Amazon Prime Video, Silvio Orlando travolge i cuori in questo film che mostra una realtà straziante
Paolo Virzì è un detenuto che lascia il carcere dopo 25 anni e si ritrova in una Roma irriconoscibile in questo film in streaming su Amazon Prime Video
In un momento storico in cui la crisi climatica è oggetto di grandi discussioni, il film di Paolo Virzì, dal titolo Siccità, risulta non più un semplice racconto distopico. Disponibile in streaming su Amazon Prime Video, il film abbandona i toni solari delle commedie classiche del regista livornese e ci immerge in una Roma stroncata dalla mancanza di piogge, situazione che crea disagi drammatici, perfettamente rappresentati da un eccellente cast.
Siccità su Prime Video: una Roma distopica e una metafora sempre più reale
La narrazione si svolge in una Roma in cui non piove da ben tre anni. Il Tevere è ridotto a un letto di fango e detriti, le blatte invadono le strade. Una situazione che ha imposto il razionamento idrico: l’acqua può essere utilizzata solo per cose necessarie, mentre ne è severamente vietato l’uso per questioni minori (dal lavare l’auto all’innaffiare piate). In questo scenario apocalittico, si intrecciano le vite di un gruppo di personaggi molto diversi tra loro, appartenenti a classi sociali opposte: un ex detenuto, un influencer narcisista che vive di like mentre il mondo brucia, una dottoressa stanca che deve gestire un’improvvisa epidemia di "malattia del sonno", un ex autista di auto blu finito a guidare un taxi nel caos urbano.
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Entra nel canale WhatsAppVirzì mette in campo per Siccità un cast di stelle del cinema italiano, tra cui spiccano Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Vinicio Marchioni, Monica Bellucci e Tommaso Ragno. Tuttavia, la colonna portante emotiva della pellicola è probabilmente Silvio Orlando.
Silvio Orlando è un ex detenuto in una città che non è più la sua
L’attore interpreta Antonio, un detenuto che si ritrova fuori dal carcere per un errore burocratico o, forse, per una sorta di miracolo in un mondo allo sbando. Antonio si ritrova dopo 25 anni in carcere in una Roma che non riconosce più, e si muove tra le macerie di una civiltà che ha sete. Il ruolo di Antonio è quasi una sorta di connessione tra la Roma del passato e quella del presente. Attraverso i suoi occhi, Virzì ci mostra che, anche quando le risorse naturali finiscono, la risorsa più difficile da rigenerare è l’empatia. Orlando, in questo modo, riesce a infondere dignità e una tragica ironia a un uomo che ha perso tutto, ma che conserva ancora un briciolo di umanità che i "liberi" sembrano aver smarrito.
