"Marilyn Manson? Mi faceva un po' paura, ma volevo una foto per i miei nipoti": Silvio Orlando a Venezia 83 racconta l'incontro con il Reverendo

L'attore napoletano è al Lido per presentare il film Dio ride, girato da Giovanni Veronesi e con Pierfrancesco Favino, in programma per la serata di chiusura

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

"Marilyn Manson? Mi faceva un po' paura, ma volevo una foto per i miei nipoti": Silvio Orlando a Venezia 83 racconta l'incontro con il Reverendo
AnsaFoto

Silvio Orlando e Marilyn Manson, un duo che facciamo fatica a immaginare. Eppure un incontro, con tanto di selfie celebrativo, c’è stato. È quello che ha raccontato il 69enne attore partenopeo in un incontro pubblico a Forio (Ischia) durante la minirassegna PopCorn Stories. Intanto, sabato 12 settembre Orlando affiancherà Pierfrancesco Favino per la presentazione del loro film Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi, in programma per la serata di chiusura dell’83ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Quando Silvio Orlando chiese un selfie a Marilyn Manson

"Manson venne a girare una partecipazione in The New Pope di Paolo Sorrentino. Io quel giorno non ero in scena, lo vidi e pensai: quando mi ricapita? Non sono mai stato un suo fan, anzi mi faceva anche un po’ paura, però volevo una foto da far vedere ai miei nipoti", ha raccontato Orlando. Quando poi gli si è avvicinato per chiedergli la foto, è rimasto spiazzato: era infatti Manson a volere una foto con lui. "Si girò e chiese di fare un selfie con me. Io volevo una fotografia con lui e alla fine fu lui a volerla con me", ha raccontato.

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Dio ride: Silvio Orlando e Pierfrancesco Favino a Venezia 83

L’attore partenopeo presenterà assieme a Favino, il 12 settembre, l’ultima pellicola girata da Giovanni Veronesi, Dio ride. "Veronesi ha fatto un film completamente diverso dagli altri, molto drammatico, commovente. Dio ride racconta la storia di un frate del Seicento che scopre di avere una vena comica e comincia a raccontare il Vangelo ai contadini facendoli ridere", ha raccontato lo stesso Orlando, aggiungendo "La Chiesa locale protesta, la voce arriva fino a Roma e viene mandato a occuparsi di lui il cardinale Maculano, il personaggio che interpreto io: una figura realmente esistita, un uomo di grande esperienza che era riuscito a far abiurare Galileo".

E a tratteggiare Maculano ci pensa proprio Orlando: "Il cardinale è convinto che, dopo essere riuscito con Galileo, non avrà difficoltà a convincere un frate ignorante e contadino. Invece si trova davanti un uomo che porta dentro di sé una fede autentica, proprio quella che il cardinale ha completamente smarrito, e che riesce a trasmetterla facendo anche ridere le persone. Da lì nasce la dialettica tra i due: il mio personaggio cerca di avvertirlo di ciò a cui sta andando incontro". Ha poi aggiunto un aneddoto riguardante gli inizi della carriera, non proprio tempi facilissimi: "Fui scritturato per uno spettacolo in cui eravamo quattro attori e interpretavamo due personaggi: due recitavano e gli altri due facevano il pubblico. C’era anche Francesco Paolantoni. Per poter andare in scena dovevamo risultare in regola con il numero degli spettatori: staccavamo sessanta biglietti e io facevo il borderò falso".


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