara che tutti vogliono vincere, ma che non tutti sono pronti a ospitare.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppI FINLEY, LA NOSTRA VIDEOINTERVISTA ESCLUSIVA
Il ritorno dell’Italia e il ruolo decisivo della Rai
Come noto, l’ultima partecipazione italiana prima del ritorno risaliva al 1997, quando a rappresentarci furono i Jalisse con Fiumi Di Parole. Poi un lungo silenzio, interrotto soltanto nel 2011, anno in cui l’Italia è rientrata ufficialmente in gara all’Eurovision Song Contest dopo quattordici anni di assenza. Se oggi la competizione è diventata parte integrante della nostra cultura popolare, molto si deve alla determinazione di Raffaella Carrà, che nel 2011 insistette affinché la manifestazione tornasse in Rai, ottenendo il rientro del nostro Paese. Una scelta che ha cambiato la percezione dell’evento in Italia, trasformandolo da appuntamento quasi marginale a vero fenomeno mediatico. Dal 2011 al 2013 a partecipare sono stati brani in gara al Festival di Sanremo scelti da una commissione interna. Dal 2015 in poi, invece, la regola è diventata più lineare: a volare all’Eurovision Song Contest sono stati i vincitori del Festival di Sanremo, o i secondi classificati in caso di rinuncia.
Il caso del 2014 e il piazzamento discusso di Emma Marrone
E cosa successe nel 2014? Quello resta un anno particolare nella storia recente dell’Italia all’Eurovision Song Contest. Per la prima e finora unica volta da quando il nostro Paese è tornato in gara, il rappresentante non è stato scelto tra gli artisti del Festival di Sanremo. La selezione avvenne infatti internamente, attraverso una commissione appositamente istituita.
La scelta ricadde su Emma, che partecipò con La Mia Città alla cinquantanovesima edizione svoltasi a Copenaghen. Il risultato fu il peggior piazzamento dell’Italia da quando è rientrata nella competizione, il ventunesimo posto.
La situazione migliorò invece drasticamente quando ad essere scelti furono i vincitori di Sanremo. I piazzamenti dei rappresentanti italiani si assestarono infatti su posizionamenti ben più alti:
- Terzo posto per Il Volo.
- Sedicesimo posto per Francesca Michielin.
- Sesto posto per Francesco Gabbani.
- Quinto posto per Ermal Meta e Fabrizio Moro.
- Secondo posto per Mahmood.
- Primo posto per i Maneskin.
- Sesto posto per Mahmood e Blanco.
- Quarto posto per Marco Mengoni.
- Settimo posto per Angelina Mango.
- Quinto posto per Lucio Corsi.
