Sanremo 2026, finito il boom degli streaming: Sal Da Vinci non basta. Il confronto (impietoso) con l'ultima edizione di Amadeus

A sei mesi dal Festival, i numeri delle canzoni raccontano una storia molto diversa: Samurai Jay vola con "Ossessione", Sal Da Vinci resta tra i protagonisti ma risente della fine del traino.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

A sei mesi dalla conclusione del Festival di Sanremo 2026, i dati relativi agli streaming dei brani permettono di fotografare con maggiore chiarezza quello che è successo dopo la settimana dell’Ariston. L’analisi pubblicata da Fanpage evidenzia infatti un progressivo ridimensionamento dell’effetto traino esercitato dalla manifestazione sulla musica sulle piattaforme digitali, soprattutto se il confronto viene esteso alle ultime tre edizioni.

Finalisti di Sanremo 2026: il boom post Festival sembra ormai lontano

Il dato complessivo del 2026 è particolarmente significativo: le trenta canzoni in gara hanno raggiunto circa 547,6 milioni di streaming, con una media di 18,3 milioni per brano. Nel 2025 erano stati invece 895,5 milioni, mentre nel 2024, l’ultimo Sanremo condotto da Amadeus, si era arrivati a circa 1,05 miliardi. La distanza è dunque molto più ampia rispetto a una semplice oscillazione annuale e sembra indicare una fase di normalizzazione del fenomeno, dopo gli anni nei quali partecipare al Festival poteva trasformarsi in una spinta potentissima per la permanenza dei singoli nelle classifiche digitali.

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Samurai Jay sorprende, Sal Da Vinci resta in alto

In questo scenario, però, non mancano risultati capaci di sorprendere. A sei mesi dal Festival, infatti, Samurai Jay domina la classifica degli streaming con "Ossessione", arrivata a 80,7 milioni di ascolti, nonostante il diciassettesimo posto ottenuto nella classifica finale della competizione. Un risultato che mostra quanto il gradimento del pubblico sulle piattaforme possa seguire traiettorie completamente diverse rispetto al verdetto dell’Ariston. Subito dietro si trova Sal Da Vinci, vincitore del Festival, con "Per sempre sì", a quota 44,2 milioni, mentre Sayf completa il podio con "Tu mi piaci tanto" e 40,6 milioni.

La parte alta della graduatoria racconta quindi una situazione piuttosto interessante:

• Samurai Jay porta "Ossessione" a 80,7 milioni di stream.

• Sal Da Vinci raggiunge 44,2 milioni con "Per sempre sì".

• Sayf arriva a 40,6 milioni con "Tu mi piaci tanto".

• Fulminacci e Luchè seguono rispettivamente con 33,2 e 31 milioni.

Sal Da Vinci, dunque, riesce a mantenere una posizione molto solida anche a distanza di mesi dalla vittoria, mentre altri artisti più vicini alle aspettative iniziali hanno avuto un rendimento decisamente più contenuto.

Il confronto con il 2024 è impietoso

È proprio guardando indietro che emerge la portata del cambiamento. Nel 2024, l’ultima edizione condotta da Amadeus, la Top 5 dei brani sanremesi aveva raggiunto complessivamente 433,1 milioni di streaming a sei mesi dal Festival. Nel 2025 il dato era già sceso a 328,5 milioni, mentre nel 2026 si ferma a 229,7 milioni. La progressione è quindi molto chiara: in appena due anni, i primi cinque brani hanno perso circa 200 milioni di ascolti complessivi rispetto al 2024. Non si tratta soltanto di una questione legata al vincitore o alla popolarità dei singoli artisti, ma di un cambiamento più generale nel rapporto tra Sanremo e le piattaforme di streaming.

Anche i grandi nomi fanno più fatica

A rendere ancora più evidente la trasformazione sono alcuni risultati nella parte bassa della classifica. Dargen D’Amico, per esempio, con "Ai ai" si ferma a 6,8 milioni di streaming, mentre nel 2024 "Onda alta" aveva raggiunto circa 27 milioni. Ancora più significativo è il rendimento di alcuni nomi storici della musica italiana: Enrico Nigiotti, Ermal Meta e Malika Ayane restano intorno ai 6 milioni, mentre Francesco Renga arriva a 4,1 milioni e Patty Pravo chiude la graduatoria con 2,3 milioni per "Opera". Il Festival continua quindi a rappresentare un enorme amplificatore televisivo e culturale, ma l’effetto automatico sulla lunga distanza sembra essersi indebolito. I dati raccolti da Fanpage suggeriscono che il semplice passaggio dall’Ariston non garantisca più, come poteva accadere in passato, una lunga permanenza ai vertici dello streaming.


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