Vannacci a Otto e mezzo, scintille con Lilli Gruber su gay e remigrazione: "Lei è ossessionato", la replica (gelida) del generale
Faccia a faccia a Otto e mezzo tra Roberto Vannacci e Lilli Gruber: immigrazione, centrodestra e diritti al centro del dibattito su La7 nella puntata del 10 giugno 2026.

Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, il nuovo partito che rischia di sparigliare gli assetti elettorali nel centrodestra, è l’ospite di cartello della puntata di Otto e mezzo in onda mercoledì 10 giugno 2026. Tra proclami, attacchi elettorali e scintille con la conduttrice Lilli Gruber, il generale in pensione 57enne ha tenuto banco per oltre 40 minuti nel salotto di La7: ecco cosa è successo durante la diretta.
Roberto Vannacci a Otto e mezzo: cosa è successo su La7 (10 giugno)
Ospite a Otto e mezzo per la prima volta, Roberto Vannacci arriva in studio in maniche di camicia e col volto tirato delle grandi occasioni televisive. "Lei come si definisce: un generale in pensione, un leader di estrema destra o un devoto marito che ha sposato una straniera che era una extracomunitaria?", è la prima domanda di Gruber. "Un po’ tutti questi termini – risponde – Sono un generale, lo sono stato 40 anni. Sono politico, non di estrema destra ma di destra autentica. E sono anche un marito devoto che tiene alla propria famiglia: mi sono sposato tardi, quindi in età avanzata ho scoperto la bellezza di avere una famiglia. Se sono in politica è soprattutto per le mie figlie".
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Entra nel canale WhatsAppVannacci, poi, spiega perché rifiuta l’etichetta di uomo di estrema destra: "Quando si parla di estremo bisognerebbe definire cosa è estremo. Dicono che AfD in Germania è estrema: ma quando un partito catalizza il 30% come si fa a definire estremo?".
Spazio poi a un chiarimento sul giudizio sulla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Con lei abbiamo tante idee in comune, il problema è stato come metterle a terra. Molte delle cose proposte non sono state realizzate. Molte posizioni che vengono prese in Europa da alcuni partiti di questa coalizione di centrodestra sono le stesse che prende il PD. A mio avviso la Meloni è ancora una destra autentica, ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più. È una destra che ha perso la trebisonda. Le tre riforme fondamentali – presidenzialismo, riforma della giustizia e autonomia differenziata – non sono state fatte".
L’alleanza con Giorgia Meloni e il centrodestra
Gruber, quindi, indaga sulle intenzioni elettorali del leader di Futuro Nazionale: "Ma lei si alleerà con il centrodestra?", domanda. "Futuro Nazionale non è ancora nato: il programma c’è ma il partito non ancora. Certo, ci sono delle linee rosse su sicurezza e immigrazione. Il Green Deal, ad esempio, non possiamo sostenerlo. Il partito sta nascendo ed è indipendente, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni. Io non sono in cerca di poltrone né di potere".
Roberto Vannacci su La7, scintille con Gruber sulla remigrazione
La conduttrice di Otto e mezzo sposta quindi il focus della discussione sull’immigrazione. Vannacci sposa le teorie sulla remigrazione che in questo periodo stanno prendendo piede nelle destre di tutta Europa ("Piazzapulita ha trattato il tema nella puntata di giovedì scorso"). "Vanno rimigrati tutti coloro che non hanno motivo e diritto di stare nel Paese, ovvero l’80% del totale", chiarisce. "Gli accordi bilaterali ci sono già, quasi con tutti i Paesi. Il problema in Europa è che qualcuno di questa alleanza di centrodestra vota contro. Come si fa? Innanzitutto facendo tanti CPR (Centri di Permanenza per i Rimpatri, ndr). Poi li riportiamo nei paesi d’origine. Grazie al decreto Paesi sicuri, qualora non ci fosse un accordo coi paesi d’origine, li possiamo portare in un paese terzo. L’importante è che non stiano da noi. Le piace come soluzione?" chiede provocatoriamente a Lilli Gruber, che replica stizzita: "Guardi, io sono per il governo dell’immigrazione, non per proclami e slogan irrealizzabili".
Vannacci cita poi i dati dei rimpatri effettuati negli USA dal presidente Trump, che Gruber respinge come non veritieri. "Non le piacciono questi dati? Ne ha altri? A lei piacciono i clandestini?" ribatte l’europarlamentare con tono ironico. E la Gruber replica stizzita: "Non dica sciocchezze, per favore, io ho sempre detto che il fenomeno dell’immigrazione non va strumentalizzato. Ripeto: cosa facciamo con i migranti di paesi con cui non abbiamo accordi? Vanno deportati?".
La risposta di Vannacci: "Cosa intende per deportati: movimentazione coatta contro la loro volontà? Certo. Vanno portati in un paese terzo sicuro, che li accetterà. Giorgia Meloni perché non lo fa? Potrebbe avere problemi all’interno della sua coalizione".
La questione degli omosessuali: "Lei è ossessionato"
Mentre in studio la tensione inizia a salire, Gruber mette sul tavolo un altro tema divisivo del pensiero di Vannacci: le sue teorie sulla famiglia naturale e i diritti degli omosessuali. "La famiglia naturale come lei la intende non esiste da tempo", attacca la conduttrice. "Questo lo dice lei, a casa mia esiste", risponde Vannacci. Il botta e risposta continua. "Lei è ossessionato dagli omosessuali", insinua la conduttrice. "Forse lo è lei, visto che ha portato questo argomento in una discussione politica". "E se scoprissimo che lei è gay?", domanda a bruciapelo la giornalista.
"Va bene, ma non accamperei alcun diritto. I gay in Italia hanno tutti i diritti: se vanno all’ospedale li curano; possono guidare; se vanno a scuola ricevono insegnamento. Solo non cambiamo il significato della parola famiglia, che è uno solo: padre, madre, figli. Se mia figlia fosse gay? Sarebbe libera di amare chi vuole, solo non avrà una famiglia"
Vannacci e la ‘sporca dozzina’ di Futuro Nazionale: niente scuse a Salvini
Infine, Lilli Gruber non fa sconti nemmeno sul rapporto tra Vannacci e Matteo Salvini, il leader della Lega mollata dal generale quando ha deciso di creare il proprio movimento politico. "Chiede scusa a Salvini? – chiede – Lei lo ha usato un po’ come un taxi". "Forse è lui che ha usato me per prendere 560mila voti in più nella Lega – contrattacca Vannacci – quindi ci ringraziamo a vicenda. In 3 mesi il mio partito ha fatto 100mila iscritti, probabilmente sono tutti quelli che mi hanno votato quando ero nella Lega senza voler votare lega. Io sono stato lealissimo nei confronti dei valori e dei principi nei quali credo". E infine, il botta e risposta su Futuro Nazionale che finora è stato creato con transfughi di altre formazioni politiche. "I miei sono i rifiuti degli altri. A me sta bene, voglio la sporca dozzina, con cui farò solo gli interessi degli italiani e delle italiane. E ce la faremo".
