Sapore di mare, Celeste nostalgia per l'estate italiana anni '80: come finisce davvero il film con Jerry Calà e Isabella Ferrari

Il film cult anni '80 torna in tv per riportarci indietro nel tempo: ma come finisce davvero? Le storie dei protagonisti che non ricorda quasi nessuno

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Isabella Ferrari in Sapore di Mare
IPA

L’inconfondibile profumo della salsedine, i jukebox a gettoni e quel sapore agrodolce delle prime scoperte sentimentali continuano a stregare il pubblico a distanza di decenni. Sapore di mare, il capolavoro diretto da Carlo Vanzina nel 1983, è una pietra miliare assoluta del nostro cinema, che ha immortalato come nessun altro il mito dell’estate italiana. Il racconto si sviluppa lungo la costa della Versilia, precisamente sulle spiagge dorate di Forte dei Marmi nell’estate del 1964, dove si intrecciano le vicende di un gruppo di giovani provenienti da varie Regioni d’Italia. Tra le note dei successi dell’epoca e le serate vissute all’insegna della spensieratezza, il film è un affresco generazionale indimenticabile, rendendo storici i suoi interpreti e trasformando la cartolina di quel periodo in un cult.

La trama di Sapore di mare: amori e avventure a Forte dei Marmi

Il racconto ruota attorno alle dinamiche di una vivace comitiva di vacanzieri. A guidare il gruppo figurano i fratelli milanesi Luca, interpretato da un brillante Jerry Calà, e Felicino, a cui dà il volto Christian De Sica, ormai presenze fisse della Versilia bene. A loro si affiancano i fratelli napoletani Paolo e Marina, alla prima esperienza sulle spiagge toscane, insieme al genovese Gianni e alla bellissima Selvaggia, interpretata da una giovanissima Isabella Ferrari.

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Nel corso dei mesi estivi i sentimenti si accendono e si sovrappongono: Paolo cade infatuato di Susan, compagna di Felicino, mentre tra Marina e Luca nasce un’intesa profonda e complessa. Allo stesso tempo, Gianni vive una sbandata per la raffinata ed elegante Adriana, amica di famiglia interpretata da una meravigliosa Virna Lisi. Tra corteggiamenti, gelosie e goliardate in riva al mare, la commedia vanziniana ritrae con estrema precisione l’innocenza e l’entusiasmo tipici dei vent’anni.

Come finisce il film cult e il significato di Celeste nostalgia

La pellicola culmina in uno dei finali più celebri e toccanti della storia della commedia all’italiana. La storia compie un improvviso salto temporale di 18 anni, proiettando i personaggi direttamente nel 1982. Il gruppo si ritrova casualmente nello stesso locale di Forte dei Marmi, ma la spensieratezza degli anni ’60 ha ceduto il passo alla maturità e a un velo di inevitabile malinconia.

Luca e Felicino sono rimasti scapoli, intenti a rincorrere il tempo che passa; Gianni e Selvaggia non stanno più insieme, mentre Paolo (si sposa con Susan dopo essersi dichiarato) e Marina hanno preso strade diverse costruendo le rispettive famiglie. L’attimo simbolo della pellicola si consuma quando Marina incrocia lo sguardo di Luca: lo riconosce e va a salutarlo, ma lui accenna solo a un freddo sorriso di cortesia, senza mostrare alcun segno di memoria. Solo dopo che la donna si è allontanata, Luca chiede al fratello Felicino: "Ma chi è quella lì?" e lui gli ricorda l’estate di 18 anni prima. Poco dopo, proprio vicino alla porta d’ingresso del celebre locale "La Capannina", un cameriere consegna a Marina un messaggio mandato da Luca: "Questo biglietto vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto. A proposito, sei sempre più bella. Luca".

L’intenso incrocio di sguardi tra Jerry Calà e Marina Suma, accompagnato dalle note strazianti di Celeste nostalgia di Riccardo Cocciante, suggella il finale e diventa simbolo di ciò che poteva essere e non è stato. Ve lo ricordavate?


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