Sam Neill è morto: addio all'indimenticabile dottor Alan Grant di Jurassic Park. Le cause della morte
La star di Jurassic Park è scomparsa oggi all'età di 78 anni. L'annuncio della famiglia smentisce che a portarlo alla morte sia stato il cancro

All’età di 78 anni si è spento Sam Neill, l’attore che per tutti era l’indimenticabile Alan Grant di Jurassic Park. Sam è morto all’improvviso, a Sydney, circondato dall’affetto dei suoi cari come comunicato dalla sua famiglia attraverso i social.
Com’è morto Sam Neill? Le parole della famiglia
La notizia è stata un vero shock per tutti i fan. Nel 2023, l’attore aveva raccontato di avere un linfoma al terzo stadio, un tumore del sangue molto aggressivo, di cui aveva parlato anche nel suo libro di memorie. Solo lo scorso aprile, però, aveva annunciato felice di essere completamente guarito grazie a una cura sperimentale. Proprio per questo la famiglia ha voluto precisare che, quando se n’è andato, Sam era ancora libero dal cancro e che non è stata questa malattia a portarlo alla morte. I familiari hanno anche ringraziato di cuore i medici dell’ospedale di Sydney che lo hanno assistito, chiedendo un po’ di riservatezza in questo momento così difficile. Restano, dunque, ancora da chiarire le cause della morte dell’attore.
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Entra nel canale WhatsAppI grandi successi al cinema di Sam Neill
Nato in Irlanda del Nord ma cresciuto in Nuova Zelanda, Sam Neill ha avuto una carriera lunghissima, durata più di cinquant’anni. Se il grande pubblico lo ricorda soprattutto per i dinosauri di Steven Spielberg – un ruolo che ha ripreso anche nel recente Jurassic World: Il dominio -, in realtà ha fatto tantissime altre cose. Negli anni Ottanta si è fatto notare in film diventati dei veri e propri cult, come l’horror psicologico Possession, e nel 1990 ha recitato nel famoso thriller Caccia a Ottobre Rosso. Il 1993 è stato il suo anno d’oro: oltre a Jurassic Park, è stato il protagonista del pluripremiato Lezioni di piano.
Sam amava cambiare genere e non si è mai tirato indietro davanti a storie più oscure o fantascientifiche. Lo ricordiamo in film di culto come Il seme della follia di John Carpenter e Punto di non ritorno, ma anche in storie più emozionanti come L’uomo che sussurrava ai cavalli accanto a Robert Redford e L’uomo bicentenario con Robin Williams. Anche negli ultimi anni non si era mai fermato, passando con disinvoltura dai film della Marvel (come Thor: Ragnarok) a serie tv famosissime come Peaky Blinders. Con lui se ne va un pezzo di storia del cinema, un attore versatile che sapeva farsi volere bene dentro e fuori dallo schermo.