Sanremo 2027, l’assist (al miele) di Cecchetto per Stefano De Martino: “Prima di lui solo anziani, è tornato il coraggio”

Il dj e producer, scopritore di talenti del calibro di Jovanotti e Fiorello, ha spiegato chiaramente cosa ne pensa del nuovo direttore artistico della kermesse. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Stefano De Martino sarà il conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027. E questo è assodato da tempo. Ma a commentare la scelta, stavolta, in un’intervista al Corriere della Sera, è stato il producer e scopritore ‘seriale’ di talenti Claudio Cecchetto. Che a suo tempo condusse il Festival per ben due volte (1980 e 1982) e nella sua lunga carriera ha portato al successo icone come Fiorello, Jovanotti, gli 883 e persino Gerry Scotti. Insomma, se è lui ad approvare l’investitura di De Martino per la kermesse, vale la pena di restare a sentire cos’ha da dire. Ecco qui sotto i dettagli.

Sanremo 2027, l’assist a De Martino di Claudio Cecchetto

In vista del suo "Deejay-show", programmato per venerdì 17 luglio 2026 a Treviglio, Claudio Cecchetto ha fatto una lunga chiacchierata con il Corriere della Sera. E oltre a raccontare l’evento, il dj, produttore e talent scout ha anche ripercorso la sua incredibile carriera nel mondo dello spettacolo. L’evento, ha spiegato, sarà "una carrellata musicale che farà ballare e comincerà dagli anni ’70 quando lavoravo al Divina di Milano; poi con il passaggio alla tv e in radio saranno protagonisti gli anni ‘80, ‘90 e 2000. Determinante sarà lo spazio alle produzioni di Sandy Marton, Tracy Spencer, Sabrina Salerno, gli 883, Jovanotti".

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Non mancheranno poi gli ospiti di livello, come Tracy Spencer e Johnson Righeira. E ci sarà ovviamente il pezzo iconico "Gioca Jouer", legato proprio a una delle conduzioni di Cecchetto all’Ariston: "L’ho pensato nel 1981. Non era una canzone, ma un gioco, frutto delle mie esperienze in discoteca: vedevo che le persone in pista si divertivano a ripetere gli stessi gesti e movimenti. Gianni Ravera, patron di Sanremo, volle che lo tenessi come sigla del festival. Divenne la colonna sonora di Sanremo che ho condotto e fu un successo".

E sempre a proposito di Sanremo, Cecchetto spiega di avere le idee chiare sul nuovo conduttore e direttore artistico, Stefano De Martino: "Menomale, Sanremo è stato rappresentato solo da anziani nella conduzione e direzione artistica. Io avevo 27 anni quando l’ho condotto. Si capisce che è tornato il coraggio".

Il giudizio di Cecchetto sulla musica contemporanea

Tra i temi toccati nell’intervista, anche quello della musica di oggi. Che pur essendo dominata ancora da nomi scoperti dallo stesso Cecchetto – da Jovanotti a Max Pezzali, che ha fatto segnare il record di biglietti venduti nel 2026 – è cambiata parecchio. Dei nuovi artisti il dj predilige "I Pinguini Tattici Nucleari, i trapper, Sfera Ebbasta, Gue Pequeno, Annalisa con la sua virata dance; sono attratto dai fenomeni nuovi, come i Tamango che tengono i loro concerti nei campi di periferia". Non riserva invece giudizi severi su altri colleghi, come invece ha fatto di recente Rita Pavone. Ma questo potrebbe sempre essere il tema per un’altra intervista.


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