Sandokan, la vera storia dietro la serie TV su Rai 1 (e cosa c’entrano Giuseppe Garibaldi e Anita)
L'inizio della fiction Sandokan su Rai 1 riaccende la curiosità sulle origini del pirata malese creato da Emilio Salgari, tra realtà storica e mito e sorprendenti rimandi a Garibaldi.

La serie tv Sandokan torna sul piccolo schermo: da oggi, 1° dicembre Can Yaman vestirà i panni dell’eroe malese nella nuova serie di Rai 1, riportando alla ribalta un personaggio che ha affascinato generazioni. Creato da Emilio Salgari agli inizi del ’900, il pirata dalla bandana rossa è diventato un’icona dell’avventura, mescolando fantasia, esotismo ed eroismo. Ma quanto c’è di vero dietro la Tigre della Malesia? E come mai, in questa storia che profuma di mari lontani, compare anche il nome di Giuseppe Garibaldi? La risposta è sorprendente e affonda le radici nella cultura, nella storia e nelle letture che alimentarono la fantasia di Salgari.
Serie Tv Sandokan, la storia tra mito e realtà: dai pirati del Borneo a Can Yaman
La domanda che continua a incuriosire lettori e spettatori è sempre la stessa: Sandokan è davvero esistito? La verità è che un solo modello reale non c’è, ma esistono figure storiche che potrebbero aver influenzato Salgari. Una delle più convincenti è Rentab, capo dei Dayak nel Borneo intorno al 1830, ribellatosi con forza alla presenza di olandesi e inglesi. Come Sandokan, Rentab era considerato un pirata e un eroe allo stesso tempo, capace di mettere in crisi il potere coloniale britannico e di sfidare apertamente lord James Brooke, l’unico personaggio realmente esistito presente nella saga salgariana.
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Entra nel canale WhatsAppSalgari, che non visitò mai i luoghi che descrisse, costruì il suo mondo grazie al contesto storico dell’epoca, fatto di esplorazioni, espansione coloniale e racconti di avventurieri. Il Borneo, allora poco conosciuto e avvolto dal mistero, rappresentava il palcoscenico perfetto per un eroe romantico. Intere cartelle di appunti, letture enciclopediche e documenti geografici alimentarono la sua immaginazione, permettendogli di trasformare realtà e leggenda in una saga epica che ancora oggi affascina.
Salgari, il libro e l’ombra di Garibaldi sulla Tigre della Malesia
La suggestione più affascinante riguarda però un possibile legame tra Sandokan e Giuseppe Garibaldi. Non esistono prove definitive, ma gli studiosi ipotizzano che Salgari possa aver attinto, anche inconsciamente, all’immaginario risorgimentale che respirava nell’Italia dell’Ottocento. Le analogie tra i due "eroi" sono sorprendenti: entrambi combattono contro un invasore straniero, entrambi sono considerati criminali dai loro nemici e liberatori dal proprio popolo, ed entrambi vivono una drammatica fuga dopo una sconfitta decisiva.
Persino la perdita della donna amata – Anita per Garibaldi, Marianna per Sandokan – e il ruolo dell’amico fidato (Nino Bixio e Yanez de Gomera) creano un parallelo narrativo quasi naturale. Sandokan, come Garibaldi, torna infine trionfante nella sua terra. Salgari, uomo di grande cultura e fervido lettore, potrebbe aver trasfigurato le vicende del Risorgimento trasformandole in un racconto esotico e avventuroso, trasferendo nel Mare della Sonda lo spirito di libertà che animava l’Italia dell’epoca.
