
Festival di Sanremo, da Vasco Rossi a Fiorella Mannoia: i grandi flop (assurdi) che hanno fatto la storia
Chi arriva primo al Festival spesso finisce dimenticato, mentre chi scivola in classifica entra nella storia: i casi più iconici di piazzamenti sbagliato nella storia di Sanremo.
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Raiplay1/6Lucio Battisti e Lucio Dalla
C’è un filo rosso che lega il 1969 e il 1972, ed è Lucio Battisti che sale sul palco del Festival di Sanremo con "Un’avventura" e si ritrova relegato a un nono posto che oggi appare quasi surreale. Un brano massacrato dalla critica e ignorato dalla classifica, ma diventato negli anni una presenza fissa nell’immaginario collettivo italiano. Pochi anni dopo, nel 1972, tocca a Lucio Dalla subire la stessa sorte: "Piazza Grande" chiude ottava, mentre il pubblico non si rende ancora conto di avere davanti un inno agli ultimi destinato a non invecchiare mai. Due esempi perfetti di come Sanremo, talvolta, non riesca a stare al passo con il futuro.
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Raiplay2/6Il 1978 di Anna Oxa e Rino Gaetano
l 1978 è l’anno in cui il Festival viene scosso da due terremoti. Anna Oxa, poco più che sedicenne, arriva con un look punk e glam che spiazza l’Italia intera e con "Un’emozione da poco" si ferma al secondo posto. Non vince, ma cambia le regole, tanto che oggi nessuno ricorda chi salì sul gradino più alto. Nello stesso anno Rino Gaetano porta "Gianna", cilindro in testa e ironia surreale: terzo posto, ma linguaggio nuovo, audace per l'Ariston. Una doppietta di rivoluzioni che dimostra come la classifica conti poco davanti all’impatto culturale.
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Raiplay3/6L'episodio di Vasco Rossi
Quando si parla di “perdenti di lusso”, Vasco Rossi è il nome che mette tutti d’accordo. Nel 1983 "Vita spericolata" arriva penultima, un risultato che oggi suona come una beffa clamorosa. La giuria non colse quello che il pubblico capì immediatamente, cioè di trovarsi davanti a un manifesto generazionale. Da quella “sconfitta” nacque una carriera che avrebbe riempito stadi e riscritto le regole del rock italiano.
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Raiplay4/6Zucchero e la forza della radio
Nel 1985 anche Zucchero impara che Sanremo può essere solo un passaggio. "Donne" non convince i giurati e resta lontana dalle posizioni di vertice, ma appena si spengono le luci dell’Ariston il brano invade le radio e le classifiche del pubblico, diventando un cult.
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Raiplay5/6Fiorella Mannoia e Mia Martini
Il 1987 e il 1989 consegnano alla storia due casi emblematici. "Quello che le donne non dicono" di Fiorella Mannoia arriva ottavo, mentre "Almeno tu nell’universo" di Mia Martini non vince il Festival ma conquista il Premio della Critica. Due canzoni diventate standard della musica d’autore, dei cult, ma lontane dalla vittoria.
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Raiplay6/6Patty Pravo e Carmen Consoli
Chiudiamo nel 1997, con due perle apparentemente “minori”. Patty Pravo porta "E dimmi che non vuoi morire", scritta da Vasco Rossi: piazzamento basso, ma successo immediato. Nello stesso anno Carmen Consoli viene eliminata con "Confusa e felice", un brano che però finirà per definire un’intera stagione del rock al femminile in Italia.
