Sean Connery è ancora il migliore 007 del cinema? Ripercorriamo la nascita di "Bond, James Bond": streaming e home video di tutti i film

Dal primo film del 1962 fino all’addio negli anni ’70: come Sean Connery ha trasformato 007 in un modello che ancora oggi il cinema continua a inseguire

Andrea Aurora

Andrea Aurora

SEO Specialist – Copywriter

SEO Specialist appassionato di cinema, tecnologia, collezionismo e cultura Pop. Amo unire analisi e creatività per raccontare storie digitali uniche.

Nel 1962 James Bond non è ancora il personaggio che conosciamo oggi, all’epoca era semplicemente la trasposizione cinematografica dei romanzi di Ian Fleming. L’obbiettivo era chiaro e lineare: portare sullo schermo una figura che sulla carta funzionava, ma senza la certezza che potesse diventare qualcosa di più. Poi arriva Sean Connery e cambia tutto.

La scelta dell’attore che doveva vestire i panni di 007 non è era così ovvia come si potrebbe pensare. Connery non icarna l’eleganza aristocratica classica, non ha l’aria da agente segreto impeccabile. Tuttavia, Connery ha presenza, e soprattutto ha una fisicità che rende Bond più concreto, meno "letterario".Ed è questo che permette al personaggio di funzionare davvero. Ripercorriamo insieme come Sean Connery sia riuscito a creare un personaggio così leggendario attraverso i primi film della saga.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

SEANN CONNERY, TUTTI I FILM DI JAMES BOND – VIDEO INTEGRALE

Per iniziare, Licenza di uccidere

In Agente 007 – Licenza di uccidere, Bond viene mandato in Giamaica per indagare sulla scomparsa di un agente britannico. Da lì scopre una minaccia più grande: il misterioso Dr. No, uno scienziato che sta interferendo con i lanci spaziali americani. La trama è lineare, quasi essenziale. Non ci sono ancora i grandi colpi di scena o le costruzioni spettacolari dei film successivi. È più un’indagine che un’avventura. Ma il punto non è tanto cosa succede, quanto come succede.

Connery costruisce un Bond diretto, poco incline a spiegarsi. È affascinante, ma anche freddo. Si muove in un mondo esotico senza mai sembrare fuori posto, e quando serve sa essere violento senza troppi problemi. È ancora un film "piccolo", ma sullo schermo si può notare come il personaggio sia già definito.

Dalla Russia con amore: aumenta la tensione

Con Agente 007 – Dalla Russia con amore, la storia si complica. Bond viene incaricato di recuperare una macchina per decifrare codici sovietici, la Lektor, grazie all’aiuto di una presunta disertora russa. In realtà è una trappola orchestrata dalla SPECTRE, un’organizzazione criminale che vuole vendicarsi di lui. Qui il film cambia passo.

Rispetto al primo capitolo la tensione è più costante e l’intera struttura narrativa risulta essere più solida. Si passa da un’indagine quasi locale a una storia che attraversa diversi paesi e coinvolge più attori in gioco.

Nel secondo film vediamo infatti anche una maggiore attenzione al pericolo. Bond non è invincibile, anzi. L’iconica sequenza sul treno, con il confronto fisico con il sicario Grant, è uno dei momenti più duri e realistici della saga. Connery è più controllato rispetto al primo film. Meno istintivo, più preciso. Il personaggio prende forma in modo definitivo.

Goldfinger: il momento in cui 007 diventa icona

Con Agente 007 – Missione Goldfinger si entra nella fase di maggior successo del franchise nato da poco. Il boom mediatico fu clamoroso e l’agente segreto 007 diventa ufficialmente una pietra miliare per il genere.

La trama ruota attorno ad Auric Goldfinger, un magnate ossessionato dall’oro, che pianifica un colpo gigantesco: contaminare le riserve auree di Fort Knox per aumentare il valore del proprio oro.

Qui la saga cambia completamente registro. Il film non porta sullo schermo soltanto una missione di spionaggio, ma un piano criminale enorme, quasi folle. Entrano in gioco gadget, tecnologie, scenari più costruiti. Eppure Connery resta il punto fermo. Il suo Bond non cambia troppo, ed è proprio questo che permette al film di non perdere equilibrio. Anche quando la storia si fa più spettacolare, lui resta concreto, credibile. È il film in cui si capisce davvero che Bond può diventare qualcosa di molto più grande di una semplice serie di film.

