Rosalinda Cannavò, fan spaventati dopo lo sfogo social: "Ho l'ansia. Mi sento sola, grava sulla mia salute mentale"
La cantante si sfoga dopo la maternità: tra notti insonni, paure quotidiane e il bisogno di chiedere aiuto, si apre sulla salute mentale e sul rapporto col compagno Andrea Zenga.

Da quando è diventata mamma della piccola Camilla, Rosalinda Cannavò ha scelto di raccontarsi sui social in modo diretto, mostrando non solo i momenti felici ma anche quelli più complessi e faticosi. Nelle ultime ore, l’ex protagonista del Grande Fratello Vip ha pubblicato un lungo video su TikTok, un vero e proprio sfogo in cui ha messo a nudo la difficoltà di un periodo che definisce particolarmente duro, segnato dai problemi di salute della figlia e da una stanchezza mentale che si sta accumulando.
Un periodo difficile per Rosalinda Cannavò
Nel suo racconto, Rosalinda parte da ciò che l’ha spinta a esporsi. Spiega di aver attraversato settimane complicate a causa dei virus contratti dalla bambina all’asilo, una situazione che ha avuto ripercussioni anche sulle sue notti e sul suo equilibrio emotivo:"Io vorrei farmi vedere da voi con i capelli lavati, puliti, sistemati, parlarvi di make-up, skincare e tutte quelle che sono le mie passioni, ma veniamo da un periodo, per quanto riguarda i vari virus che ha preso Camilla, molto tosto. Stanotte non ho chiuso occhio, se ho dormito un’ora è tanto. Si tratta di orticaria post infettiva, ha preso un virus, è guarita e ha avuto questo sfogo".
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Entra nel canale WhatsAppNel video, Rosalinda racconta anche ciò che succede quando finalmente la bambina dorme e il silenzio dovrebbe portare un po’ di sollievo. Accade invece l’opposto: "Adesso sta dormendo, io ho il cervello che mi frulla talmente tanto che non riesco a staccare, a tornare in me. Ho la testa che mi frulla a mille, vorrei fare mille cose, ne inizio una, poi un’altra e non le finisco, non so come faccio ad arrivare alla sera".
La solitudine lontano da casa e la salute mentale
A pesare, come lei stessa ammette, è anche la distanza dalla famiglia e l’assenza di punti di riferimento: "Ho momenti in cui mi sento anche molto sola stare in una città che non è tua, senza punti di riferimento a cui appoggiarti anche solo un’oretta sta iniziando a gravare sulla mia salute mentale, me ne sto rendendo conto". Nel suo sfogo emerge anche un tema delicato e profondamente umano, la difficoltà di chiedere aiuto: "Spesso faccio la forte, ma poi mi rendo conto che è una corazza che mi metto e la cosa che mi dà fastidio è dover chiedere aiuto, lo so che bisogna farlo, ma dover dipendere da qualcun altro, è una cosa che detesto".
La paura di affidare la figlia a un’estranea
Il racconto si conclude con uno dei punti più delicati: la ricerca di una persona di fiducia a cui affidare la bambina quando lei e Andrea Zenga devono lavorare: "Ognuno ha la propria vita, i propri impegni e non può stare con l’ansia che arrivi la mia chiamata per chiedere aiuto. Stiamo cercando una persona di fiducia che ci possa aiutare, ma è difficile, con tutto quello che si sente io sono in ansia di affidare una bambina, mia figlia a una persona che non conosco". Rosalinda non nasconde la paura, né il senso di obbligo che accompagna questa scelta: "C’è gente che non sta bene con il cervello e mi fa molta paura lasciarla a un estraneo, ma non abbiamo scelta, dobbiamo lavorare e non abbiamo parenti vicini. L’unica scelta è cercare di trovare una persona estranea della quale ci fidiamo".
