
Sanremo, i momenti più folli della storia del Festival: lo scandalo di Belen, la rivolta dell’orchestra e palpatine sul palco
Tra gag imbarazzanti, fughe clamorose, rivolte in diretta e momenti entrati nel mito, ecco perché Sanremo è da sempre il palcoscenico perfetto dell’imprevedibile.
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RaiPlay1/6Stelle mondiali usate male: da Travolta ai Placebo
Portare John Travolta all’Ariston e fargli ballare il Ballo del Qua Qua vestito da papero resta una delle decisioni più incomprensibili della storia del Festival. Una gag che ha condensato in pochi secondi l’imbarazzo di un attore iconico, il mea culpa pubblico di Fiorello e un video sparito dagli archivi Rai. Qualche anno prima, nel 2001, un altro ospite internazionale aveva lasciato il segno: i Placebo, con Brian Molko che spacca la chitarra e manda platealmente a quel paese il pubblico che fischiava, lasciando Megan Gale pietrificata e Raffaella Carrà costretta a scusarsi in diretta.
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Mediaset Infinity2/6Quando la gara implode: la fuga di Bugo e la rivolta dell’orchestra
Ci sono edizioni ricordate più per il caos che per le canzoni. Nel 2020 la sparizione di Bugo dal palco, dopo il testo riscritto da Morgan in diretta, ha generato uno dei momenti più surreali della tv italiana, con Amadeus che corre dietro le quinte e una squalifica entrata nei manuali di storia pop. Dieci anni prima, nel 2010, l’orchestra si ribellò lanciando spartiti contro l’eliminazione di Malika Ayane, in favore del trio Pupo–Emanuele Filiberto–Canonici, lasciando Antonella Clerici sotto shock.
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RaiPlay3/6Benigni senza freni: baci, assalti e palpatine
Prima di diventare il cantore istituzionale della cultura italiana, Roberto Benigni a Sanremo era sinonimo di irruzione incontrollata. Dal bacio infinito a Olimpia Carlisi nel 1980 agli episodi del 2002, con Manuela Arcuri e Pippo Baudo finiti nel mirino del suo umorismo fisico, il confine tra provocazione e invasione era spesso superato. Scene che oggi non farebbero ridere nessuno e che probabilmente non arriverebbero nemmeno alla messa in onda.
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RaiPlay4/6Pippo Baudo e il Festival sull’orlo del baratro
Sanremo è stato anche teatro di momenti drammatici. Nel 1992 l’irruzione di Cavallo Pazzo, che accusò il Festival di essere truccato, fu gestita da Pippo Baudo con una freddezza diventata leggenda. Tre anni dopo, nel 1995, lo stesso Baudo evitò in diretta il suicidio di un uomo dalla galleria dell’Ariston, trasformando una potenziale tragedia in uno dei momenti più sconvolgenti e discussi della storia televisiva italiana.
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RaiPlay5/6La farfallina di Belen, tra scandalo e ovazione
Non tutte le follie hanno lasciato imbarazzo. Nel 2011 la discesa di Belen Rodríguez con lo spacco vertiginoso e la farfallina tatuata è diventata un simbolo immediato del Festival, scatenando un chiacchiericcio collettivo difficilmente replicabile. Più che scandalo, fu un trionfo mediatico che ancora oggi viene citato come uno dei passaggi iconici della storia sanremese moderna.
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RaiPlay6/6Il genio artistico, tra confusione e distruzione: Vanoni e Blanco
A Sanremo può succedere anche che Ornella Vanoni vinca un premio senza capire quale, regalando nel 2018 uno dei siparietti più spontanei e divertenti degli ultimi anni, con Claudio Baglioni in evidente difficoltà. All’estremo opposto, nel 2023, Blanco ha deciso di distruggere la scenografia dopo i problemi tecnici durante la sua esibizione, trasformando una canzone in un caso nazionale.
