Raf a Sanremo, tanto amore e poca politica: fan abituati a ben altro sui social. Negli Anni ’90 più schierato e diretto, ma il disco fu un flop
Nel 1998 l’artista pubblicò La prova, un album rock con testi su attivismo, ideali e Che Guevara. Il disco però non funzionò come avrebbe meritato, mancando la Top10.

Il termine più utilizzato nelle pagelle di chi ha ascoltato in anteprima i brani di Sanremo 2026 per descrivere Ora e per sempre di Raf è "romantico". Lo stesso artista l’ha usato parlando, nell’incontro con la stampa a pochi giorni dal via della kermesse, della ballad che ha scelto per tornare al Festival dopo undici anni di assenza. Leggendo il testo, però, non c’è solo il racconto della sua quarantennale storia d’amore con Gabriella Labate, ma anche uno sguardo alla direzione che la geopolitica e la società hanno preso in questi anni. «Oggi il mondo è così diverso / niente è sicuro, tutto è controverso / e tra milioni di voci si nasconde la verità», recita un verso. «E mentre il mondo urla e stride / vuoto di empatia», continua. Una scelta che non sorprende così tanto chi segue Raf. Sui social il cantante posta spesso contenuti legati all’attualità, in particolare sulla guerra in Palestina. Inoltre, in passato, a fine Anni ’90, ha pubblicato canzoni sul terrorismo rosso e su Ernesto "Che" Guevara.
Nel disco La prova del 1998 il rock incontra temi come l’attivismo, la povertà e il Che
Siamo nel 1998. L’artista pubblica il suo settimo album di inediti La prova, quello della svolta rock. Una direzione che è chiara fin dal primo singolo Vita, storie e pensieri di un alieno che racconta un viaggio alla ricerca di se stessi, tra decadenza e solitudine. Nel disco, però, c’è anche Che giorno è, pezzo quasi hard rock in cui attivismo e ideali si trasformano in violenza. È politica anche la ballata Jamas in cui descrive il Che. Il brano parte in modo quasi didascalico per virare sul politico. «Viva l’America e l’apologia dei presidenti che non vanno mai in prigione, perché il potere teme solo la rivoluzione», canta. «Comandante oggi ti ho incontrato sulla maglietta di un turista giapponese», continua criticando la deriva commerciale dell’immagine del guerrigliero argentino. Anche la title track non scherza. Ne La prova denuncia le disparità nel mondo e la povertà. Su un tappeto rock, con un cantato melodico nel ritornello e quasi rap nelle strofe, denuncia l’ipocrisia della beneficenza per poi scagliarsi contro i fabbricanti d’armi e addirittura la Chiesa Cattolica.
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Entra nel canale WhatsAppRaf: "I potenti hanno poca empatia nei confronti dei popoli massacrati"
E se in Ora e per sempre i riferimenti alla situazione globale sono solo passeggeri, nell’incontro con la stampa Raf non si è tirato indietro e ha spiegato il suo punto di vista in modo più approfondito puntando il dito contro "la scarsa empatia che i potenti provano verso popoli che vengono sopraffatti, massacrati". Secondo il cantante ci sarebbero "ragioni economiche e di Stato che non possiamo comprendere fino in fondo e che impediscono di prendere posizione a favore di chi viene privato delle libertà fondamentali". Ma non perde la speranza: "Come in tutte le canzoni pop c’è un lieto fine. C’è la certezza che quando il sole sorgerà ci troverà ancora insieme e che l’amore prevale su tutto", conclude.
Il disco La Prova, nonostante il sostegno delle radio, non riuscì a entrare in Top10
Nel 1998 l’attenzione dimostrata nei confronti dell’attualità non pagò. Nonostante Vita, storie e pensieri di un alieno abbia raggiunto il primo posto tra i brani più trasmessi dalle radio, il disco non funzionò nelle classifiche di vendita: La prova si fermò infatti alla 14 mancando la Top10, impresa invece riuscita a tutti gli album che Raf aveva pubblicato dal 1989 in poi. Non venne particolarmente apprezzato nemmeno dalla critica e finì nel dimenticatoio abbastanza in fretta. Perlomeno a livello mainstream. Perché, come spesso succede con i flop dei propri beniamini, ai fan è rimasto nel cuore: "Molti ancora oggi mi dicono che è il loro preferito", ha svelato il cantante in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni nel 2018.
Secondo Raf il flop è dovuto al mancato sostegno della casa discografica
In quell’occasione Raf ricordò con rammarico quel "flop" spiegando che tra i suoi lavori è quello che ritiene avrebbe meritato più fortuna: "La casa discografica disse di appoggiarmi, ma in realtà non lo fece e il disco non andò come doveva", disse provando a darsi una spiegazione. Di sicurò la promozione non mancò: anche gli altri due singoli estratti, La danza della pioggia e Little Girl, ebbero un buon airplay radiofonico. Mancò, forse, la partecipazione a manifestazioni musicali che potessero spingere le vendite. Il disco uscì infatti a novembre non potendo contare né sul Festival di Sanremo (da cui, comunque, Raf si teneva lontano dal 1991) né su Un disco per l’estate né sul Festivalbar. Fu proprio quest’ultima kermesse estiva che tre anni dopo, nel 2001, cullò l’enorme successo di Infinito. Il brano riportò infatti l’artista al primo posto dei singoli più venduti a livello settimanale e alla 4 nella chart annuale.
