Caso Signorini, gli avvocati condannano i social: "Fermate Corona, sono state diffuse immagini intime e private"

Dalla diffusione illecita di immagini alle polemiche legali, come secondo gli avvocati i social media metterebbero a rischio l'onorabilità del conduttore.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Come ormai sappiamo, Alfonso Signorini si trova al centro di un turbinio mediatico che ha acceso i riflettori sulla diffusione illecita di contenuti privati sui principali social network. Da Facebook a YouTube, ma anche Instagram e TikTok, tutti sono stati messi nel mirino dai suoi legali per la circolazione di chat e immagini personali di provenienza illegittima, con effetti devastanti sulla reputazione del conduttore.

Caso Signorini la richiesta dei legali per il blocco dei contenuti privati

Gli avvocati di Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, hanno notificato una lettera formale ai colossi del web, dichiarando: "Avete permesso gravi crimini e condotto gli effetti di tali illeciti a dimensioni incommensurabili, rendendo le conseguenze irreversibili", riferendosi all’uso indiscriminato dei canali di comunicazione senza alcun controllo. In particolare, la richiesta riguarda il blocco delle puntate di "Falsissimo", il format di Fabrizio Corona su YouTube, contenente dati e fatti per i quali Corona è indagato per revenge porn dai pm milanesi Alessandro Gobbis e Letizia Mannella.

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I legali sottolineano come anche in caso di archiviazione delle accuse contro Corona, i social network potrebbero essere ritenuti responsabili di ricettazione di dati illeciti, perché i contenuti restano illegali e violano la privacy di Signorini. "L’immagine di Signorini è irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta, artefatta diffusione di conversazioni ed immagini attinenti la sfera privata più intima e personale", spiegano Missaglia e Aiello, evidenziando come i provider abbiano tratto profitto dalla diffusione dei contenuti senza alcuna tutela per il conduttore.

Le polemiche tra avvocati e la risposta dei legali di Antonio Medugno

Non sono mancate tensioni anche tra legali: l’avvocato Aiello è finito nel mirino della collega Cristina Morrone, che insieme a Giuseppe Pipicella rappresenta Antonio Medugno. Questo perché Aiello aveva dichiarato al Corriere della Sera che a suo dire Medugno non avrebbe detto la verità nella querela contro Signorini, un’affermazione che avrebbe per altro portato all’iscrizione del conduttore nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione, nonché alla sua auto-sospensione da Mediaset. Gli avvocati di Medugno replicano duramente: "Le affermazioni volte a screditare il sig. Antonio Medugno, definendolo ‘balordo’ e attribuendogli condotte preordinate al solo fine di ottenere visibilità, sono di una gravità inaudita oltre ad essere diffamatorie e del tutto estranee al tono e al rispetto che dovrebbe dimostrare un avvocato. Nessuna strategia difensiva può legittimare la diffamazione gratuita".

Possibili azioni legali e risarcimenti

I legali di Signorini stanno valutando la possibilità di citare in giudizio civile i colossi del web, chiedendo risarcimenti milionari parametrati sulla fama e il successo professionale del conduttore. L’avvocato Missaglia si concentrerà sul "danno reputazionale e biologico" subito da Signorini, mentre la richiesta di pagamento dei danni sarà rivolta anche a Corona e a chi ha diffuso ulteriormente i contenuti.


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