Sanremo ‘floscio’, Pier Silvio Berlusconi prepara il ribaltone (con Gerry Scotti)
Con un Sanremo 2026 senza superbig e già criticato sui social, Pier Silvio Berlusconi valuta un contrattacco Mediaset: palinsesti forti durante il Festival

L’annuncio dei cantanti di Sanremo 2026 non ha lasciato l’effetto sperato: l’assenza di veri superbig e una lineup dominata da rapper emergenti hanno sollevato più di un sopracciglio. Sui social il malcontento è esploso e, mentre Carlo Conti difende le sue scelte, la concorrenza osserva con attenzione. A Mediaset, Pier Silvio Berlusconi starebbe valutando una mossa inattesa: non fermarsi durante la settimana sanremese. L’obiettivo? Trasformare un Festival percepito come "debole" in un’opportunità strategica per Canale 5.
Mediaset all’attacco: la strategia per approfittare di un Sanremo senza stelle
Il quinto Festival targato Carlo Conti, anticipato al Tg1 con i trenta Big ufficiali, non ha convinto pubblico e addetti ai lavori. A fronte di oltre 300 canzoni ascoltate, il direttore artistico ha puntato su un cast giovane e fortemente orientato alla scena urban, una scelta che però molti giudicano sbilanciata. Manca l’effetto sorpresa, mancano i nomi capaci di catalizzare l’attenzione nazionale: Ghali, Elodie, Mahmood, Mengoni, Annalisa che negli ultimi anni hanno garantito hype e ascolti record.
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Entra nel canale WhatsAppIl rischio, secondo una parte del pubblico, è quello di un Festival "senza spina dorsale", poco competitivo e dalla qualità altalenante. Non stupisce quindi che, parallelamente alle critiche, si siano accesi i radar di Mediaset. La rete potrebbe sfruttare il momento per una contromossa insolita: non spegnere il palinsesto durante le cinque serate dell’Ariston. Se il pubblico davvero diserterà Sanremo, per Canale 5 potrebbe aprirsi una finestra rara per erodere share proprio nella settimana considerata intoccabile.
La mossa di Pier Silvio: Gerry Scotti, soap turche e prime serate "in attacco"
Un piano che, secondo indiscrezioni, potrebbe contemplare una programmazione tutt’altro che "di rispetto". Tra le ipotesi in campo spicca il mantenimento della fascia serale più forte: da La Ruota della Fortuna versione prime time con Gerry Scotti – uno dei volti più solidi e trasversali di Mediaset – fino alle amatissime soap turche, veri gioielli d’ascolto dell’ultimo biennio. A questo blocco si aggiungerebbero titoli di punta come C’è Posta per Te, che storicamente domina il sabato sera, e l’offerta informativa di Rete 4, insieme al ritorno della controprogrammazione di Italia 1 con Le Iene.
Una scelta simile aveva già premiato Mediaset in passato, quando l’azienda decise di non sospendere la propria macchina televisiva durante il Festival, ottenendo risultati sorprendenti. Se davvero il pubblico dovesse cercare alternative a un Sanremo percepito come poco esaltante, Canale 5 diventerebbe il rifugio naturale. E ogni punto di share sottratto alla Rai, in una settimana così simbolica, avrebbe un impatto pesante sia sull’immagine sia sulle strategie future della kermesse. Pier Silvio Berlusconi, dunque, osserva e attende: il Festival 2026 potrebbe trasformarsi da evento intoccabile a terreno ideale per un ribaltone televisivo.
