Samurai Jay, il racconto choc su anoressia e bullismo: “In sei mesi ho perso più di 40 chili”. Poi lancia un appello commovente

Il cantante di 'Ossessione' si è confessato a Nicolò De Devitiis de Le Iene. Con lui ha parlato dei problemi di peso e di come la musica sia riuscito a salvarlo.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Samurai Jay
IPA

Non si era aperto mai così, Samurai Jay. Il cantante di Ossessione, vera rivelazione dell’ultimo Sanremo – anche grazie all’intervento memorabile di Belensi è aperto con l’inviato de Le Iene Nicolò De Devitiis. Dando vita a un racconto intimo, a tratti struggente e dolorosamente sincero. Dai problemi con il cibo – bulimia e anoressia – ai tentativi di autolesionismo. Jay non ha tralasciato nulla. E alla fine il messaggio che ha lanciato ai ragazzi suoi coetanei è stato potentissimo. Ecco tutti i particolari.

Samurai Jay, la confessione a Le Iene e i problemi con l’anoressia

Nicolò De Devitiis lo ha seguito per due giorni interi, tra Mugnano di Napoli, il suo paese, e il Vesuvio. E così Samurai Jay, protagonista di un personalissimo servizio de Le Iene, si è liberato pian piano di tutte le corazze che si era costruito negli anni. Lasciando intravedere al pubblico un passato difficile e una fragilità preziosa.

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"Ero grosso, strano, diverso", ha esordito il cantante, "ho sofferto di anoressia e bulimia. Sei mesi prima di quella foto pesavo 105 chili. Avevo smesso di mangiare. Se mangiavo un pezzo di pane correvo a vomitarlo. Facevo finta di mangiare davanti a mia madre e poi mi chiudevo in bagno". E ancora: "Continuavo a vedermi grasso. In sei mesi ho perso più di 40 chili perché avevo smesso di mangiare. Venivo bullizzato per il mio corpo, ma anche perché ascoltavo altra musica e avevo un’attitudine diversa. In un paese è difficile essere ‘diverso’".

Ed è proprio sugli episodi di bullismo che il racconto si fa più crudo: "Fuori dalla metro o nei corridoi della scuola mi accerchiavano e mi picchiavano…Non ho mai reagito. Non sono mai riuscito a dare uno schiaffo o un pugno. Mi accerchiavano in cinque o sei e mi davano calci e pugni".

L’autolesionismo e la terapia interrotta nel 2021

Poi la storia svelata da Samurai Jay arriva a un punto di rottura. "Una volta", ha spiegato, "svenni mentre portavo una cassa d’acqua a una cliente. Se non mangi hai i valori sballati e lì ho avuto molta paura. Non è una cosa normale rischiare di morire perché non mangi perché ti vedi grasso". È arrivata anche una fase di autolesionismo, e la scelta più difficile: "Ho avuto una fase di autolesionismo. Sono arrivato a farmi del male. Ho ignorato la terapia nel 2021, ma è finita malissimo. Non ero pronto…Dottoressa se mi ascolta, mi dispiace per com’è finita, non ero pronto. Mi scusi".

Nel turbinio di confessioni e riflessioni, il cantante ha poi rivelato il ruolo della musica in tutto questo: "Quando questi pensieri entrano nel cervello pensi che siano la realtà. La musica mi ha salvato, ero un cadavere con due gambe, mi hai visto. La musica mi ha dato un motivo per non mollare". E infine ecco la conclusione, con un appello accorato e sincero: "Non c’è niente di sbagliato nel chiedere aiuto. Io non ne avevo mai parlato così lucidamente, neanche con i miei amici. Ma riguardare quelle foto mi fa capire che basta poco. Io pensavo di averla superata, ma ti rendi conto che basta fare una chiacchierata così che ti si riapre tutto. Penso che devo tornare in terapia dopo questa puntata…".


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