Il silenzio degli Innocenti: quando Michelle Pfeiffer rifiutò il ruolo da Oscar
Il film cult di Jonathan Demme torna in sala, rimasterizzato e in versione 4K, un'occasione per recuperare l'ultimo film premiato coi Big Five

Dal 13 al 15 aprile torna al cinema , in versione restaurata e in 4K, Il silenzio degli Innocenti, capolavoro assoluto del 1991 diretto da Jonathan Demme e con protagonisti Anthony Hopkins e Jodie Foster. Proprio il personaggio dell’agente dell’Unità Analisi Comportamentale dell’FBI Clarice Starling, per cui Foster ha vinto l’Oscar, sarebbe dovuto andare a un altro grandissimo nome del cinema, Michelle Pfeiffer, che però rifiutò. Un rammarico per l’attrice, che avrebbe potuto far suo un Oscar mancato ben tre volte in una carriera comunque condita da numerosi riconoscimenti.
Michelle Pfeiffer e la sliding door de Il Silenzio degli Innocenti: un Oscar sfumato per un no
Uscito nel 1991, Il Silenzio degli Innocenti è l’ultimo film, per adesso, premiato dall’Academy con i Big Five, ovvero gli Oscar al Miglior Film, alla Miglior Regia, alla Miglior Sceneggiatura, al Miglior attore protagonista e alla Miglior Attrice Protagonista. Un ristrettissimo club di cui fanno parte unicamente altre due pellicole, ovvero Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Milos Forman del 1975, e Accadde una notte, di Frank Capra del 1934. Ma al fianco di Anthony Hopkins a ritirare il premio alla Notte degli Oscar 1992 ci sarebbe potuta essere Michelle Pfeiffer e non Jodie Foster. L’attrice californiana, infatti, aveva già collaborato con Demme nel 1988 a Una vedova allegra… ma non troppo (per cui era stata candidata al Golden Globe), così il regista la propose alla produzione. Pfeiffer, che era già stata in nomination per l’ambita statuetta dell’Academy nel 1989 per Relazioni pericolose, però, decise di rifiutare. Il motivo lo avrebbe rivelato solo anni dopo.
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Entra nel canale WhatsAppIn un’intervista al New Yorker ha infatti rivelato che a spingerla a dire no all’offerta fu il finale del film, da lei ritenuto "troppo malvagio". "con "Il silenzio degli innocenti", ero trepidante. Ma c’era tanta malvagità in quel film. La cosa che rimpiango di più è aver perso l’opportunità di fare un altro film con Jonathan [Demme]", disse all’intervistatore, aggiungendo "Alla fine vinceva il male, un male che veniva lasciato libero per il mondo. Non mi trovavo a mio agio con quel finale. E quindi ho deciso di non farlo". Un rammarico, a posteriori, che però non le ha compromesso la carriera. Nel 1993, infatti, è stata candidata all’Oscar per Due sconosciuti, un destino e ha recitato poi in numerose altre pellicole di successo.
Un trampolino per Jodie Foster? Non proprio
La porta chiusa da Michelle Pfeiffer si è rivelata, come detto, il proverbiale portone per Jodie Foster, che ha offerto una performance degna del suo secondo Oscar. Una sliding door, quindi, ma non troppo, perchè la nativa di Los Angeles era già un nome affermato anche prima della partecipazione al film di Demme, avendo incassato un Academy Award nel 1989 per Sotto Accusa come Miglior Attrice Protagonista. Il film le era valso anche un Golden Globe nella stessa categoria. Prima di allora era già stata candidata all’Oscar per Taxi Driver nel 1977 e al Golden Globe per Tutto accadde un venerdì. Dopo Il Silenzio degli Innocenti, nel 1995 arriverà la sua quarta candidatura per il film Nell, ricevendo poi la quinta nel 2024 per Nyad – Oltre l’Oceano.
