Sal Da Vinci, Eddie Brock svela un retroscena (tenerissimo) sulle serate di Sanremo: "Ha visto che ero teso, ecco cosa ha fatto"
Tra autocritica, ricordi di provincia e un Sanremo vissuto in una bolla, Eddie Brock racconta il suo percorso e svela il momento più umano con Sal Da Vinci.

La recente intervista rilasciata da Eddie Brock a Today.it ha restituito il ritratto di un artista in piena evoluzione, sospeso tra la consapevolezza del proprio percorso e una continua ricerca di equilibrio. Edoardo Iaschi, questo il suo vero nome, prima di diventare un volto noto della scena musicale e dei social, ha vissuto tante esperienze: dall’operatore turistico al calcio, fino all’esplosione online che lo ha letteralmente travolto. Un percorso non semplice, fatto di tentativi, cadute e ripartenze, che oggi si riflette anche nella sua musica, permettendoci di scoprire di più sulla sua carriera e su quella di colleghi come Sal Da Vinci.
Eddie Brock: dalla provincia ai social
Eddie Brock racconta senza filtri una crescita personale e artistica costruita nel tempo, ben prima della notorietà. Il passaggio dai lavori "normali" alla musica non è stato immediato, ma un bisogno espressivo che arrivava da lontano: "Da bambino scrivevo delle poesie su un quadernino, me lo consigliò la psicologa del tempo. Poi verso i 13, 14 anni ho cominciato a fare rap perché era la cosa più vicina alla poesia. Poi l’ascolto del cantautorato italiano insieme a mio padre mi ha influenzato per comporre melodie". Proprio in questo percorso si inserisce anche il rapporto con la musica d’autore italiana, con riferimenti chiari: "Ascoltavo cantautori come Battisti, Dalla e Pino Daniele", artisti che hanno contribuito a formare la sua sensibilità musicale.
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Entra nel canale WhatsAppEddie Brock commenta l’ultimo posto a Sanremo e il tour annullato
Il passaggio al Festival di Sanremo, con il brano Avvoltoi, rappresenta uno dei momenti più alti ma anche più formativi della sua carriera recente. Nonostante l’ultimo posto, Eddie Brock non lo vive come una sconfitta assoluta, ma come un passaggio necessario: "Sono un po’ autocritico, mi auto flagello. Piano piano riuscirò a essere più contento di quello che faccio, ma comunque sto bene. Sono felice di quello che sto facendo", e ancora: "A Sanremo sono arrivato ultimo ma mi son comunque divertito, è come esser in una bolla, magari ti senti un po’ portato sul palmo della mano, ma poi devi tornare a casa e fare i conti con la realtà, passare da zero a quello non è proprio semplice, ma ho trovato il modo di divertirmi".
Nel corso dell’intervista si parla anche del tour annullato e riprogrammato in autunno, con due date principali a Roma e Milano. Una scelta dettata da una logica precisa, più che da un’emergenza organizzativa. "Non mi piace fare tante piccole date, per dire che le ho fatto. Meglio meno ma come voglio io".
Il ricordo di Sal Da Vinci
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda l’incontro con Sal Da Vinci, raccontato con grande semplicità: "Con Sal Da Vinci ho avuto una bella interazione, un giorno ero sotto il palco a fare riscaldamento, ha visto che ero un po’ teso ed è venuto a portarmi l’acqua, non è una persona che se la crede, è proprio una bella persona". Un episodio che restituisce l’idea di un ambiente musicale fatto anche di gesti spontanei e disinteressati.
