Sanremo, Ditonellapiaga: “Mi ero persa dopo il primo Festival”. Da TonyPitony al pop alternativo: com’è rinata
La cantante-rivelazione dell'ultima kermesse, ai vertici con "Che fastidio!", ha concesso una lunga intervista in occasione dell'uscita del suo ultimo disco, "Miss Italia".

Tre anni di confusione, qualche compromesso di troppo e la sensazione di essersi smarrita. Poi un foglio bianco e un album scritto come voleva lei. Ditonellapiaga ha raccontato a Fanpage.it il percorso che l’ha portata al nuovo disco Miss Italia e al ritorno a Sanremo con "Che fastidio!", brano dei record sia in radio che nelle piattaforme streaming. E lo ha fatto con una franchezza disarmante, tra confessioni amare e grandi aspettative per il futuro. Ecco tutti i particolari.
Ditonellapiaga, lo choc dopo il primo Festival di Sanremo
Il 2022 per Ditonellapiaga era stato un trampolino enorme. La partecipazione al Festival con Donatella Rettore e "Chimica", come ha confessato al cantante a Fanpage, l’aveva proiettata dall’anonimato alla popolarità troppo in fretta. E le conseguenze non hanno tardato a farsi sentire: "Ho subito quello che chiamo ‘l’effetto rinculo’: dopo aver sparato il colpo su un palco così importante, ho avuto un’esposizione enorme, ma poi ho dovuto costruirmi una carriera e una fan base senza quella vetrina per anni. Ho accusato il colpo, senza il Festival è stato tutto più difficile… Mi sono ritrovata a lavorare con certi autori, a dover raggiungere obiettivi o mostrarmi in modi che mi hanno cambiata un po’…mi sono sentita obbligata a fare un disco in fretta, senza avere molto da raccontare e il tempo di chiedermi cosa avessi davvero da dire. Ho sperimentato, ho imparato tantissimo, ma ho perso il focus sui miei tratti distintivi".
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Entra nel canale WhatsAppIl momento di rottura è arrivato con "Prima o Poi", un brano a cui le è stato chiesto di aggiungere un ritornello cantato più convenzionale. Sessioni con altri autori, notti insonni, frustrazione crescente. Finché Ditonellapiaga ha deciso di smettere di cercare compromessi: foglio bianco, e un nuovo disco – "Miss Italia" – scritto alle sue condizioni.
Miss Italia e la diatriba legale con il concorso
Il risultato finale è stato un lavoro in cui elettronica, incastri testuali e produzioni curate nei dettagli convivono senza forzature. Ditonellapiaga ha scritto "Miss Italia" quasi tutto da sola, insieme ad Alessandro Casagni, facendo eccezione solo per "Che fastidio!" con Edoardo Ruzzi ed Edoardo Castroni. L’influenza del rap è evidente nelle ‘punchline’ e negli incastri metrici, ma non suona come una posa: è semplicemente il modo in cui Dito pensa la scrittura quando lavora su produzioni elettroniche. La coerenza dell’insieme è stata la sfida principale, e "Miss Italia" l’ha vinta.
Sull’intoppo legale con il concorso di bellezza, invece – avevano tentato di bloccare il titolo dell’album – Ditonellapiaga glissa quasi con soddisfazione: una volta capito di essere a posto legalmente, l’ha trovata a suo modo una storia interessante. "L’ho trovata una cosa iconica", ha spiegato a Fanpage, "mi sarebbe dispiaciuto cambiare nome, ma ero pronta a trovare un modo ancora più forte per rivendicare l’identità del disco". Il titolo è rimasto, ed era l’unico possibile: profondamente italiano, perfetto per un disco che racconta la difficoltà di fare un certo tipo di pop eccentrico e teatrale in un paese che fatica ad accoglierlo.
TonyPitony e la rivincita sanremese
E così torniamo al secondo Festival, quello del rilancio e della consacrazione. "Che fastidio!" era il brano più radiofonico già nei preascolti. Ma la mossa decisiva è stata portare TonyPitony nella serata delle cover, una scelta per cui Ditonellapiaga ha dovuto lottare contro i dubbi di chi temeva che il personaggio oscurasse tutto il resto: "E invece ho fatto bene a insistere, perché con nessun altro avrei potuto realizzare una cosa del genere come sapevo di volerla fare. Secondo me era l’unica persona in Italia con quel tipo di talento. Abbiamo proprio un’affinità artistica: l’ho capito da quando l’ho chiamato. Ci siamo intesi subito su cosa fosse giusto fare, abbiamo avuto la stessa visione".
