Samurai Jay, la rivincita dopo il flop a Sanremo: il record (inaspettato) del brano 'Ossessione'

Il brano, 17esimo al Festival, ha conquistato per primo la certificazione Fimi, superando anche Sal Da Vinci.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

C’è un paradosso che ogni anno aleggia sul Festival di Sanremo 2026: la classifica finale racconta una storia, ma il pubblico spesso ne scrive un’altra. Nel 2026, questa distanza tra palco e realtà si è trasformata in un caso emblematico, con protagonista Samurai Jay. Il suo brano, ‘Ossessione‘, fermo al 17esimo posto nella graduatoria ufficiale, è diventato il primo pezzo della kermesse a conquistare la certificazione Oro della FIMI. Un risultato arrivato dopo tre settimane, ma tutt’altro che sorprendente per chi aveva osservato l’andamento degli streaming già nei giorni immediatamente successivi alla finale.

La hit, ormai possiamo dirlo, ha costruito il proprio trionfo lontano dalle luci dell’Ariston, nelle playlist e sugli algoritmi. Oltre 25 milioni di stream complessivi e una presenza costante ai vertici delle classifiche digitali raccontano di un brano capace di intercettare il gusto contemporaneo, più che quello delle giurie. Per due settimane consecutive, il singolo ha dominato la classifica FIMI, mentre su Spotify si è stabilizzato al primo posto della Top 50 Italia, spingendosi anche nella Top 200 globale. Un dominio trasversale, amplificato dai social: su TikTok, ‘Ossessione‘ è diventata una vera e propria tendenza, con centinaia di migliaia di contenuti generati dagli utenti.

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Samurai Jay si gode l’Oro per Ossessione, e Sal Da Vinci attende

Il caso di Samurai Jay conferma che la posizione a Sanremo conta, ma fino a un certo punto. Negli ultimi anni, il Festival ha spesso visto artisti uscire ridimensionati dalla classifica per poi imporsi nel mercato, e ‘Ossessione‘ si inserisce perfettamente in questa tradizione, confermando che il successo oggi si misura nel tempo e nei numeri digitali, più che nei voti della serata conclusiva della kermesse. La certificazione Oro – raggiunta superando le 100mila unità tra vendite e streaming equivalenti – non è solo un traguardo simbolico, ma un segnale chiaro: il pubblico premia ciò che ascolta davvero, anche quando il Festival suggerisce altro.

Il trionfo del rapper campano segna anche un cambio di passo per l’intero ecosistema sanremese. Se un tempo il Festival era il punto di arrivo, oggi è sempre più un punto di partenza. Le canzoni non finiscono con la gara, ma iniziano una seconda vita sulle piattaforme, dove possono ribaltare completamente il loro destino. E mentre si attendono le prossime certificazioni degli altri protagonisti del 2026, con Sal Da Vinci in prima linea, una cosa è già certa: quest’anno, la vera vittoria non è passata solo dal palco, ma dagli ascolti.


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