Sanremo 2026, Carlo Conti ha annoiato tutti: indici di gradimento in discesa libera

Il Festival funzione sempre ma entusiasma sempre meno. Il sondaggio di SGW parla chiaro: il sentimento più comune è stata la noia.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Sanremo 2026, Carlo Conti ha annoiato tutti
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Il Festival di Sanremo continua a essere un fenomeno mediatico quasi unico e anche l’edizione del 2026, nonostante polemiche e discussioni sui social, kermesse ha registrato numeri imponenti (seppur con qualche calo). La finale ha superato gli 11 milioni di spettatori con circa il 69% di share, confermando che la kermesse resta centrale nell’immaginario televisivo italiano. Tuttavia, dietro questi dati si nasconde una realtà più complessa: il Festival funziona come macchina televisiva, ma la conduzione di Carlo Conti ha diviso pubblico e commentatori, fino a essere descritta come noiosa da un numero importante di spettatori. L’edizione numero 76 del Festival, andata in scena al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 con la direzione artistica e la conduzione del presentatore toscano, ha riportato sul palco un modello di spettacolo molto classico, con grande attenzione alle canzoni e meno spazio per lo show. Una scelta che ha garantito ritmo alla gara ma che, secondo molti osservatori, ha ridotto la componente di intrattenimento che aveva caratterizzato gli anni precedenti.

Carlo Conti ha annoiato il 33% del pubblico: i dati del sondaggio SWG

Il sondaggio di SWG, rilanciato da Dagospia, oltre a mostrare che Sanremo è più visto da giovani rispetto al passato – con share altissimi nelle fasce 8-24 anni – mostra anche un netto peggioramento nel gradimento della conduzione. I dati parlano di una parte significativa del pubblico che ha percepito il Festival come meno brillante del previsto. La critica più ricorrente riguarda proprio lo stile di Carlo Conti: professionale, preciso, ma per molti troppo lineare e privo di guizzi. In altre parole, una conduzione rassicurante ma poco spettacolare: tradotto, il 33% del panel ha giudicato ‘noiosa‘ questa 76esima edizione (+18% rispetto al 2025).

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Il confronto con le edizioni guidate da Amadeus è inevitabile. Negli anni precedenti il Festival aveva puntato su una formula più pop e imprevedibile, con momenti virali, polemiche e ospiti capaci di dominare il dibattito online. Conti ha scelto invece una strada diversa: centralità della musica, tempi televisivi serrati, meno improvvisazione. Uno stile che ha riportato il Festival verso un’impostazione più tradizionale ma che, secondo per i sondaggi, non ha entusiasmato una parte del pubblico più giovane.

Non è un caso che altri rilevamenti demoscopici mostrino come il ricordo delle edizioni precedenti resti molto forte. In un sondaggio YouTrend realizzato alla vigilia del Festival, il 38% degli italiani indicava Amadeus come conduttore preferito, contro il 23% era a favore di Conti, con un divario ancora più ampio tra gli under 35. Tra i dati, infine, spunta anche qualcosa di positivo: i telespettatori, per il 29%, hanno apprezzato l’assenza di monologhi, mentre il 28% la performance dei cantanti e in definitiva non è forse quello che conta per una gara canora?


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