Sanremo Top, le pagelle: Sal Da Vinci fa il pieno di matrimoni (8), Serena Brancale non decolla ma se ne frega (7), il Festival infinito stufa (5)
Top e flop e promossi e bocciati con le pagelle della seconda e ultima puntata del programma coda del Festival di Sanremo 2026

Secondo e ultimo appuntamento, sabato 14 marzo 2026, con Sanremo Top, il programma che è una vera e propria coda di Sanremo 2026, con il conduttore e direttore artistico uscente, Carlo Conti, che si diverte a esplorare una sorta di "Come è andata a finire", guardando a come stanno andando i brani del Festival fuori dall’Ariston, nel loro percorso nelle piattaforme di streaming, nelle radio e, ovviamente nelle relative classifiche. E Carlo Conti, anche in questo spin off di Sanremo si fa accompagnare dai fedelissimi della sua squadra, da Gianluca Gazzoli, il volto di Sanremo Giovani, a Carolina Rey, Manola Moshley e Ema Stokholma conduttrici del Prima Festival, a Nicola Savino a capo dell’ultimo DopoFestival, senza dimenticare la nota surreale e comica di Nino Frassica.
Al centro della serata però, ci sono ancora una volta, i cantanti e, ancor di più le canzoni di Sanremo. Questa sera abbiamo rivisto e riascoltato, tra gli altri, il secondo piazzato Sayf, poi Patty Pravo, Nayt, poi il vincitore Sal Da Vinci, che salutando il pubblico ricorda: "Ci vediamo all’Eurovision!" Poi ancora, Serena Brancale, Samurai Jay, Maria Antonietta e Colombre, J Ax, Enrico Nigiotti e Leo Gassmann. Scopriamo ora cosa ci è piaciuto di più e cosa di meno di questa seconda e ultima puntata di Sanremo Top con le nostre pagelle.
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Sanremo Top, pagelle di sabato 14 marzo 2026
L’abbraccio tra Sal Da Vinci e Sayf, voto: 8. Bellissimi sorrisi di soddisfazione, quelli con cui Sayf secondo arrivato e Sal Da Vinci, vincitore del Festival 2026, che hanno "replicato" il momento di assegnazione della palma del primo posto, cercando di replicare l’emozione di quell’interminabile minuto prima che Carlo Conti svelasse il vincitore. Poi l’immagine più bella, l’abbraccione tra i due, entrambi felicissimi del loro Festival.
Sal Da Vinci, ingaggiato in tutti i matrimoni vip dell’anno, voto: 8. Dopo Selvaggia Lucarelli e Ilary Blasi anche Mara Sattei dice, pubblicamente, che vorrebbe che Sal Da Vinci cantasse al suo matrimonio. La cantante infatti ha ricevuto la proposta di nozze dal fidanzato il giorno prima di iniziare Sanremo e a pochi giorni dal suo 30esimo compleanno, e svela rispondendo a una domanda scherzosi di Ema Stokholma, che in realtà lei aveva pensato veramente a chiedere al collega di cantare nel suo giorno speciale. Sal Da Vinci avrà un’agenda piena da qui al 2046.
Nino Frassica e le canzoni scartate a Sanremo, voto: 7. Monumentale Nino Frassica che trova delle incredibili chicche, tra le canzoni davvero scartate negli anni dal Festival di Sanremo, da un Massimo Ranieri 13enne con un nome d’arte a padre Maurizio e il suo rap, fino a Ma che calze vuoi? di tale Rick Samaritano e, in mezzo a tutti questi brani anche uno di un giovanissimo Carlo Conti dj negli anni ’80 "It’s ok, it’s all right" anche se non è stato scartato a Sanremo, un ricordo che vede Conti sorridere un po imbarazzato ma molto divertito.
Nayt il rapper anomalo, voto: 7. "Mi viene il dubbio che i rapper spesso sono più normali e umani di quello che in genere vengono dipinti". E infatti lui, a Sanremo, come ha svelato Nicola Savino, ha salvato un gattino e se lo è portato a casa una volta tornato a Roma.
Serena Brancale, non decolla nemmeno in classifica, ma a lei non interessa, voto: 6. Dopo la sorpresa della serata finale del Festival, che l’ha vista fuori la top 10 finale di Sanremo 2026, i dati della classifiche della canzone di Serena Brancale svelati da Carlo Conti stasera confermano che il brano non decolla, però la cantante, è felice della sua esperienza e di aver portato un brano così intimo e personale e dice "per fare musica queste cose qui (cioè le classifiche ndr) non le devi vedere proprio".
J Ax e il fiume di parole, voto: 5. Ma quanto parla J Ax stasera? Veramente tanto, forse per troppo entusiasmo per questo Festival, comunque lo preferiamo quando canta.
La tempistica di Sanremo Top, voto: 5. L’idea del programma, c’è, ha un senso. Quello che ci spiazza e non ci convince affatto però, è la tempistica e la collocazione in palinsesto, nelle due settimane successive alla fine del Festival. Non ci convince per almeno due motivi. Il primo: sarebbe più interessante scoprire un percorso più ampio di queste canzoni, dopo un mese o due, in modo che sia davvero un dato interessante. Logico che a caldo, a pochi giorni dalla fine del Festival i brani vadano molto più che bene e siano in testa a ogni classifica dell’universo mondo, succede sempre. Chissà invece, in che posizione saranno tra tre o quattro mesi. Così, fa venire in mente che piace vincere facile, troppo. L’altro elemento che proprio non ci convince e anzi, ci estenua, è che siamo appena usciti da una settimana piena di Sanremo, piena di questi stessi cantanti, di queste stesse canzoni. E insomma, saturazione ne abbiamo? Sì. Troppo veramente. Non era meglio lasciare prendere al pubblico qualche settimana almeno di respiro? Secondo noi sì.
La nuova sigla di Sanremo di Welo, voto: 4. Più la ascoltiamo più la troviamo veramente brutta. Speriamo che il nuovo direttore artistico Stefano De Martino decida di cambiarla perché la sigla di Sanremo è importante, ma quest’anno abbiamo fatto veramente fatica a canticchiarla.