Thunderball: si vola alle Bahamas

In Agente 007 – Thunderball, la minaccia è globale. La SPECTRE ruba due testate nucleari e minaccia di usarle contro l’Occidente se non riceverà un enorme riscatto. Bond viene inviato alle Bahamas per rintracciare i responsabili e recuperare le armi.

La trama è più complessa e il film punta molto sullo spettacolo, soprattutto nelle lunghe sequenze subacquee, che all’epoca erano tecnicamente impressionanti. Qui però si inizia a vedere anche un limite. Il ritmo si dilata, alcune parti sembrano allungate. L’ambizione è alta, ma non sempre sostenuta da una narrazione altrettanto solida. Connery resta efficace, ma il film si appoggia sempre di più sull’apparato visivo.

Si vive solo due volte e si rischia una guerra nucleare

Con Agente 007 – Si vive solo due volte, si entra definitivamente nel territorio dell’eccesso. La trama ruota attorno a una serie di misteriosi attacchi nello spazio: capsule americane e sovietiche vengono intercettate da un’organizzazione segreta. Il rischio è quello di scatenare una guerra nucleare.

Bond viene inviato in Giappone per scoprire cosa sta succedendo, fino ad arrivare alla base segreta del villain Blofeld. Qui il realismo passa in secondo piano. Le scenografie diventano enormi, l’immaginario prende il sopravvento. È il Bond più spettacolare fino a quel momento, ma anche quello più distante dai primi film. Connery continua a reggere il personaggio, ma si percepisce una certa stanchezza. Il meccanismo ormai è molto più grande della singola interpretazione.

Una cascata di diamanti: la fine di un ciclo

In Agente 007 – Una cascata di diamanti, Bond si infiltra in un traffico internazionale di diamanti che lo porta a scoprire un nuovo piano di Blofeld, legato a un’arma spaziale. Il tono è diverso. Più leggero, a tratti quasi ironico. Il film sembra consapevole del fatto che la formula sta iniziando a ripetersi e prova a giocare su questo.

Connery torna nel ruolo dopo una pausa, ma si vede che è un ritorno più professionale che necessario. Il personaggio ormai ha una sua autonomia. E infatti il film ha il sapore di una chiusura, più che di un rilancio.

Perché Connery ha funzionato e perché vale la pena guardarli oggi

Alla fine, il motivo per cui questi film contano ancora è abbastanza semplice. Connery ha dato a Bond qualcosa che sulla carta non era così evidente: una credibilità fisica. Non è solo elegante. Non è solo pericoloso. È entrambe le cose nello stesso momento, senza sforzo. Può passare da una scena in smoking a una sequenza violenta senza che il personaggio perda coerenza. Ed è questo equilibrio che diventa un modello per tutto il cinema successivo. Rivedere oggi i film di Bond con Sean Connery significa vedere nascere un linguaggio, una struttura che funziona.

Dove vedere oggi i film di James Bond con Sean Connery

Oggi i film di James Bond interpretati da Sean Connery sono abbastanza facili da recuperare, ma con una dinamica che vale la pena conoscere: non restano fissi su una sola piattaforma. Negli ultimi anni sono comparsi più volte su servizi come Prime Video, complice il catalogo MGM, ma tendono a ruotare, sparire e poi tornare dopo qualche mese. Al momento della stesura di questo articolo potete vederli su Netflix con abbonamento flat ma anche noleggiarli in digitale su Rakuten TV, Prime Video e Chili.

Detto questo, se l’idea è davvero riscoprirli, lo streaming non è necessariamente la scelta migliore. Le edizioni in 4K Ultra HD uscite di recente cambiano completamente la percezione di questi film: maggior definizione frutto di un lavoro di restauro che valorizza fotografia, colori e profondità dell’immagine in modo più fedele rispetto alle versioni compresse online. Anche l’audio, grazie a tracce aggiornate, restituisce un impatto più pieno, soprattutto nelle sequenze d’azione e nelle colonne sonore, che nei film di Bond hanno sempre avuto un ruolo importante. A questo si aggiunge un aspetto spesso sottovalutato: i contenuti extra. Le edizioni home video raccolgono materiali d’archivio, interviste e documentari sulla lavorazione che permettono di capire davvero come questi film sono stati costruiti negli anni Sessanta, in un momento in cui il cinema stava cambiando forma.


Potrebbe interessarti anche