Russell Crowe sbarca a Venezia con “What Love Builds”: dal Gladiatore a Sanremo con Amadeus, i mille volti (musicali) dell’attore premio Oscar

Il protagonista del kolossal di Ridley Scott sarà fuori concorso con un documentario autobiografico. E nel frattempo lo vedremo in sala con La vendetta perfetta – Bear Country.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Russell Crowe
IPA

Volto iconico del cinema Hollywoodiano, e premio Oscar nel 2001 per "Il Gladiatore", Russell Crowe è pronto a tornare a Venezia per l’83esima Mostra del Cinema in laguna. Ma lo fa a modo suo, senza clamori, con un docufilm autobiografico, "What Love Builds", che è una lettera d’amore non solo al grande schermo ma pure (e soprattutto) alla musica. Dopotutto, in molti ricorderanno Crowe sul palco di Sanremo con Amadeus (era il 2024) quando si esibì in versione showman insieme alla sua band, i The Gentleman Barbers. E nel frattempo, Russell tornerà anche in sala con un film di vendetta, nei panni del proprietario di un nightclub. Ecco tutti i particolari.

Russell Crowe, il docufilm musicale a Venezia (dopo Sanremo)

Sanremo 2024 ha fatto scoprire all’Italia il lato nascosto di Russell Crowe. Cantante e musicista, oltre che star da kolossal di Hollywood, l’attore si era presentato all’Ariston con la sua band. Oggi riprende quel filo musicale e personale, nel docufilm "What Love Builds" che andrà alla Mostra di Venezia fuori concorso, nella sezione Venezia Open. La pellicola, attesa per la proiezione l’11 settembre alle 21, alla Sala Darsena, è diretta dallo stesso Crowe e si presenta come lavoro musicale intervallato da una lunga confessione autobiografica dell’artista.

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Si ripercorrono gli esordi dell’attore, la sua carriera nel cinema e soprattutto nella musica. E tutto sommato la sensazione è che qui il protagonista de Il Gladiatore sia nel suo elemento, graziato da un percorso stellare sul grande schermo ma al contempo sempre ancorato alle passioni delle origini. A unire le due anime, quel fattore ‘collaborativo’ che muove tanto il cinema quanto l’esperienza di una band sul palco. Una pellicola, dice infatti Crowe, "diventa grande perché ci si sofferma sui dettagli e sulla collaborazione", e lo stesso vale per la musica. Supremo atto d’amore – da qui il titolo del docufilm – e di lavoro costruito insieme.

Il ritorno di Russell Crowe al cinema

Nel frattempo, chi è ancora affezionato al ruolo di Crowe nei panni di protagonista a tutto tondo, potrà goderselo al cinema anche prima di Venezia (dal 26 agosto). Sarà infatti tra i volti di "La vendetta perfetta – Bear Country", film diretto da Derrick Borte, con Luke Evans, Aaron Paul, Teresa Palmer e Nina Dobrev. Sul grande schermo, stavolta, interpreterà Manko Kapac, proprietario di un nightclub che vorrebbe dimenticare il passato e vivere in pace con la donna che ama. Quando però una rapina lo costringe a rivedere i suoi piani, scatta l’azione e la vendetta inevitabile. Uno scenario diametralmente opposto a quello personale, e quasi lirico, promesso dal docufilm veneziano. Ma anche questo è Russell Crowe: musica e show, arte e grandeur. Tutto in un solo personaggio.


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