Sanremo 2026, Mauro Repetto: “La canzone più forte? Quella di Masini e Fedez”. E su Max Pezzali: “È sempre gasante vederlo”. L’intervista

Al Festival ha partecipato solo come autore di Finalmente tu di Fiorello nel 1995, ma non esclude di proporsi per la gara in futuro. La reunion degli 883? Al momento non è prevista anche se in questi giorni era nella Città dei fiori.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Quando nel 1995 gli 883 hanno partecipato a Sanremo (la loro prima, ed unica, volta) Mauro Repetto aveva già abbandonato il progetto. Lui su quel palco c’è stato solo come autore dell’indimenticata Finalmente tu di Fiorello, sempre quell’anno. Perlomeno per ora. Perché nel 2025 ha pubblicato i suoi primi brani da solista. E, non esclude, di proporsi per la gara in futuro: "Se continuassi su questa strada e mi sentissi pronto perché no?", confessa dalla Città dei fiori dove ha fatto tappa per ritirare un premio di SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori. Nonostante gli appuntamenti in agenda, il Festival l’ha seguito e gli è piaciuto. In tanti speravamo in una reunion degli 883 vista la presenza fissa di Max Pezzali nell’edizione 2026 della kermesse. Repetto in tv aveva dato la sua disponibilità, ma, a meno che non ci sorprendano, al momento non è prevista. "Per me è sempre gasante vederlo: è un mondo che conosco bene e che adoro, evidentemente", dice commentando le performance dell’ex sodale sulla Costa Toscana al largo della Riviera.

Sanremo 2026, l’intervista a Mauro Repetto

E del cast degli artisti in gara chi promuovi?

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Mi hanno emozionato Marco Masini e Fedez. Mi sembra abbiano la canzone più forte.

Guardando le classifiche parziali non sei il solo a pensarla così. Chi altro ti ha convinto?

Elettra Lamborghini e Samurai Jay hanno portato dei momenti di intrattenimento forti. Mi è piaciuto anche il rock al femminile de Le Bambole di pezze. Poi Raf, lui è sempre stato un mio idolo.

Proposte molto diverse tra loro.

Ce n’è un po’ per tutti i gusti. Come spettatore questo cast sazia il mio appetito.

Qualche delusione?

Non è una delusione perché l’adoro. Ma penso che il brano di Patty Pravo non sia all’altezza del suo mito. Lei è scuola per qualsiasi artista a livello scenico. Per questo speravo in qualcosa di diverso.

Veniamo allo show.

Premetto che sono uno spettatore facile da sedurre. Quindi a me è piaciuto. Non condivido le critiche che sto sentendo.

Gli ascolti sono in calo. È una flessione fisiologica?

Penso che dovremmo smetterla di essere così schiavi dei numeri. Resta, comunque, una grande competizione con un bacino di pubblico da Olimpiadi e Mondiali. Anzi di più. Un grande fenomeno nazionalpopolare.

Massimo Bonelli crede che ci sia una sorta di aura negativa sull’evento. Certo, tutto il teatrino su Andrea Pucci e i tentativi di intromissione della politica non aiutano. Hai seguito la vicenda?

Effettivamente pare anche a me che ci un approccio quantomeno non costruttivo a quest’edizione. Non mi sembra così forte, ma sullo sfondo si percepisce. Probabilmente le polemiche politiche hanno dato il loro contributo.

Ti sei fatto un’idea a riguardo?

Non sono abbastanza preparato sul tema per esprimermi.

Facciamo un salto indietro al 1995. Tu avevi già abbandonato gli 883 che partecipano a Sanremo con Senza averti qui. Ma in quel Festival ci sei anche tu come autore di Finalmente tu di Fiorello.

Con Max l’abbiamo scritta tipo nel 1988. Subito dopo il liceo. Era in inglese, un po’ sulla scia delle ballad di Prince. Ancora oggi credo che se qualche grande voce la facesse in inglese verrebbe fuori una figata.

E come è arrivata a Fiorello anni dopo?

Gestiva tutto Claudio Cecchetto, credo sia stata sua l’idea.

Gli 883 avevano già sfiorato l’idea di essere in gara come autori. Per Massimo Ranieri però.

Le canzoni che avevamo proposto erano Come mai, Una canzone d’amore e Finalmente tu. Non credo gli siano mai davvero arrivate. Credo che, altrimenti, le avrebbe prese. Noi scrivevamo tanto, ma probabilmente i brani rimanevano nel cassetto o, comunque, non venivano spinti. Però quell’esperienza ci ha spinto a scrivere tanto.

Prima di salutarci. C’è un’artista in gara a Sanremo non ci è mai stato che ti piacerebbe vedere prima o poi? Va bene anche un nome che non partecipa da anni.

Renato Zero (ha partecipato a un paio edizioni di inizio Anni ’90, ndr). Credo che sia ancora quello con più di carisma di tutti.


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