Su Netflix c'è un anime da guardare tutto d'un fiato: unisce Jackie Chan e John Wick, ma la trama è molto più complessa di un action movie
Taro Sakamoto era il killer più temuto del Giappone. Freddo, imbattibile, praticamente una leggenda. Poi si innamora. Si sposa. Diventa padre. E decide di cambiare vita.

C’è qualcosa di irresistibile nell’idea di un assassino leggendario che decide di appendere le armi al chiodo per aprire un minimarket. Sakamoto Days è uno degli anime più interessanti degli ultimi anni perché riesce a mescolare azione pura, ironia e quotidianità in modo sorprendentemente maturo.
Taro Sakamoto era il killer più temuto del Giappone. Freddo, imbattibile, praticamente una leggenda nel sottobosco criminale. Poi si innamora. Si sposa. Diventa padre. E decide di cambiare vita. Quando lo incontriamo, non è più il cecchino elegante di un tempo: è un uomo sovrappeso, sorridente, dietro il bancone del suo negozio di quartiere.
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Entra nel canale WhatsAppSakamoto Days , l’anime che non chiede scusa (ma fa ridere)
Sakamoto Days appartiene a quel filone di anime action che non hanno bisogno di giustificarsi. Non c’è una guerra epica in corso, non c’è un torneo da vincere, non c’è un potere nascosto da risvegliare. C’è solo il passato che torna a bussare.
Vecchi colleghi, taglie sulla testa, assassini più giovani che vogliono farsi un nome eliminando la leggenda ritirata. Ogni episodio è una combinazione calibrata di combattimenti coreografati con intelligenza e momenti di umorismo surreale. La violenza non è mai gratuita, ma è sempre spettacolare. Sakamoto combatte usando qualsiasi oggetto abbia a portata di mano: scaffali, carrelli, pacchi di ramen, penne, elastici. È un’azione creativa, quasi da cartoon, ma con una precisione chirurgica. E soprattutto non perde mai il tono leggero. Perché mentre affronta killer professionisti, Sakamoto deve anche ricordarsi di comprare il latte o rientrare in tempo per cena. È una storia che mette sullo stesso piano la vita familiare e la sopravvivenza.
Un protagonista fuori dagli standard
Uno degli aspetti più rivoluzionari dell’anime è proprio il design del protagonista. In un panorama dominato da eroi scolpiti, muscolari, sempre perfetti, Sakamoto è un uomo comune nel corpo e nella postura. Eppure è il più forte di tutti. L’anime ribalta l’idea che l’efficacia fisica debba corrispondere a un certo tipo di estetica. Quando Sakamoto si muove, l’animazione cambia ritmo: il suo corpo apparentemente goffo diventa fluido, veloce, implacabile. È un messaggio interessante anche per un pubblico adulto. La forza non è sempre visibile. A volte è nascosta sotto strati di quotidianità.
Shin e il tema dell’empatia in un mondo di assassini
Accanto a Sakamoto c’è Shin, ex killer con poteri telepatici. È giovane, impulsivo, ancora legato alla logica del "prima colpisci, poi pensa". La dinamica tra i due è uno dei cuori emotivi della serie.
Shin riesce a leggere la mente degli altri, ma è proprio attraverso Sakamoto che impara qualcosa di più difficile: leggere le conseguenze delle proprie azioni. Il negozio diventa così un luogo simbolico, quasi un laboratorio morale. Sakamoto non combatte per uccidere, combatte per proteggere. È una differenza enorme, che cambia il senso di ogni scontro.
Un’estetica pulita, ma con anima manga
Visivamente, l’anime mantiene un tratto fedele al manga originale, con linee pulite e una regia che privilegia la leggibilità dell’azione. Non punta sull’eccesso visivo alla Demon Slayer, ma su una coreografia chiara, dinamica, quasi da film d’azione live action.
Le scene di combattimento sono costruite con attenzione alla spazialità. Si capisce sempre dove si trovano i personaggi, quali oggetti vengono usati, come si muovono. Questo rende l’azione più coinvolgente.
Le Figuarts Mini Bandai: Sakamoto e Shin diventano icone da collezione
Il successo dell’anime si riflette anche nel merchandising, e una delle uscite recenti più interessanti sono le Figuarts Mini di Bandai dedicate a Taro Sakamoto e Shin.
Ad esempio, la figure di Sakamoto – come si vede nel video – cattura perfettamente il contrasto che rende unica la serie. Il personaggio viene proposto con il grembiule verde del minimarket, gli occhiali tondi e l’espressione impassibile. Nella confezione, oltre al piccolo stand espositivo, ci sono anche due braccia extra: una con tanto di arma alla mano e l’altra con il tipico bicchiere di carta.
La scelta del formato mini non è casuale. Le proporzioni leggermente stilizzate enfatizzano il lato ironico dell’anime, senza sacrificare i dettagli. Per un collezionista è la materializzazione di quel dualismo che rende la serie così efficace: quotidianità e violenza, famiglia e criminalità, ironia e tensione.
Perché Sakamoto Days parla anche agli adulti
Potrebbe sembrare un anime leggero, quasi da intrattenimento puro. Ma sotto la superficie c’è una riflessione interessante. Sakamoto ha scelto di cambiare. E la serie insiste su un punto fondamentale: il passato non si cancella, ma si può gestire.
Non c’è una redenzione strappalacrime, non c’è un dramma inaffrontabile. C’è una responsabilità. L’idea che si possa essere stati qualcosa di terribile e decidere di diventare qualcos’altro. In un’epoca in cui molti racconti puntano sull’anti-eroe senza morale, Sakamoto Days propone un personaggio che ha fatto il male ma sceglie di non farlo più. E lo fa senza proclami, senza retorica.
Dove vedere Sakamoto Days in streaming
Per chi vuole recuperare o iniziare la serie, Sakamoto Days è disponibile in streaming su Netflix, con episodi distribuiti anche in simulcast rispetto al Giappone. La piattaforma offre sia la versione sottotitolata sia quella doppiata.
