Roberto Vecchioni, il messaggio dopo l'addio (temporaneo) alle scene al Teatro Brancaccio: "Continuerò a cantare"
Dopo mesi di acciacchi dovuti a una salute ballerina, Roberto Vecchioni ha annunciato lo stop ai concerti ma poi torna su Instagram col nuovo tour e promette di tornare a cantare

Roberto Vecchioni ha un modo tutto suo di dire le cose difficili: prima la battuta, poi la verità che arriva dritta allo stomaco. È andata così anche la sera del 30 settembre al Teatro Brancaccio di Roma, davanti a una platea sold out che lo aspettava da marzo. Ha cantato, ha raccontato e si è pure commosso. Poi a un certo punto ha lasciato cadere la frase che ha gelato tutti: quella, forse, sarebbe stata l’ultima volta per parecchio tempo. Ventiquattr’ore dopo, però, è arrivato il messaggio che lascia filtrare un filo di speranza.
Il messaggio su Instagram di Roberto Vecchioni: "Non preoccupatevi, continuerò a cantare"
Nessuna retorica, per il Prof, solo poche righe scritte di getto sui social: "Qualche acciacco alla mia età posso permettermelo, ma non preoccupatevi, continuerò a cantare. Grazie a tutti di cuore… al prossimo concerto".
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Ma chi era al Brancaccio, o chi aveva letto i resoconti della serata, aveva legittimamente pensato a un addio alle scene. Non lo è. È una pausa, lunga quanto serve, decisa da un uomo di 83 anni che ha imparato a sue spese a non fare il furbo con il proprio corpo.
Sul palco romano Vecchioni aveva chiesto al pubblico di stargli vicino, mille da una parte e mille dall’altra, con l’emozione addosso di chi non saliva su un palco da mesi. E aveva aggiunto, senza giri di parole, che per altrettanti mesi non avrebbe potuto cantare.
Come sta Roberto Vecchioni: l’ospedale, le date rinviate e il tour "Tra il silenzio e il tuono"
La data del Brancaccio era in programma il 6 marzo, dentro il tour teatrale Tra il silenzio e il tuono, lo spettacolo di canzoni e monologhi nato dal suo libro per Einaudi. Fu rinviata insieme a Milano, Legnano e Genova per i problemi di salute del cantautore. Un malore, poi un ricovero: lui stesso ha raccontato dal palco di essere finito in ospedale con un tubo in gola, nel periodo in cui sarebbe dovuto arrivare a Roma. Un disco iniziato e lasciato a metà. Mesi in cui la musica, semplicemente, non c’era più.
L’estate aveva fatto sperare in una ripartenza. Poi, il 25 settembre, il concerto al Teatro Verdi di Salerno per il Premio Charlot – dove avrebbe ritirato il riconoscimento "Grandi Protagonisti dello Spettacolo" – è saltato all’ultimo per motivi di salute improvvisi. Tre giorni più tardi, al Dal Verme di Milano, Vecchioni ha voluto in sala lo staff dell’ospedale che lo aveva curato, cardiologi compresi.
Al Brancaccio, infine, la chiusura di questo tour 2026 accidentato: l’ultima tappa, sold out, vissuta come una cosa strappata al destino. Ma nessun ritiro è annunciato, solo la consapevolezza che per riprendersi, come ha ammesso lui, serve un sacco di tempo.
Da Luci a San Siro a Sogna, ragazzo, sogna. Stavolta la canzone la sta vivendo in prima persona. E ha già scritto il finale: ci rivediamo al prossimo concerto.
