"La morte del mio compagno Bryan Randall? Diagnosi traumatica ma non potevo parlarne": Sandra Bullock devastata dal grave lutto

L'attrice ha rotto il silenzio sulla morte del compagno e ha spiegato perché non ha mai parlato della sua malattia prima d'ora: "Non mi era permesso"

Anna Montesano

Anna Montesano

Web Editor

Web editor appassionata di cinema e TV, dopo la laurea in Lettere Moderne mi specializzo in Editoria e Giornalismo e trasformo la passione per la scrittura in un lavoro.

Sandra Bullock e la morte del compagno Bryan Randall: spunta la richiesta shock
Eagle Pictures

Sandra Bullock si è aperta per la prima volta su un dolore rimasto a lungo nascosto: la scomparsa del compagno Bryan Randall, morto a 57 anni per le complicazioni della SLA nell’agosto del 2023. Intervenuta al podcast Smartless, l’attrice ha ripercorso gli otto anni passati al fianco del fotografo, conosciuto nel 2015 al compleanno del figlio. Un percorso segnato in gran parte dalla malattia, che ha condizionato più di metà della loro vita insieme e che la coppia ha scelto di affrontare nel massimo riserbo.

Sandra Bullock: "Bryan Randall mi aveva chiesto di non parlare della sua malattia"

"Non mi era permesso parlarne. Questa era la richiesta e ho cercato di rispettarla": con queste parole l’attrice ha subito chiarito i motivi per i quali non si è mai parlato prima della malattia del compagno. Bryan le aveva chiesto espressamente di mantenere il segreto, e per lungo tempo l’unica ad essere informata è stata la sorella dell’attrice, Gesine. Mandare avanti la famiglia, accudire un malato grave e gestire il blocco della pandemia si è rivelato un carico emotivo enorme: "portare il ‘peso enorme’ della sua traumatica diagnosi mi ha isolata", ha infatti ammesso la star.

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Quando la situazione è diventata troppo pesante, Sandra si è allora confidata con una cerchia ristrettissima di affetti, tra cui Jennifer Aniston. L’attrice ha quindi confidato di aver iniziato ad elaborare il lutto già quattro anni prima che Bryan se ne andasse davvero, perché la SLA glielo stava lentamente portando via giorno dopo giorno. Un dolore continuo vissuto "come su un tapis roulant", che ha trovato spazio per un reale momento di elaborazione soltanto dopo la sua scomparsa. Ad aggravare la situazione il fatto che, nel mezzo della malattia e di un’autonomia sempre più scarsa del compagno, Bullock abbia dovuto occuparsi anche dei suoi due figli piccoli. Dopo la morte del compagno, l’attrice avrebbe deciso di prendersi del tempo per sé, allontanandosi per un po’ da tutto.

Il ritorno al cinema di Sandra Bullock

Riguardo la carriera cinematografica dell’attrice, la rivedremo in Amori & incantesimi 2 (Practical Magic 2) in uscita al cinema il 10 settembre 2026. Si tratta dell’atteso sequel del film cult del 1998, in cui torna a recitare insieme a Nicole Kidman nei panni delle sorelle streghe Sally e Gillian Owens.


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