Imbarazzo a Sanremo 2026, la Rai scrive “Repupplica” in diretta e il web esplode: "Mattarella ha spento la TV"
Durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026, l’omaggio agli 80 anni della Repubblica con Gianna Pratesi si trasforma in meme virale: a causo di uno strafalcione grafico.

Doveva essere uno dei momenti più solenni della prima serata del Festival di Sanremo 2026. E invece si è trasformato, nel giro di pochi istanti, in un caso social destinato a far discutere per giorni. Durante l’omaggio agli 80 anni della nascita della Repubblica italiana, sul ledwall del Teatro Ariston è comparsa una scritta che non è passata inosservata: "Repupplica". Due "p" di troppo nel cuore di una parola simbolo. Un refuso che ha spezzato la solennità del momento e acceso all’istante l’ironia del web.
Sanremo 2026, il tributo a Gianna Pratesi e la gaffe imbarazzante della Rai
Sul palco c’era Gianna Pratesi, 105 anni, tra le prime donne a votare nel referendum del 2 giugno 1946. Testimone vivente della storia italiana, accolta con rispetto e commozione da Carlo Conti e dal pubblico dell’Ariston. Mentre scorrevano immagini in bianco e nero del referendum che sancì la nascita della Repubblica, la grafica celebrativa ha però tradito l’intento istituzionale. La parola "Repubblica" è diventata "Repupplica", con un errore tanto evidente quanto inaspettato. In un momento costruito con cura per celebrare memoria e identità nazionale, quella doppia consonante fuori posto ha fatto più rumore di qualsiasi nota stonata.
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Entra nel canale WhatsApp#Repupplica vola in tendenza: il web si scatena
Bastano pochi secondi, uno screenshot e l’hashtag giusto. #Repupplica è schizzato in tendenza mentre la diretta del Festival era ancora in corso. Il popolo dei social non ha perso tempo: tra ironia, indignazione e sarcasmo, l’errore grafico è diventato un tormentone digitale. Screenshot, meme, battute fulminanti. Tra i commenti più critici su ‘X’ si legge: "Ma si può dico io?! #Repubblica diventa #Repupplica, che vergogna!". C’è chi ironizza con riferimenti storici: "Pronuncia alla tedesca. D’altronde nel 1946 se ne erano appena andati via…". Altri tirano in ballo persino il Quirinale, ipotizzando un Mattarella provato dallo strafalcione: "Dopo #Repupplica apparsa a caratteri cubitali, #Mattarella ha spento la TV ed è andato a letto. Ci sta." Non manca il sarcasmo amaro: "L’italietta non cessa di farsi conoscere, che orgoglio". E chi, invece, traccia un parallelismo con la Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali, anch’essa segnata da alcuni strafalcioni Rai che hanno fatto discutere: "Dopo le olimpiadi avanti con le figure di M…", "Dopo la figuraccia olimpiadi anche il festival". E ancora: "È stato Pucci per vendetta", scrive qualcuno riferendosi al mancata ospitata del comico milanese.
Una svista che segna l’edizione?
In un Festival come quello di Carlo Conti che vive di dettagli, ritmo e perfezione televisiva, anche un semplice errore di battitura può trasformarsi in un caso mediatico. La Rai non ha ancora commentato ufficialmente la gaffe e lo stesso Conti, quando in chiusura di serata Nicola Savino ha accennato all’episodio, ha preferito non soffermarsi sulla questione. Ma il segno – almeno sui social – sembra già lasciato. Per molti utenti, "Repupplica" rischia di diventare uno dei simboli involontari di questa edizione 2026. Perché a Sanremo basta una consonante fuori posto per accendere il dibattito nazionale. E sul web, si sa, nulla passa davvero inosservato.
