Roberto Vecchioni, il commovente annuncio preoccupa i fan: “Statemi vicino”, poi la dedica speciale
Dopo il ricovero e lo stop al concerto di marzo, il cantautore italiano torna a esibirsi al Brancaccio di Roma tra emozione, ironia e una dedica speciale.

Dopo mesi lontano dal palco, Roberto Vecchioni è tornato a cantare davanti al pubblico romano. Il Teatro Brancaccio ha accolto un Professore ancora convalescente, ma deciso a riprendersi la scena dopo lo stop imposto dai problemi di salute. Un appuntamento particolare, segnato anche dal ricordo di chi gli è stato vicino durante la malattia e dai temi a lui più cari: l’amore, il dolore, la fragilità e il valore della vita, fino a un finale affidato ai suoi brani più celebri. Di seguito, tutti i dettagli.
Roberto Vecchioni, il ritorno sul palco dopo la malattia
Dopo mesi lontano dalla musica a causa di un problema di salute, Roberto Vecchioni è tornato a esibirsi al Teatro Brancaccio di Roma, trasformando il concerto in un incontro molto personale con il pubblico. Ancora in convalescenza, il cantautore ha raccontato con ironia i momenti difficili vissuti in ospedale e la decisione di tornare comunque sul palco: "Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare". Ha poi ricordato le condizioni in cui si trovava durante il ricovero: "Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: "Sto per morire?". E lei: "Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire". Al che io ho sbottato: "Bella risposta del ca…o!"".
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Entra nel canale WhatsAppPrima dell’appuntamento romano aveva cantato soltanto a Milano, coinvolgendo anche i medici che lo avevano seguito al Fatebenefratelli. Durante la serata non sono mancate battute sull’attualità e sulla politica internazionale, oltre a un omaggio all’amico Francesco Guccini: "Credo di essere l’unico autore di cui Francesco abbia cantato una canzone non scritta da lui".
Roberto Vecchioni: il dolore, l’amore e la musica
Accanto all’ironia, il concerto ha lasciato spazio ai temi più dolorosi della vita di Vecchioni, in particolare alla perdita del figlio Arrigo e al valore della vicinanza della moglie Daria Colombo. A lei il cantautore ha affidato per alcuni minuti il palco per parlare dell’attività della Fondazione Vecchioni e della necessità di combattere il pregiudizio nei confronti delle malattie mentali. Il messaggio è stato chiaro: le famiglie che affrontano queste situazioni devono poter contare su sostegno e comprensione. Nel finale, Vecchioni ha ripreso pienamente il ruolo di interprete, proponendo alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui Chiamami ancora amore, Luci a San Siro e Samarcanda.
