Semplicemente Fiorella, pagelle: Mannoia tra applausi e gaffe (10), Loredana Bertè e l'omaggio da brividi a Mia Martini (9). Ma la Rai è un flop (4)

Fiorella Mannoia domina il palco, Loredana Bertè incendia Le terme di Caracalla: promossi e bocciati della serata evento su Rai 1 in onda venerdì 22 maggio 2026.

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Semplicemente Fiorella Mannoia pagelle 22 maggio 2026
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Le Terme di Caracalla illuminate, l’orchestra sinfonica a fare da colonna sonora e Fiorella Mannoia al centro della scena con la sicurezza di chi quel palco potrebbe gestirlo anche a luci spente. Semplicemente Fiorella è stato un lungo viaggio nella musica italiana tra duetti, ricordi e ospiti chiamati a celebrare una delle artiste più solide e rispettate del panorama italiano. Da Antonello Venditti a Loredana Bertè, passando per Arisa, Nek, Brunori Sas, Diodato, Il Volo, Serena Brancale, Sangiovanni e Rose Villain, il palco di Caracalla si è trasformato in una grande riunione musicale tra generazioni diverse, nostalgia e qualche inevitabile momento karaoke di lusso. Tra esibizioni da pelle d’oca, ospiti perfettamente a fuoco e altri apparsi un po’ spaesati dentro un contesto così "pesante", ecco le pagelle della serata andata in onda venerdì 22 maggio su Rai 1.

Semplicemente Fiorella Mannoia, le pagelle del 22 maggio 2026

Fiorella Mannoia – voto 10: La sensazione è che potrebbe condurre una prima serata anche durante un blackout elettrico e riuscire comunque a tenerla in piedi solo con voce e carisma. Fiorella canta, introduce, accoglie, scherza e soprattutto ascolta gli altri. Che oggi, nel mondo dello spettacolo, è quasi rivoluzionario. Non forza mai la mano, non si mette continuamente al centro della scena, e forse è proprio questo il suo segreto: essere gigantesca senza avere bisogno di ricordarlo ogni trenta secondi. Bellissimo anche il momento con Diodato, quando si scusa per aver sbagliato una parte del testo di Fai rumore: gesto semplice, ma di una normalità ormai rarissima in tv. Classe vera.

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Loredana Bertè – voto 9: Appena entra in scena, l’atmosfera cambia. Non importa quante volte la si sia vista cantare Sei bellissima: ogni volta sembra che quella canzone le appartenga un po’ di più. Fiorella la presenta con rispetto quasi religioso, il pubblico la accoglie come una leggenda vivente e lei ripaga tutti con un’esibizione ruvida, intensa, autentica. La voce è graffiata dal tempo, ma proprio per questo arriva ancora più forte. Quando ricorda la sorella Mia Martini cala un silenzio raro per la televisione di oggi: uno di quelli che valgono più di cento effetti speciali.

Nek – voto 8: Nek è uno di quelli che non deludono mai. Entra, sorride, canta Lascia che io sia e sembra ricordare a tutti che la normalità, quando è fatta bene, può essere persino più efficace degli effetti speciali. Vocalmente impeccabile, nei duetti ha sempre una qualità preziosa: non invade mai lo spazio degli altri, ma riesce comunque a lasciare il segno. E poi ha quell’aria da bravo ragazzo della musica italiana che non stanca mai. Affidabile come il telecomando della Rai durante Sanremo.

Sangiovanni – voto 7: Sul palco cresce. E si vede. Nel duetto sulle note di Centro di gravità permanente di Franco Battiato riesce a non farsi schiacciare né dal peso del brano né dalla presenza della Mannoia. Tiene il tempo, interpreta con intelligenza e porta a casa una performance pulita. Certo, sul look si potrebbe aprire un tavolo tecnico: pantaloni a mezza gamba, cravatta e styling da "studente Erasmus al primo aperitivo milanese". Però almeno prova ad avere una sua identità. E di questi tempi non è poco.

Rose Villain – voto 5,5: Diciamolo: essere piazzata tra Fiorella Mannoia e Loredana Bertè su Almeno tu nell’universo equivale a fare una partitella di calcetto e ritrovarsi improvvisamente contro Messi e Ronaldo. Lei non fa disastri, anzi: resta ordinata, misurata, canta con attenzione e senza strafare. Però il confronto è inevitabile e finisce per evidenziare quanto il palco "pesante" richieda ancora esperienza, presenza e soprattutto personalità. Più che protagonista, sembra un’ospite capitata dentro un monumento.

Palinsesto Rai – voto 4: Il problema non è Semplicemente Fiorella, che resta uno show elegante, ben confezionato e pieno di buona musica. Il problema è concettuale e riguarda i palinsesti della prima rete. Perché riproporre a maggio uno spettacolo già trasmesso pochi mesi fa (settembre 2025) sa tanto di "tirare a campare" in attesa dell’estate. E il segnale diventa ancora più evidente se si guarda ai venerdì precedenti, occupati da Milleunacover e dai replay dei duetti sanremesi. La sensazione è che Rai 1, appena archiviata la stagione ‘forte’ degli show tv, entri già in modalità vacanze anticipate. Ma se le repliche iniziano a maggio, il rischio è arrivare ad agosto con il pubblico emotivamente parcheggiato. Servirebbe un po’ più di coraggio: meno comfort zone, meno "replay", più idee nuove. Anche perché la tv generalista continua a perdere terreno rispetto alle nuove piattaforme proprio quando smette di sorprendere.


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