Cremonini al Circo Massimo, pagelle: Cesare l'Imperatore (10), Elisa talento alieno (8), Valentino Rossi gioca a nascondino (3)
Dal 10 a Cremonini al 3 per Valentino Rossi: promossi, bocciati e sorprese di Roma, Baby, tra grandi ospiti, musica e una regia che fa venire il mal di mare

Una notte al Circo Massimo, migliaia di persone, i grandi successi di una carriera e tre ospiti capaci di aggiungere altrettanta storia alla serata. Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo arriva su Rai 1 dopo essere stato uno degli appuntamenti più spettacolari dell’estate musicale italiana. Il concerto, registrato il 6 giugno davanti a circa 70mila spettatori, ha portato Cesare Cremonini sul palco per oltre due ore e mezza, tra coreografie, giochi di luce, immagini e una scenografia pensata per dialogare con uno dei luoghi più suggestivi della Capitale.
Il cantautore ha ripercorso il proprio repertorio attraverso 24 canzoni, passando dai brani più movimentati alle esibizioni al pianoforte. Gli ingredienti per uno show televisivo importante c’erano tutti. Ma dalla resa musicale alla presenza scenica, passando per ospiti, spettacolo e confezione televisiva, come ha funzionato davvero Roma, Baby? A dirlo sono le pagelle di Libero Magazine, con i voti ai protagonisti e ai momenti più riusciti e quelli che hanno convinto meno della serata.
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Entra nel canale WhatsAppRoma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo: i promossi del concerto evento al Circo Massimo
Cesare l’imperatore. Voto 10. Non sprizza simpatia da tutti i pori, diciamolo. Ma quanto è bello, per una volta, giudicare un artista per quello che fa sul palco e lasciare tutto il resto fuori dalla porta? Perché quando parte la musica, Cremonini cambia marcia. Sul palco di Roma, Baby suona di tutto: chitarra, pianoforte, sassofono, persino la fisarmonica. Canta i suoi successi guardando negli occhi il pubblico, suda, balla, sorride e soprattutto ci mette tutto quello che ha. A quel punto c’è poco da aggiungere. Cremonini è uno di quegli artisti che potrebbe anche risultare antipatico a mezza Italia, ma poi ti piazza in scaletta 50 Special, Latin Lover, La stella di Broadway e una sfilza di canzoni che, volenti o nolenti, abbiamo cantato tutti almeno una volta nella vita. La sua forza è proprio questa: non ha bisogno di piacere a tutti come persona, perché la sua musica ha già fatto il lavoro sporco. Un suo spettacolo merita di essere vissuto dal vivo, certo, ma anche su Rai 1 non perde la sua potenza. Poliedrico, viscerale, musicista prima ancora che performer, uno di quegli artisti capaci di farti venire voglia di dire: "Ok, questa playlist la devo assolutamente consigliare a qualcuno". Se riesce a farti cantare, sorridere e persino ricordare perché siamo orgogliosi di avere una certa musica italiana, allora le carte sono tutte sul tavolo. Cesare ha giocato e ha vinto. Imperatore, senza bisogno di corona.
Elisa e Jovanotti, combo vincente. Voto 8. Chi, se non Elisa e Jovanotti, poteva stare accanto a Cremonini in una notte così? Con Aurora boreale, il cantautore bolognese porta sul palco del Circo Massimo la voce angelica di una delle artiste più solide e talentuose della musica italiana. Un incontro di voci diversissime, sì, ma autentiche fino al midollo: la penna di lui, l’ugola di lei. Cosa chiedere di più alla musica italiana? Forse proprio riscoprire brani come questo, che rischiano di essere passati un po’ in sordina. Se non lo avete mai ascoltato davvero, recuperatelo. Soprattutto leggetene il testo, perché certe canzoni meritano di essere ascoltate con le orecchie ma anche con l’anima. Con Jovanotti cambia tutto: arriva un’energia più sporca, caotica, quasi scomposta, ma perfettamente coerente con la dimensione enorme e festosa del Circo Massimo. Qui sta forse la cosa più intelligente fatta da Cremonini: ha giocato per sottrazione. Niente gara a chi urla più forte, niente ospiti chiamati per rubare la scena. Ha scelto colleghi e amici capaci di aggiungere qualcosa a Roma, Baby, senza travolgerla. Menzione speciale per Luca Carboni, perché se Cremonini porta Bologna sul palco, lui ci mette praticamente il timbro ufficiale. Una serata romana con un cuore decisamente bolognese. E che cuore.
I bocciati al concerto evento di Cesare Cremonini su Rai 1
Regia da mal di mare. Voto 5. Il concerto di Cremonini aveva tutto per bucare lo schermo: 70mila persone, un palco enorme, luci, scenografie e un artista che il palco se lo mangia. Peccato che a tratti fosse più facile godersi lo spettacolo chiudendo gli occhi. La regia sceglie una modalità decisamente iperattiva: stacchi continui, inquadrature che cambiano alla velocità della luce e una passione sfrenata per il pubblico, chiamato in causa praticamente a ogni giro di telecamera. L’effetto più che accompagnare lo spettatore dentro il concerto, rischia di farlo uscire dal ritmo dello show. Mostrare la folla serve a restituire la dimensione dell’evento, certo. Ma se ogni momento diventa un cambio di inquadratura, il rischio è di perdere proprio quello che si dovrebbe raccontare: Cremonini. E così quello che dal vivo probabilmente funzionava come energia, in tv finisce per trasformarsi in una piccola centrifuga visiva. Il pubblico sui social, infatti, non ha risparmiato il confronto con altre produzioni televisive e qualcuno ha sintetizzato il tutto con un eloquentissimo: "Mi sta venendo mal di mare". Insomma, la voglia di rendere il concerto spettacolare c’era. Il problema è che lo spettacolo era già lì. Bastava, ogni tanto, lasciarlo respirare.
Valentino Rossi meteora al Circo Massimo. Voto 3. Cremonini ti invita sul palco del Circo Massimo, davanti a 70mila persone, insieme a Jovanotti. Ti dedica un momento, ti ringrazia "per sempre" e tu, dopo aver attraversato il palco cercando quasi di mimetizzarti tra due dei più grandi artisti italiani, riesci a dire soltanto: "Non me l’aspettavo". Ora, che Valentino Rossi sia una persona schiva e riservata lo sappiamo. Nessuno pretende il monologo shakespeariano né che improvvisi una stand-up comedy davanti a 70mila persone. Però, diciamolo: un’occasione del genere capita una volta nella vita. Forse un sorriso, una battuta, due parole in più avrebbero reso quel momento memorabile anche per chi lo guardava da casa. Mettiamo le mani avanti: in fase di post-produzione potrebbero essere stati tagliati alcuni momenti del suo intervento. Ma, per quello che abbiamo visto, la sensazione è che fosse davvero tutto lì. Allora sì, lo diciamo: che spreco! Cremonini ti apre il palco, Jovanotti è accanto a te, il Circo Massimo esplode e tu sembri capitato lì per caso. Una meteora, appunto: apparsa, "non me l’aspettavo", sparita.
