Sanremo 2027, “Intelligenza artificiale bandita”: l’appello a De Martino sul nuovo regolamento

Il CEO di FIMI Enzo Mazza ha chiesto al nuovo conduttore e direttore artistico del Festival di fare chiarezza sull’utilizzo dell’IA per tutelare la musica

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Sanremo 2027 si prepara a cambiare volto sotto la guida di Stefano De Martino e le novità non mancheranno, a partire dal regolamento. Enzo Mazza, amministratore delegato di FIMI, ha chiesto al nuovo conduttore e direttore artistico della kermesse che il Festival della Canzone Italiana stabilisca confini chiari sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, difendendo il ruolo della creatività umana nella realizzazione dei brani in gara. La richiesta arriva mentre prendono forma le novità della prossima edizione, tra l’addio alla tradizionale serata delle cover (sostituita dalla Eurovision Night) e tanti altri cambiamenti. Scopriamo tutti i dettagli.

Sanremo 2027, la richiesta della FIMI a Stefano De Martino: "Solo brani sostanzialmente realizzati dalla creatività umana"

Stando a quanto sostenuto dal CEO di FIMI Enzo Mazza, il tema dell’IA dovrebbe essere affrontato già nella fase di selezione delle canzoni del Festival. L’obiettivo, infatti, non sarebbe impedire qualsiasi utilizzo della tecnologia, ma evitare che strumenti generativi possano sostituire autori, compositori, produttori e arrangiatori, vero e proprio cuore pulsante della musica e quindi di Sanremo. Come dichiarato ad Adnkronos, il numero uno di FIMI ha rivolto un appello diretto a Stefano De Martino: "Il Festival della Canzone Italiana deve rimanere una grande vetrina della creatività musicale del nostro Paese. Per questo chiediamo fin da subito che, nel lavoro di selezione dei brani che impegnerà il direttore artistico nelle prossime settimane, vengano rispettati quei paletti già adottati dalle associazioni dell’industria musicale a livello globale, affinché in gara a Sanremo accedano solo brani sostanzialmente realizzati dalla creatività umana: autori dei testi, autori delle musiche, produttori e arrangiatori in carne e ossa. È una tutela per l’intera filiera e per la tradizione di un festival che negli ultimi anni ha recuperato il suo ruolo di grande vetrina dell’eccellenza della musica pop italiana".

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IA come supporto, non come sostituta degli artisti

La posizione di FIMI, tuttavia, non coincide con un rifiuto assoluto della tecnologia. Mazza ha infatti sottolineato come l’intelligenza artificiale possa rappresentare uno strumento utile per chi crea musica, purché rimanga al servizio dell’intervento umano. "Un servizio che accompagni i creativi umani, ma mai in maniera da sostituirli" è il principio indicato dal CEO. La Federazione richiama inoltre le iniziative già adottate dall’industria musicale internazionale, tra cui sistemi di etichettatura pensati per distinguere i contenuti generati dall’IA da quelli semplicemente assistiti dalla tecnologia. Una linea che punta alla trasparenza nei confronti del pubblico e alla tutela dei professionisti della musica. Ora la palla passa agli organizzatori di Sanremo 2027: il nuovo regolamento potrà finalmente chiarire se e in che misura l’IA potrà entrare nei brani del Festival.


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