Ranucci contro i suoi sostituti a Report: "Mediocre non è la vostra professionalità, ma la scelta di mettervi alla guida"

L'ex conduttore torna a parlare della sua esclusione e punta il dito contro Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti, contestando le scelte della Rai e come stato gestito il passaggio.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La vicenda di Report continua a essere tutt’altro che risolta e, mentre sul piano legale si prepara una nuova battaglia tra Sigfrido Ranucci e la Rai, l’ex conduttore torna a intervenire pubblicamente sulla decisione dell’azienda di affidare il programma a Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. Parole particolarmente dure, che non risparmiano i due giornalisti scelti per raccogliere la sua eredità e che arrivano in un momento già estremamente delicato per la trasmissione.

Report: Sigfrido Ranucci e L’affondo contro Piervincenzi

Ranucci ha ricostruito il percorso di Piervincenzi all’interno delle attività legate a Report, sottolineando come il giornalista fosse stato coinvolto in alcuni progetti anche per una precisa volontà di aiutarlo in un momento in cui aveva bisogno di lavorare. Una ricostruzione che l’ex conduttore utilizza per contestare l’idea che quelle esperienze possano rappresentare, a suo giudizio, un precedente sufficiente per affidargli la conduzione della trasmissione.

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"Un servizio realizzato per Report – peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte – non fa di nessuno un conduttore. Del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019 segnò performance dal 2,4% al 3,8%. L’inchiesta in Congo l’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede. Ma quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro." Ranucci inoltre precisa di non voler mettere in discussione la professionalità dei due giornalisti, bensì la decisione dell’azienda: "Mediocre non è la vostra professionalità, […] ma la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana".

L’accusa rivolta a Giulia Presutti

Il tono diventa ancora più severo quando Ranucci affronta il caso di Giulia Presutti. Secondo la sua ricostruzione, la giornalista sarebbe stata a conoscenza del nuovo incarico già da settimane senza informare la redazione e lo stesso Ranucci: "Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi – anche quelli più vicini – tenendo nascosto l’accordo che aveva già chiuso. Da quando la notizia è uscita, non mi risponde più al telefono. Come si può pensare, al di là del merito, che possa essere il volto credibile di una squadra di fuoriclasse ai quali ha mentito per settimane? È una frattura insanabile."

La redazione resta sul piede di guerra

Le dichiarazioni arrivano in un momento nel quale la situazione interna a Report appare particolarmente delicata. La redazione ha proclamato lo stato di agitazione e ha manifestato la propria opposizione a decisioni percepite come imposte dall’alto, mentre alcuni storici inviati avrebbero rinunciato a ricoprire incarichi di responsabilità. Sul fronte giudiziario, invece, Ranucci punta al reintegro e contesta la legittimità della decisione Rai. La successione alla guida di Report si trasforma così in uno scontro molto più ampio.


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