Morta Silvia D'Amico Bendicò, storica produttrice cinematografica: le cause della morte a 85 anni
Il mondo del cinema piange la scomparsa di Silvia d’Amico, produttrice cinematografica figlia di Suso Cecchi d’Amico e di Fedele d’Amico

Il mondo del cinema piange la scomparsa di Silvia D’Amico Bendicò, storica produttrice e sceneggiatrice, che si è spenta a Roma il 25 settembre all’età di 85 anni. La passione per quello che è stato per anni il suo ondo è stata innata, per merito soprattutto della sua famiglia, grazie a cui fin da bambina aveva iniziato a calcare alcuni tra i set più importanti. Lei era infatti figlia della grande sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico e del musicologo Fedele d’Amico.
Morta Silvia D’Amico Bendicò: chi era e le cause della sua morte
Silvia D’Amico Bendicò era nata a Roma il 2 dicembre 1940, sorella di Caterina e Masolino D’Amico. L’idea di lavorare nel cinema è nata in lei in modo quasi naturale, a frequentare casa sua quando era una ragazzina erano infatti nomi del calibro di Luchino Visconti, che era grande amico nel padre.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLa sua carriera è iniziata nel 1960, grazie a una proposta di Carol Levi Guadagni, che l’ha portata a creare la prima agenzia di attori in Italia legata alla William Morris. Da qui ha potuto mettersi alla prova come agente letterario di cinema e televisione, per poi affiancare questa attività a quella di sceneggiatrice. E’ stata lei, ad esempio, a curare la sceneggiatura di opere quali "Il brigante" del 1961 e "La vita di Leonardo Da Vinci", anche se non era presente nei crediti.
Ben presto ha però deciso di dedicarsi alla produzione, collaborando a "La ragazza in prestito" e "Correva l’anno di grazia 1870". Come spesso capita, però, la popolarità è arrivata grazie alla Tv. Il suo nome è legato La famiglia Benvenuti, serie trasmessa tra il 1968 e il 1970 che raccontava la quotidianità di una famiglia borghese, di cui era ideatrice e che ha fatto da apristrada a un rapporto poi consolidatosi con la Rai. Successivamente è stata la volta Tre donne, con Anna Magnani, "Dedicato a un pretore" e "Vita" di Antonio Gramsci, scritto insieme alla madre Suso Cecchi d’Amico.
Storico è stato inoltre il suo rapporto, privato e professionale con Roberto Rossellini, con cui ha avuto una relazione dal 1974 al 1977 e con cui ha lavorato a "Il Messia", film che lui aveva diretto nel 1975. Quello è stato un periodo cruciale per lei, in cui ha scelto di mettere da parte il cognome D’Amico, che le era servito per non essere considerata solo come una "figlia di". Proprio per questo aveva deciso per anni di farsi chiamare Silvia Bendicò, nome ispirato al cane del principe di Salina ne Il Gattopardo.
Sono diverse le opere che ha prodotto, anche a livello internazionale, quali "State buoni se potete" di Luigi Magni, con Johnny Dorelli, "Oci ciornie" di Nikita Michalkov, interpretato da Marcello Mastroianni, che aveva permesso all’interprete di conquistare il premio come miglior attore al Festival di Cannes.
Silvia D’Amico Bendicò era amatissima da diversi esponenti del cinema, soprattutto per il suo modo di intendere il suo compito, non limitato solo alla produzione. Lei amava infatti seguire ogni aspetto, dall’idea che portava alla nascita di una pellicola alle riprese, che cercava di seguire in prima persona.
Ancora oggi tanti hanno avuto modo di apprezzarla per i diversi documentari realizzati per rendere omaggio a star importanti. Basti pensare Ritratto di sconosciuto-Marcellus Dominicus Vincentius (2006), dedicato a Marcello Mastroianni e a "Suso – La sigora del cinema italiano", diretto da Luca Zingaretti sulla vita e sul lavoro della madre. Il suo ultimo lavoro risale al 2021, dal titolo "Gli anni belli".
A dare l’annuncio della scomparsa è stata la Fondazione Franco Zeffirelli, che ha espresso il proprio cordoglio e "si stringe con affetto alla direttrice del Museo Franco Zeffirelli, Caterina d’Amico, sorella di Silvia, e a tutta la famiglia in questo momento di dolore". Non sono però state rese note notizie sulla causa del decesso.
