Sal Da Vinci, bufera su “Per sempre sì’ e il referendum: “Ecco cosa mi ha detto Giorgia Meloni”, la rivelazione del cantante

Il cantante conferma la telefonata con Giorgia Meloni dopo Sanremo, ma smentisce ogni legame tra il brano “Per sempre sì” e la campagna per il referendum.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Negli ultimi giorni il nome di Sal Da Vinci è finito al centro di una polemica politica che coinvolge anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tutto nasce dalle indiscrezioni secondo cui il brano "Per sempre sì", vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, potrebbe diventare la colonna sonora della campagna per il referendum sulla giustizia. A far discutere sarebbe stata anche una telefonata tra la premier e il cantante napoletano. Proprio quest’ultimo, però, ha deciso di chiarire la situazione, spiegando cosa è successo davvero e ridimensionando le voci circolate sul web.

La telefonata tra Sal Da Vinci e Giorgia Meloni dopo Sanremo

La telefonata tra Giorgia Meloni e Sal Da Vinci c’è stata davvero, ma con contenuti molto diversi da quelli raccontati negli ultimi giorni. A confermarlo è stato lo stesso artista, che ha spiegato come la conversazione sia stata breve e limitata a un semplice gesto di cortesia. Secondo il cantante, la premier lo avrebbe contattato soltanto per congratularsi con lui per la vittoria al Festival di Sanremo. Nulla di più. "Mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì", ha raccontato.

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Una chiacchierata lampo, durata pochissimo tempo. "È stata una telefonata durata 30 secondi perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi che della mia vittoria", ha aggiunto Sal Da Vinci, ridimensionando di fatto le ricostruzioni circolate nelle ultime ore. Le indiscrezioni diffuse inizialmente avevano lasciato intendere che la premier avesse ringraziato il cantante per quello che alcuni avevano definito un "assist" politico, vista la coincidenza tra il titolo della canzone e lo slogan del referendum. Tuttavia, stando alla versione dell’artista, nella telefonata non si sarebbe mai parlato di politica né della consultazione elettorale.

Il caso della canzone "Per sempre sì" e il referendum

La polemica si è accesa soprattutto attorno al possibile utilizzo del brano "Per sempre sì" nella campagna referendaria a sostegno del Sì alla riforma della giustizia. Il titolo della canzone, infatti, è stato interpretato da molti come un perfetto slogan politico. Sal Da Vinci, però, ha voluto chiarire subito la questione, smentendo qualsiasi richiesta da parte della presidente del Consiglio.

"Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche"

Il cantante ha quindi sottolineato come spesso le notizie possano ingigantirsi rapidamente sui social e online, trasformando semplici coincidenze in presunti retroscena politici. Allo stesso tempo, l’artista ha precisato che l’eventuale utilizzo del brano per spot o campagne dovrebbe comunque passare attraverso i canali ufficiali dell’industria musicale. «Naturalmente, se quella canzone vuole essere usata per spot, chiunque deve rivolgersi alla casa discografica», ha detto.


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