Sanremo 2026, troppo presto per stroncare il cast: vi dice qualcosa Lucio Corsi?
Troppi sconosciuti? Anche Mahmood, Lucio Corsi, Dargen D’Amico, Tananai e tanti altri erano volti nuovi per il grande pubblico. Sappiamo poi come è andata.

"Ma questo è un cast tutto fatto da cantanti che valgono pochi baudi", commentava un utente su X poco dopo l’annuncio dei big in gara a Sanremo 2026. Succedeva domenica 30 novembre dopo il Tg 1 delle 13.30 durante il quale Carlo Conti ha snocciolato la sua lista. Da lì è partita un’ondata di critiche sui social e nei salottini televisivi, per la poca presenza di artisti famosissimi. Critiche che spesso arrivano da chi non ha il polso della discografia attuale, come opinionisti tuttologi o vecchie glorie della musica irrilevanti da almeno 20 anni, se non di più. Perché molti dei nomi contestati hanno in realtà carriere consolidate su cui il mainstream, per scelta o casualità, non ha ancora puntato il suo faro. Sai che novità! Guardiamoci indietro: i Festival della rinascita di Claudio Baglioni e, soprattutto, di Amadeus, ma anche Sanremo 2025 erano infarciti di cantanti che entravano da mezzi sconosciuti per il grande pubblico pur avendo alle spalle album, singoli e concerti da fare invidia a molti colleghi più conosciuti.
Dodici mesi fa c’erano Olly, Lucio Corsi e Brunori Sas che hanno conquistato i primi tre posti nella classifica finale. Ma anche Bresh, Joan Thiele e Serena Brancale. Alcuni di loro arrivavano portando in dote riconoscimenti a livello di critica, tanta attività live, ma poco niente sotto il profilo di vendite e streaming. Altri (Olly e Bresh su tutti) in valigia avevano numeri importanti, ma il loro volto e le loro canzoni erano sconosciuti al pubblico di Rai 1. Discorso simile si potrebbe fare per Alfa, Geolier, Big Mama nel 2024, per Lazza e Mara Sattei nel 2023. L’anno prima esordivano sul palco dell’Ariston nomi come Blanco, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga, Rkomi e Tananai. Mentre nel 2021 arrivavano Colapesce e Dimartino, Willie Peyote, Madame, La Rappresentante di Lista, Fulminacci, Coma_Cose e Aiello. Per non parlare del 2020 in cui ha trionfato Diodato con Fai rumore, coi Pinguini Tattici Nucleari al terzo posto. Entrambi esempi di volti che all’annuncio del cast non erano nemmeno lontanamente famosi rispetto a come lo sono oggi. E che dire di Achille Lauro e Mahmood nel 2019 e de Lo Stato Sociale l’anno prima? Il cantante di Tuta Gold arrivava in Riviera senza neanche un disco d’oro: aveva vinto Sanremo Giovani a dicembre conquistando un posto tra i big o, meglio, all’ombra dei big, sulla carta. Il brano Soldi ha fatto tutto il resto.
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Entra nel canale WhatsAppSe Carlo Conti avesse annunciato una lista con questi nomi si sarebbe gridato al miracolo. Dimenticandoci che tutti loro all’epoca del loro esordio sul palco dell’Ariston erano più o meno conosciuti quanto oggi lo sono Chiello, Eddie Brock, Luché, Maria Antonietta e Colombre, Nayt, Samuray Jay, Sayf e Tredici Pietro, disco di platino più, disco di platino meno. A dare il boost alla popolarità di Mahmood, Madame, Tananai & co. è stato il successo dei brani che hanno portato nel loro Sanremo d’esordio. Perché non dovrebbe succedere anche agli "sconosciuti" del 2026?
Che, poi, a ben vedere, non è che manchino i big. Da Tommaso Paradiso (tanto invocato negli anni) a Fedez, passando per Marco Masini, Patty Pravo, Arisa, Raf e J-Ax: tutti loro vantano vagonate di brani rimasti nella memoria collettiva. Forse a questo Sanremo ci arrivano dopo una contrazione, chi più chi meno, di vendite. Del resto, pure Giorgia è sbarcata in Riviera nel 2025 dopo i numeri non così esaltanti del suo album del 2023 e del singolo Niente di Male del 2024. Dargen D’Amico guida poi la schiera di quelli che ok, non avranno una Treccani di hit mainstream, ma non sono proprio gli ultimi arrivati. Come lui Levante, Malika Ayane, Francesco Renga e, perché no!, Elettra Lamborghini.
Potevano essercene di più? Non lo sapremo mai con certezza. Annalisa, Alfa, Tiziano Ferro hanno smentito fin dall’inizio una loro possibile presenza. Altri, come Frah Quintale, hanno negato l’invio del brano solo quando è uscito il cast definitivo. Il resto dei big citati nel totonomi non hanno né confermato né smentito la loro disponibilità ad esserci. Se Carlo Conti ha deciso di farne a meno un motivo ci sarà.
E, mentre i prescelti si preparano a sfilare a Sarà Sanremo nella prima serata di Rai1 il 14 dicembre per annunciare il titolo del brano in gara a febbraio, Carlo Conti si è sbottonato sul menù musicale proposto dal cast: "Quest’anno c’è una varietà musicale straordinaria: dal rock al pop più classico, dalle ballad ai brani destinati a diventare tormentoni. Una ricchezza di stili forse persino più ampia rispetto allo scorso anno". Solita frase di circostanza (c’è mai stato un direttore artistico che ha detto il contrario?). E noi staremo a sentire.