Sanremo 2026, crollo choc dei big nelle classifiche: il paragone impietoso col 2025 e la beffa a Sal Da Vinci

A un mese dalla finale, tra brani già fuori dalla Top 200 e le poche certificazioni l’effetto del Festival sembra essersi dissolto troppo in fretta, aprendo interrogativi pesanti.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Dopo le polemiche, i pronostici e gli ascolti televisivi di Sanremo 2026, resta il dato glaciale e forse più difficile da contestare: quello delle classifiche. E il quadro che emerge a un mese dalla conclusione del Festival di Sanremo 2026 è tutt’altro che rassicurante. Se negli anni scorsi il post-Festival garantiva una lunga coda di vendite e streaming, stavolta il riflesso sembra essersi affievolito in tempi sorprendentemente veloci, con numeri che raccontano una storia meno brillante rispetto al passato recente.

Sanremo 2026: la fuga dalla Top 200 dei big

Il dato più evidente riguarda la permanenza nella Top 200 dei singoli più venduti secondo FIMI. A distanza di appena quattro settimane dalla finale, circa la metà dei Big in gara è già scomparsa dalla classifica, un elemento che stride con quanto accaduto solo un anno fa. Nel 2025, nello stesso arco temporale, l’unico artista fuori dai radar era stato Massimo Ranieri. Oggi, invece, sono tredici i nomi che non compaiono più, con Chiello fermo alla posizione #200, dentro per il rotto della cuffia.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Dietro di lui, l’elenco degli esclusi è lungo e significativo: Le Cose Che Non Sai Di Me di Mara Sattei, Naturale di Leo Gassmann, AI AI di Dargen D’Amico, Opera di Patty Pravo, Il Meglio Di Me di Francesco Renga, Prima o Poi di Michele Bravi, La Felicità e Basta di Maria Antonietta e Colombre, Ogni Volta Che Non So Volare di Enrico Nigiotti, Animali Notturni di Malika Ayane, Ora e Per Sempre di Raf, Sei Tu di Levante, Stella Stellina di Ermal Meta e, a addirittura a sorpresa una delle super favorite: Qui Con Me di Serena Brancale. Un crollo collettivo che fotografa un’edizione incapace di consolidarsi nel tempo, almeno dal punto di vista commerciale.

Le classifiche: una Top 10 poco "sanremese"

Anche osservando le posizioni di vertice il confronto con l’edizione precedente appare impietoso. Dopo il Festival di Sanremo 2025, i Big occupavano stabilmente tutte le prime dieci posizioni. Quest’anno, invece, a un mese dal Festival di Sanremo 2026, i brani provenienti dal palco dell’Ariston rimasti in Top 10 sono soltanto sette: Ossessione di Samurai Jay al primo , Tu Mi Piaci Tanto di Sayf al terzo, Che Fastidio di Ditonellapiaga arriva quinta, e addirittura Per Sempre Sì del vincitore Sal Da Vinci si ferma sesta, una dato assurdo dato che si tratta di chi avrebbe trionfato nella kermesse. Restano in top 10 anche Labirinto di Luché, Poesie Clandestine di LDA & Aka7Even e Stupida Sfortuna di Fulminacci. Il segnale è chiaro: la Top 10 non è più un territorio monopolizzato dalle canzoni sanremesi, ma uno spazio condiviso con uscite esterne che hanno saputo intercettare meglio il gusto del pubblico.

Il problema delle certificazioni

Sul fronte delle certificazioni, il bilancio appare altrettanto contenuto. Sono quattro gli artisti che hanno conquistato il disco d’oro: Samurai Jay, Sayf, Sal Da Vinci e Ditonellapiaga. Tuttavia, il paragone con il 2025 va letto alla luce di un cambiamento non secondario: le soglie FIMI sono raddoppiate. Se fino a un anno fa bastavano 50 mila copie per ottenere l’oro, oggi ne servono almeno 100 mila. Un raddoppio che rende inevitabilmente più arduo replicare i numeri del passato e che impone una lettura più prudente dei dati. Eppure, al di là dell’asticella alzata, resta la sensazione di un impatto complessivo meno incisivo, con pochi brani capaci di trasformare l’esposizione televisiva in un successo duraturo.

Insomma, il Festival di Sanremo 2026 sembra aver prodotto un effetto più effimero rispetto alle aspettative. Tra canzoni evaporate in poche settimane e una presenza ridotta nelle zone alte della classifica, questa edizione conferma come il successo post-Festival non sia più automatico. La vetrina resta forte, ma non garantisce più una rendita prolungata.


Potrebbe interessarti anche