Russell Crowe conta le stelle con Ultimo: la confessione a sorpresa del Gladiatore a Taormina e quello ‘sgarbo’ che perdona al cantante
Sul red carpet di Taormina, il divo si confessa fan del cantautore romano e cita una sua canzone nel discorso in italiano per il Premio alla Carriera.

Chi si aspettava il solito red carpet con sorrisi di circostanza e risposte diplomatiche, non conosce Russell Crowe. L’attore premio Oscar, accolto da centinaia di fan in delirio al Taormina Film Festival, ha parlato di cinema e musica italiana in un incontro con il pubblico che rimarrà impresso nella mente a lungo (non ne abbiamo dubbi). Tra i ricordi del set de "Il Gladiatore", le frecciatine al sequel e l’annuncio del nuovo film "Bear Country", è spuntato un nome del tutto inaspettato: Ultimo. Il cantautore romano preferito dai ventenni italiani, ha conquistato anche Massimo Decimo Meridio, il quale non ha fatto altro che elogiarlo. Ma vediamo insieme cos’ha detto.
Russell Crowe al Taormina Film Festival: "Sono un grande fan di Ultimo", poi svela cosa gli perdona
Russell Crowe è stato protagonista al Taormina Film Festival, dove ha ricevuto un premio alla carriera e ha presentato in anteprima mondiale il film "Bear Country", parlando anche del suo percorso artistico, del cinema e della musica. Sulla sua passione per Ultimo ha dichiarato: "Sono un grande fan di Ultimo, in particolare del suo album ‘Solo’. Ha delle bellissime canzoni ed è un artista davvero di grande talento, sia come cantante che come performer". Con ironia ha aggiunto sul legame del cantante con la Roma: "È della Roma? Lo scuso, lo perdono. Va bene così, la sua musica va ben oltre la sua squadra di calcio. Forse avrei dovuto menzionare Lucio Battisti…ma mi piace davvero moltissimo la musica di Ultimo". Sull’idea di un possibile duetto ha scherzato: "Duettare con lui? Forse è troppo ‘cool’ per un vecchio come me, ma mi piace davvero moltissimo la sua musica".
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Entra nel canale WhatsAppRussell Crowe, il legame speciale con il film Il Gladiatore
Parlando de "Il Gladiatore", ha ricordato la grandezza del set e l’intensità delle riprese: "Nel periodo in cui ho girato il film ero pazzo: ogni minuto che vedete nel film sono io. L’unica eccezione fu la caduta da cavallo nella battaglia iniziale, eseguita da uno stuntman che si ferì davvero. Quando ho visto il taglio sul suo naso dissi: ‘Sembra perfetto. E me lo sono fatto mettere anche io". Ha ribadito, inoltre, il suo legame speciale con il film: "Abbiamo girato Il Gladiatore nel 1999, fu per me un po’ uno shock trovarmi sul set di Ridley Scott e sperimentare la vastità della scala: c’erano letteralmente centinaia di cavalli, dozzine di catapulte, seicento o settecento soldati romani, trecento o quattrocento soldati barbari. Sono stato colpito allora in faccia con un’ascia, non è stata un’esperienza interessante, ma la conclusione è che amo il lavoro, pensi solo al personaggio. E questa è la cosa più importante."
Sul successo agli Oscar: "Ti siedi in una stanza con gli altri candidati (all’epoca era lo Shrine Auditorium di Los Angeles, ndr) in cui senti di non appartenere. Poi dicono il tuo nome e non capisci più nulla". Sul suo metodo di lavoro ha riassunto: "Dettaglio e collaborazione. Un film "diventa grande perché ci si sofferma sui dettagli e sulla collaborazione."
Il messaggio di Russell Crowe ai giovani
Infine, ha lanciato un messaggio ai giovani, molto profondo (citando anche Ultimo): "Ascoltate chi vi dà indicazioni, perché ora vivo come molti anziani: in una grande battaglia con i tendini. Vi incoraggio a seguire i vostri sogni: immaginate dove volete arrivare, perché è il primo passo per raggiungere la vostra meta. Come dice la bellissima canzone di Ultimo, ero "il bambino che contava le stelle". Io anche oggi da uomo maturo continuo a contare le stelle e a seguire i miei sogni."
