Silvia Salemi, dalla morte della sorella di 5 anni al silenzio lontano dalle scene: “Sanremo ti sbrana, ma ci fosse l’occasione…”

La cantante ha parlato della ‘voce’ della piccola Laura che l’ha accompagnata per anni e non ha escluso la possibilità di tornare al Festival di De Martino

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Silvia Salemi torna a raccontarsi partendo dalla ferita più profonda della sua vita: la morte della sorella Laura, scomparsa a soli cinque anni per un tumore. In una lunga intervista rilasciata a Leggo, infatti, la cantante ripercorre il legame con quella bambina e con la voce custodita in una vecchia audiocassetta, ma parla anche della lunga pausa dalla carriera per crescere le figlie e della possibilità di tornare un giorno sul palco di Sanremo. Scopriamo cosa ha detto e tutti I dettagli.

La voce della sorella Laura: il dolore che ha segnato Silvia Salemi

Silvia Salemi porta a teatro la parte più intima della sua storia con ‘La voce nel cassetto’, one woman show scritto con Roberta Savona e Raffaello Fusaro, che ne firma anche la regia. Al centro del racconto c’è Laura, la sorella maggiore morta a soli cinque anni per un tumore, e quella vecchia audiocassetta che, quando Silvia era ancora bambina, le avrebbe restituito la propria voce. È questo il punto di partenza di una vicenda familiare segnata da un lutto arrivato ancora prima che Silvia potesse comprenderlo pienamente: quando Laura si ammalò, la madre scoprì di essere incinta di Silvia. «Nello stesso giorno in cui mia mamma venne a sapere che la malattia di Laura era incurabile, scoprì di essere incinta di me», racconta la cantante nell’intervista a Leggo. Silvia aveva appena un anno e mezzo quando Laura morì e, nella casa sprofondata nel dolore, smise di emettere suoni. Poi, a cinque anni, trovò il registratore con la cassetta e ascoltò la voce della sorella. «In quel momento compresi che sapevo parlare e cominciai a fare da sola delle prove acustiche, nascosta in uno stanzino, per provare a tirare fuori quella voce». Da quel momento il canto divenne il suo modo per ritrovare anche le parole. Laura, pur non essendo più fisicamente presente, è rimasta così legata alla sua vita e alla sua carriera: «È come se Laura mi avesse restituito ogni cosa».

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Silvia Salemi, dieci anni lontano dalle scene e il sogno di Sanremo

Dopo il successo e gli anni trascorsi nel mondo della musica, Silvia Salemi ha scelto di fermarsi per dedicarsi alle figlie. Una pausa lunga dieci anni, affrontata senza rimpianti ma consapevole del prezzo professionale da pagare. «Nel nostro mestiere, se non ci sei per dieci anni, quando torni rischiano di non ricordare neppure come ti chiami. Nessuno ti fa un applauso perché hai cresciuto le figlie, le hai accompagnate a scuola e le hai viste nuotare per la prima volta. Quando rientri, ricominci quasi da zero». La cantante ha quindi ricominciato con umiltà, pubblicando nuova musica e tornando gradualmente sul palco. Oggi, però, non esclude un ritorno al Festival di Sanremo, il prossimo anno condotto per la prima volta da Stefano De Martino: «Sanremo è una settimana che ti sbrana e ti prosciuga, però ben venga. È una grande consacrazione, io l’ho sognato e l’ho scritto nel mio diario quando avevo undici anni. Se tornasse l’occasione, la vivrei sapendo che quel palco richiede tutto». Il desiderio, dunque, resta aperto.


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