Sandokan, Kabir Bedi punzecchia Can Yaman sulla serie Tv. E spunta uno scivolone storico
L'interprete dello sceneggiato anni '70 ha commentato con qualche frecciatina il successo della nuova serie Rai. E al pubblico non è sfuggito uno scivolone. Ecco i dettagli.

Il ritorno di Sandokan su Rai 1, con Can Yaman grande protagonista, ha riportato sotto i riflettori anche l’interprete storico dello sceneggiato anni ‘70, Kabir Bedi. Intervistato a proposito della nuova fiction, l’attore ha messo in evidenza (con qualche stoccata inevitabile) le differenze tra le due trasposizioni. Mentre un errore ‘storico’ clamoroso è stato notato dagli spettatori più attenti nelle ultime ore. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Sandokan, il commento di Kabir Bedi sulla fiction con Can Yaman
Intervistato dopo il debutto del nuovo Sandokan, Kabir Bedi ha scelto un tono elegante ma non privo di frecciatine. L’attore indiano ha innanzitutto sottolineato che "ogni epoca ha il suo modo di raccontare un classico", augurando "la massima fortuna al nuovo Sandokan, con affetto". E ha pure riconosciuto a Can Yaman di essere un attore "molto bravo e molto bello". Al tempo stesso, però, Bedi ha ricordato con orgoglio che lui fu il primo a dare un volto al pirata malese, puntando soprattutto sulla forza della sua fisicità.
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Entra nel canale WhatsAppAll’epoca non c’erano effetti speciali e "non ne avevamo bisogno", ha rimarcato Bedi. Le famose scene del salto della tigre furono girate senza animali digitali, ma con una serie di balzi montati in modo da creare l’illusione della verità. Gli operatori e il regista erano protetti da grate, mentre Bedi si trovava davanti al felino vero. "Mi dicevano ‘stai tranquillo’, io rispondevo ‘volete venire voi?’", ha concluso l’attore. Il risultato, a rivederlo oggi, conserva intatta tutta la sua potenza.
L’errore clamoroso nella nuova serie su Sandokan
Sul fronte opposto c’è il Sandokan 2025 di Rai 1, che ha esordito con uno share del 33% e picchi vicini al 39%. La prima puntata ha presentato il protagonista interpretato da Can Yaman alle prese con un naufragio, e con il triangolo amoroso nato tra lui, Lady Marianne e il ‘cattivo’ James Brooke. Il pubblico ha però storto il naso quando si è accorto di un dettaglio storico ‘fuori fuoco’. Nel corso del gran ballo organizzato per il ventunesimo compleanno di Marianna, l’orchestra presente in sala ha infatti eseguito alcuni brani tratti da La Traviata di Giuseppe Verdi. Una scelta suggestiva dal punto di vista emotivo, ma totalmente impossibile sul piano cronologico.
La serie, infatti, è ambientata intorno al 1841, mentre La Traviata di Verdi è stata composta solo nel 1853 e ha debuttato a teatro l’anno successivo. E anche se l’anacronismo è stato notato solo dai più attenti, tanto è bastato per sollevare una polemica accesa sui principali social.
